Trimestrale di cultura civile

Corpi intermedi: sussidiarietà sociale e stimolo politico

  • MAR 2023
  • Tiziano Treu

Condividi

Non è più il tempo del novecentesco Welfare State che certo ha avuto indubbi meriti. Ma davanti al manifestarsi di nuovi bisogni, sempre più inerenti i cittadini, tale formula ha mostrato e continua a palesare tutti i suoi limiti. Per questo motivo diventa dirimente andare oltre quello storico modello. La complessità del presente dice quanto è necessario integrare gli interventi e le strutture pubbliche con politiche sociali che vanno attivate attraverso forme mutualistiche e privato-collettive. Ma, per dare corpo a tale svolta, non è sufficiente attuare il solo processo di rinnovamento delle organizzazioni, piuttosto occorre avviare un ripensamento profondo degli stessi obiettivi e contenuti delle politiche sociali. Per dar vita a un modello di “welfare attivo e capacitante, che valorizzi sia le risorse individuali sia quelle dei territori e delle comunità”.

1. Le crisi di questi anni, dal Covid alla guerra in Ucraina, alla carenza energetica, all’inflazione, hanno avuto un impatto sconvolgente sulle nostre società. Hanno aggravato le disuguaglianze e le povertà fra larghi strati della popolazione e hanno accelerato processi di cambiamento delle strutture economiche e sociali, già attivati dalle tecnologie digitali e dalla globalizzazione.

Queste trasformazioni hanno non solo alterato in profondità le nostre condizioni di vita, ma anche messo in discussione molte delle nostre certezze esistenziali e delle categorie su cui abbiamo costruito il nostro sviluppo economico e sociale.

Il disorientamento e l’incertezza che sperimentiamo ogni giorno chiedono a tutti noi persone singole, alle nostre comunità e alle nostre istituzioni di interrogarci sul futuro, sul senso da dare a questi avvenimenti e su come reagire.

Questa riflessione va fatta insieme e in profondità, perché non si tratta di cambiare piccoli dettagli, ma di ripensare le direzioni dello sviluppo, in discontinuità con i modelli industrialisti del secolo scorso e delle ideologie che li hanno accompagnati.

Dobbiamo ricercare insieme le vie della sostenibilità non solo economica e sociale ma anche ambientale, secondo i parametri di sviluppo sostenibile (SDG) indicati a livello internazionale ed europeo.

L’azione del pubblico non basta

2. Il nuovo corso della politica europea emblematizzato dal Next Generation EU e i relativi piani attuativi, non solo quello italiano, danno un ruolo importante allo Stato e alle pubbliche istituzioni, contrastando le derive liberiste degli ultimi anni e confermando la loro fallacia.

Ma sono convinto, sia per esperienza e cultura personale, sia per le testimonianze ricevute dalle organizzazioni sociali e del Terzo settore inerenti al Cnel, che a sostenere una simile ricerca e il perseguimento della sostenibilità umana non basti l’azione anche lungimirante delle istituzioni pubbliche.

Occorre coinvolgere tutte le energie personali e sociali in uno sforzo consapevole di rinnovamento per dare risposte efficaci ai nuovi bisogni delle persone e delle comunità. Le drammatiche esperienze della pandemia hanno dato ampia dimostrazione che queste energie esistono nella nostra società e nelle sue diverse forme organizzative.

Queste comunità intermedie, dal volontariato alle associazioni del Terzo settore, alle rappresentanze sindacali e degli imprenditori, si sono attivate esprimendo varie forme di solidarietà collettiva, di sostegno a tante persone e gruppi in difficolta, fino a svolgere spesso opera di supplenza alle carenze dell’intervento e del welfare pubblico.

La ricerca svolta in collaborazione fra Astrid, Cnel e Fondazione per la Sussidiarietà1 conferma la ricchezza di queste iniziative e la vitalità dei corpi intermedi, smentendo le profezie più o meno interessate di un loro declino.

Ma le trasformazioni in atto, per la loro radicalità, richiedono a tutti, non esclusi i corpi intermedi, di ripensare i loro obiettivi e le loro funzioni per metterli all’altezza delle nuove sfide.

Segnalo alcune aree di ricerca e di impegno che mi sembrano particolarmente importanti per le varie organizzazioni della società.

Sul versante economico la sfida è di promuovere un nuovo modello di sviluppo sostenibile sul piano sociale e ambientale, quale è prefigurato in Europa dal Next Generation EU.

Coinvolgere le presenze sui territori

3. Gli enti intermedi devono essere in prima linea per organizzare e sostenere l’azione collettiva in vista dei nuovi obiettivi.

La implementazione delle miriadi di attività necessarie per l’attuazione del PNRR, diffuse nelle varie aree del Paese, non si può realizzare con successo senza la partecipazione attiva delle organizzazioni presenti sul territorio; queste organizzazioni hanno ripetutamente chiesto di essere coinvolte non solo nella fase esecutiva dei progetti ma anche nella loro elaborazione in forme di vera e propria coprogettazione.

Tale coinvolgimento è particolarmente importante per i progetti di carattere sociale che rispondono a bisogni fondamentali delle persone, per i quali solo queste organizzazioni hanno la conoscenza e la espertise necessarie a dare risposte efficaci. Si tratta, come ha indicato la Corte Costituzionale, di diffondere pratiche di “amministrazione condivisa”, vincendo le resistenze presenti soprattutto degli apparati burocratici.

L’esperienza recente ha mostrato una capacità inedita della società civile organizzata di svolgere anche attività economiche in forma comunitaria. In particolare, ciò vale per le comunità energetiche che sono oggetto di specifico sostegno da parte del PNRR per il contributo che possono dare non solo alla loro autonomia e alla riduzione dei costi, ma anche a finalità di interesse generale come il contrasto alla povertà energetica, alla povertà tout court e alla riduzione dei divari territoriali.

L’importanza di tali iniziative economiche è tanto maggiore perché esempi di comunità intraprendenti si sono diffuse in diverse forme e settori (come testimoniano le ricerche EURICSE): dalle tradizionali cooperative di produzione e di consumo alle imprese di comunità, ai gruppi di acquisto e di consumo responsabile, fino alle food Coop e alle portinerie di quartiere.

Questi contributi attivi delle comunità permettono non solo di trovare soluzioni economicamente efficienti, ma di fornire stimoli alle istituzioni pubbliche nello svolgimento dei loro nuovi compiti e, più in generale, servono a rafforzare i rapporti ora indeboliti fra esigenze delle comunità e amministrazioni pubbliche e per questa via i legami con le stesse rappresentanze della politica.

Inoltre, la presenza nelle comunità di molte professioni tecniche può essere utile a sostenere e qualificare questi contributi sottraendoli ai rischi di genericità e di parzialità ideologica.

I compiti più urgenti dell’azione sussidiaria

4. I cambiamenti economici e tecnologici, ora accelerati dal Covid, hanno creato nuove opportunità, ma anche aperto gravi ferite nel tessuto sociale, contribuendo a una crescita senza precedenti delle disuguaglianze e della povertà.

Curare queste ferite è uno dei compiti più urgenti dell’azione sussidiaria dei corpi intermedi: un compito insieme di carattere culturale e di grande portata pratica.

Le sensibilità delle persone operanti in queste organizzazioni sono in grado non solo di interpretare meglio di ogni altro i bisogni più urgenti della popolazione, ma anche di mobilitare le capacità di altruismo e di protagonismo di tante persone, comprese quelle che sono disorientate o deluse .

Queste azioni dei corpi intermedi e delle comunità sono decisive per combattere una cultura sempre più diffusa, che è permeata di individualismo, e per promuovere i valori della solidarietà umana.

I messaggi valoriali provenienti dalle comunità intermedie devono essere sostenuti non solo dall’esempio individuale, ma da un impegno organizzato per dare risposte concrete ai milioni di persone bisognose colpite dalla minaccia della povertà, della malattia, e anche della solitudine.

Si tratta di un compito di enorme portata, che investe le dimensioni e la stessa concezione delle politiche sociali e del welfare.

Il Welfare State costruito nel Novecento ha mostrato, oltre ai suoi meriti, anche i suoi limiti di fronte ai nuovi bisogni sempre più personalizzati ed esigenti dei cittadini. Per questo è necessario superare il modello storico per integrare gli interventi e le strutture pubbliche con politiche sociali attivate in forme mutualistiche e privato-collettive. Il che richiede non solo di rinnovare le organizzazioni, ma di ripensare gli stessi obiettivi e contenuti delle politiche sociali, per promuovere un welfare attivo e capacitante, che valorizzi sia le risorse individuali sia quelle dei territori e delle comunità.

L’impegno degli enti intermedi per uno sviluppo sostenibile e un nuovo welfare deve ispirare una loro più ampia responsabilità non solo sociale, ma civile e, in senso lato, politica.

Deve spingerli a volgere le loro funzioni non solo alla luce dei bisogni dei loro rappresentati, ma aprendo la loro azione ad ambiti più vasti di persone e di interessi, in dialogo con altre organizzazioni rappresentative, in vista del rafforzamento della coesione sociale.

Promuovere la coesione sociale praticando il dialogo è un compito insieme educativo e politico che spetta ai corpi intermedi. È un potente antidoto alla frammentazione individualistica che minaccia la nostra società e contribuisce a contrastare le derive populiste presenti in molti Paesi.

Partecipazione e rappresentanza

5. La vitalità dei corpi intermedi può essere espressa più di quanto sia stato fatto finora non solo nelle opere sociali, ma anche nei rapporti con le amministrazioni pubbliche e con le istituzioni e per questa via nella politica.

Le comunità di cittadini possono essere protagoniste nel diffondere le forme di consultazione pubblica. Vanno valorizzate le forme di consultazione e di democrazia deliberativa che si sono sviluppate di recente, non solo in Italia, in diverse aree di attività, specialmente di competenza degli enti locali.

Queste attività di partecipazione civile organizzata hanno valore non solo per qualificare e finalizzare meglio il dibattito pubblico, ma anche per incidere sulle scelte di politica pubblica e di produzione di beni comuni.

Si tratta di un contributo indiretto ma importante, che i corpi intermedi possono dare alla vita pubblica e alla democrazia sostanziale integrando le forme della democrazia rappresentativa e l’azione dei partiti.

In questo modo possono contribuire ad arricchire il capitale sociale dei territori, contrastando i fenomeni di frammentazione. Così pure sono utili ad avvicinare i cittadini alle istituzioni, a sviluppare una cultura di governo fra i cittadini, compresi i loro rappresentanti e, in prospettiva, alla formazione e al ricambio delle classi dirigenti.

In tale direzione dovrebbe svilupparsi un impegno specifico dei corpi intermedi, dai sindacati al Terzo settore, facendo riferimento alle best practice diffuse in Italia e in Europa.

La drammatica situazione attuale offre ai corpi intermedi possibilità di impegno senza precedenti su diversi fronti: non solo nelle iniziative sociali tradizionali, ma nello sviluppo di forme di welfare sussidiario, nel contributo ai nuovi obiettivi della sostenibilità e alla coesione sociale, fino – più in generale – nella partecipazione attiva alle attività amministrative di interesse comune.

Con un impegno fattivo e comune in queste direzioni, l’azione dei corpi intermedi contribuirebbe a rafforzare la connessione fra partecipazione e rappresentanza, integrando attività di coinvolgimento, di dibattito e di formazione alla politica che i partiti hanno largamente abbandonato.

Tiziano Treu è politico e giurista italiano, esperto di diritto del lavoro e presidente del CNEL

Contenuti correlati

È online il n.10 di Nuova Atlantide

In ascolto dei giovani
(che non conosciamo)

17 AGO 2023

Disagi estesi e profondi, non solo nelle periferie. E istanze positive, sovente disattese. C’è una frattura che riguarda una generazione. E che chiama in causa drammaticamente gli adulti


VIDEO | La presentazione a Milano del Rapporto 2022 sulla Sussidiarietà

La macchina ambrosiana del bene

5 GIU 2023 | GIAN CARLO BLANGIARDO, PAOLO BONASSI, GUIDO BORSANI, BARBARA COLOMBO, EUGENIO MASSETTI, GIUSEPPE SALA, ALBERTO SINIGALLIA, GIORGIO VITTADINI

Non c’è welfare senza solidarietà, non c’è crescita senza welfare. Blangiardo: lo sviluppo sociale non si misura con il solo Pil. Il sindaco Sala: rafforzare la collaborazione tra istituzioni, privato e volontariato


Vittadini su la Repubblica giudica la proposta Calderoli

Autonomia differenziata?
Così non si aiuta il rilancio del Paese

17 MAG 2023 | GIORGIO VITTADINI

Servono unità e coesione, e una visione strategica condivisa. Per risolvere i conflitti fra Stato e Regioni e combattere le diseguaglianze non basta ridistribuire le deleghe. E, nota bene: questa non è sussidiarietà


Scuola di Sussidiarietà di Macerata / Seconda lezione

Amministrazione condivisa:
leggi, prassi e prospettive di riforma

1 APR 2023 | Edoardo Caruso, Giulio Casilli, Anna Menghi, Maria Elena Tartari

Esternalizzazione e sussidiarietà per progetti. Il metodo della programmazione sociale: il “caso” Marche. I nuovi spazi di libertà e di intervento che si aprono per il Terzo settore


Scuola di Sussidiarietà di Macerata / Prima lezione

Le origini dell’amministrazione condivisa
e i cambiamenti che si prospettano

31 MAR 2023 | Giorgio Bisirri, Marco Caldarelli, Giulio Casilli, Renato Ruffini, Lorenza Violini

Co-programmazione e co-progettazione come forme di attuazione della sussidiarietà scritta nei Trattati europei e nella Costituzione. La spinta della Consulta, le previsioni del Codice del Terzo settore e alcuni esempi in atto


Movimento cooperativo alla prova

Quali risposte alla domanda di un nuovo mutualismo

MAR 2023 | Mauro Lusetti

La promozione di un modello di sviluppo sostenibile interpella le realtà del mondo cooperativistico. Si tratta di una sollecitazione provocante.


Forbice generazionale

Patto per l’infanzia: via alle politiche trasformative

MAR 2023 | Paolo Lattanzio

In Italia un milione e quattrocentomila bambini vivono in regime di povertà assoluta. In pratica, più degli abitanti di Milano. Un dato drammatico, assai spesso dimenticato.


Persone e competenze

La “nostra” Africa

MAR 2023 | Don Dante Carraro

Quale futuro per il continente africano? In che misura la crisi della globalizzazione sta frenando desideri, bisogni e voglia di costruire di quell’immensa regione del mondo? I problemi sono gravi, le contraddizioni enormi.


L’evoluzione di Italia Nostra

Tra sussidiarietà e comunità di patrimonio

MAR 2023 | Antonella Caroli

Il percorso in nome della bellezza di un corpo intermedio che si è sviluppato a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso per opporsi all’attuazione di piani di sventramento del centro storico di Roma.


Piattaforma Terzo Millennio

Come generare buona occupazione

MAR 2023 | Pierpaolo Bombardieri

Povertà, disuguaglianze, lavoro. Sono alcune parole chiave che fotografano la situazione precaria del nostro sistema Paese.


Sviluppo umano integrale

Sussidiarietà circolare e welfare di comunità

MAR 2023 | Stefano Zamagni

Oggi la sussidiarietà incontra ancora non poche difficoltà nella possibilità di attuazione pratica. Si scontra con resistenze culturali e perdurante confusione di pensiero.


L’età del packaging

Il narcisismo che “influenza” i rapporti

MAR 2023 | Luciano Violante, Silvia Becciu

Dall'Homo videns all'Homo filmans. C’è l’individuo che vive il quotidiano con lo scopo di filmare tutto.


La sorgente economia civile

Re-intermediare per ri-generare

MAR 2023 | Paolo Venturi

Oggi i decisori pubblici, siano essi centrali o territoriali, si trovano a vivere una sfida assai impegnativa: come immaginare e governare il cambiamento. La domanda di un’alternativa è nelle cose. Urge.


Politica colpevole

La disgrazia del neoliberismo selvaggio

MAR 2023 | Nadia Urbinati

Negli anni le decisioni assunte dalla politica hanno certamente responsabilità individuali e collettive comprovabili nell’aver permesso al neoliberismo aggressivo l’occupazione totale del mondo dei beni privati e pubblici.


Coesione sociale

Le priorità del Terzo settore per il rafforzamento della sussidiarietà

MAR 2023 | Silvia Stilli

Oggi il vasto mondo dell’associazionismo fatica a comunicare la qualità del pronto intervento nel sociale: il bene fatto per bene.


L’Italia che fa l’Italia

Coesione è competizione

MAR 2023 | Ermete Realacci

Nel nostro Paese sono le imprese più coesive, vale a dire quelle che hanno un rapporto migliore con lavoratori, subfornitori, comunità, ambiente, che ottengono le prestazioni migliori.


Il tesoro dello Stivale

Lo scrigno prezioso della società civile

MAR 2023 | Paolo Cirino Pomicino

Negli ultimi trent’anni il pianeta è stato saccheggiato dal capitalismo finanziario, la vera peste del terzo millennio.


Il fattore Terzo settore

Trasformiamo la sussidiarietà da principio a realtà

MAR 2023 | Vanessa Pallucchi

Il Terzo settore si muove. E muove: oltre un milione di posti di lavoro, più di cinque milioni di volontari. Si tratta di un sicuro protagonista, esempio di modello virtuoso che sa coniugare ricchezza sociale con ricchezza economica.


Corto respiro

Il grande assente: il principio di responsabilità

MAR 2023 | Giuseppe Guerini

L’evidenza della fuga dalle responsabilità determina la fatica a riconoscere il valore collaborativo della cultura sussidiaria.


Lo Stato a venire

Sussidiarietà, sviluppo sociale e potere pubblico

MAR 2023 | Franco Gallo

È indubbio che il paradigma bipolare pubblico-privato, antecedente l’entrata in vigore del Titolo V, sia stato messo in crisi. Le evidenze portano a rilevare come, dall’intervento del legislatore, sia divenuta centrale la figura del cittadino in quanto soggetto attivo.


Società giusta

Uguaglianza e solidarietà: ecco i temi di primo rilievo politico

MAR 2023 | Anna Finocchiaro

Quanto è avvertito oggi il sentimento di una fraterna comunanza di vita e di sorte? Quanto è matura la scoperta di condividere un’appartenenza a una sfera di comunità e a un destino comune? Argomenti forti, precisamente indicati come missione nella nostra Costituzione.


Vettore di crescita inclusiva

Il tempo della transizione sociale

MAR 2023 | Luigi Bobba

Il Terzo settore è chiamato a sfide molto importanti per essere protagonista della cosiddetta transizione sociale.


Svolta d’epoca

Le premesse culturali per una vera rivoluzione di sistema

MAR 2023 | Piero Bassetti

Siamo alle prese con un forte mutamento strutturale ed esistenziale che provoca la persona a riflettere sulle possibilità di trovare ambiti in un mondo ormai glocale dove i soggetti e le comunità, anziché valorizzati, vengono a tutti i livelli scoraggiati.


Antropologia positiva

Alle origini della amministrazione condivisa

MAR 2023 | Luca Antonini

In una logica hobbesiana, l’articolo 55 del Codice del Terzo settore non avrebbe alcuna ragione di esistere, in una antropologia positiva, l’amministrazione condivisa è invece lo sviluppo consequenziale di quel presupposto.


Globalizzazione sfinita

La sussidiarietà, scuola di speranza

MAR 2023 | Enzo Manes

L’allargamento della famosa forbice che, in modo figurato, traduce il malessere diffuso di un Paese rappresenta oggi l’accertato fallimento del neoliberismo selvaggio.


Nuova Atlantide N. 8 - Marzo 2023 | PERSONA, COMUNITA', POPOLO. Sussidiarietà

Persona, comunità, popolo

MAR 2023

Dibattito a più voci da uno spunto di Giorgio Vittadini. Un cantiere aperto per riattivare il motore inceppato del sistema-Paese. Alla ricerca di una nuova cooperazione tra le istituzioni e di queste con la società civile.

Clicca qui!