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Scuola di Sussidiarietà di Macerata / Seconda lezione

Amministrazione condivisa:
leggi, prassi e prospettive di riforma

  • 17 MAR 2023
  • Edoardo Caruso
  • Giulio Casilli
  • Anna Menghi
  • Maria Elena Tartari

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Esternalizzazione e sussidiarietà per progetti. Il metodo della programmazione sociale: il “caso” Marche. I nuovi spazi di libertà e di intervento che si aprono per il Terzo settore

La seconda sessione della Scuola di Sussidiarietà di Macerata è stata dedicata ad un approfondimento delle normative europee e italiane che regolano la materia dell’amministrazione condivisa, per quanto riguarda in particolare il Terzo settore e le politiche sociali degli enti pubblici. In secondo luogo, si è dato spazio all’esame delle prassi sinora messe in atto, con particolare attenzione alle iniziative assunte dalla Regione Marche.

Ecco il programma della giornata e una traccia degli interventi.

PROGRAMMA

Saluto introduttivo
Anna Menghi, Consigliere regionale della Marche

Interventi
Edoardo Caruso, Ricercatore in Diritto amministrativo, Università degli Studi di Ferrara; “La legislazione e le problematiche ad essa conseguenti. Attuazione e prospettive de iure condendo”.
Giulio Casilli, Dottorando di ricerca in Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano; “Tra esternalizzazione e sussidiarietà per progetti. Quali spazi di libertà per gli enti del terzo settore? Esempi dalla prassi”.
Maria Elena Tartari, Dirigente della Direzione Politiche Sociali, Regione Marche: “Amministrazione condivisa e metodo della programmazione sociale nella Regione Marche”.

La prima sessione di lavoro a Macerata

Un’amministrazione condivisa:

Partita la scuola di sussidiarietà

27 FEB 2023 | GUIDO CANAVESI, MARCO CARDARELLI, NINFA CONTIGIANI, NAZZARENO MARCONI, JOHN MCCOURT, SANDRO PARCAROLI, CARLA SCARPONI, LORENZA VIOLINI, GIORGIO VITTADINI

TRACCIA DEGLI INTERVENTI

Menghi introduce i lavori sottolineando che la Regione Marche “crede nella condivisione degli obiettivi e nella sussidiarietà”, politica e mondo associativo devono assumersi ciascuno le sue responsabilità, in modo condiviso.

Caruso – Il suo intervento è dedicato ai profili giuridici e legislativi, a partire dal quadro europeo indispensabile per comprendere l’ordinamento italiano. All’inizio degli anni 2000 l’UE tendeva a considerare i soggetti del terzo settori al pari degli operatori economici, applicando la logica del mercato e quindi favoriva le gare pubbliche a tutto campo. Dopo la crisi del 2008 la corte di giustizia apre a delle eccezioni. Il diritto europeo applica le regole di mercato ma se ci sono motivi d’interesse generale si può derogare. Senza questa svolta non ci sarebbe neanche stato il nostro codice del terzo settore: possibilità di sottoscrivere convenzioni dirette per gli enti di servizio sociale come la sanità senza gare di appalto e rimborso spese limitato ai costi effettivi. Sono condizioni che ritroviamo nel nostro codice del Terzo settore anche se esso ha recepito questa indicazione solo in parte in quanto ha previsto dei concorsi e non l’affidamento diretto.

Scuola di sussidiarietà di Macerata / Prima lezione

Le origini dell’amministrazione condivisa

E i cambiamenti che si prospettano

10 MAR 2023 | GIORGIO BISBIRRI, MARCO CARDARELLI, GIULIO CASILLI, RENATO RUFFINI, LORENZA VIOLINI

Casilli – Illustra i diversi modelli o gradi di sussidiarietà orizzontale: esternalizzazione dei servizi, sussidiarietà per progetti, valorizzazione delle iniziative dei privati e infine la sussidiarietà senza apparato istituzionale di gestione. Quest’ultimo modello prevede una compiuta separazione tra soggetto finanziatore e soggetto erogatore, che esalta la libertà di scelta degli utenti.

Casilli passa poi ad esaminare le linee guida del ministero del Lavoro a riguardo della co-programmazione e co-progettazione previste dal Codice del Terzo settore (art. 55). “Il ministero del lavoro – spiega Casilli - si preoccupa di chiarire quando debba essere utilizzata una procedura di appalto o quando si possa ricorrere agli strumenti previsti dal codice del Terzo settore. Nel settore sociale c’è un rapporto che tende a essere paritario tra l’ente pubblico e quello del terzo settore: la corresponsabilità a partire dalla co-costruzione dell’oggetto fino alla conclusione del progetto”.

Tartari – Parla della programmazione sociale nella Regione Marche. Punto di riferimento fondamentale è la legge regionale 32 del 2014 che individua i soggetti sociali che partecipano alla progettazione regionale e le modalità attuative. Soggetti sociali sono sindacati, organizzazioni di categoria, enti del terzo settore, volontariato, promozione sociale, patronati, enti delle confessioni religiose. Il metodo di lavoro scelto è il metodo di coordinamento aperto,  introdotto nella conferenza europea di Lisbona del 2000, che favorisce la partecipazione. Su questa base nel 2018 la Regione ha attivato un processo di programmazione partecipata e costruito il nostro Piano sociale.

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