Registrati oltre 6000 casi nell’ultimo anno. Media europea: 13,3 su un milione di abitanti, quella italiana 9,1. La causa principale è una copertura vaccinale inferiore al 95% indicato dall’Oms
ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) è l’Agenzia europea che ha il compito di rafforzare le difese del nostro continente nei confronti delle malattie infettive. E’ stata fondata nel 2005 per “identificare, valutare e comunicare le sfide per la salute umana che vengono poste dalle malattie infettive” ed a tale scopo raccoglie e pubblica nel proprio sito web diverse informazioni sulla distribuzione di queste malattie nel nostro continente. Tra i documenti disponibili sono di particolare interesse, ad esempio, i rapporti periodici pubblicati dalla Agenzia, come il recente documento che fa il punto sull’andamento nel tempo e sulla distribuzione nello spazio del morbillo e della rosolia: è da questo documento che sono prese le informazioni quantitative sul morbillo riportate nel presente contributo.
In sintesi, nel mese di gennaio 2026 sono state 28 le nazioni che hanno riportato delle informazioni sui casi di morbillo che hanno registrato sul proprio territorio: 12 nazioni hanno segnalato in totale 173 casi e 16 nazioni invece non hanno riscontrato casi. Il numero maggiore di casi è stato registrato, in ordine; in Italia (84), Spagna (48), Francia (12), Romania (9) e Belgio (7).

Buone abitudini e salute: un’Europa divisa a metà
Se allarghiamo lo sguardo agli ultimi 12 mesi (1 febbraio 2025 – 31 gennaio 2026) il numero dei casi registrati dagli stati membri è risultato 6.037, e di questi 2.250 (37,3%) sono risultati a carico di bambini di età inferiore a 5 anni mentre 2.282 (37,8%) avevano più di 15 anni. I tassi di notifica più elevati sono risultati a carico dei bambini con meno di un anno (185,5 casi x milione) o con 1-4 anni (94,6 casi x milione). Tra i casi con età e stato vaccinale noti (cioè 5.736 individui, 95%) 4.455 (pari al 77,7%) sono risultati non vaccinati, 638 (11,1%) hanno ricevuto una dose di vaccino, 516 (9%) hanno ricevuto due o più dosi, e 117 (2%) sono stati vaccinati con un numero ignoto di dosi. Durante l’anno esaminato sono stati registrati 6 decessi: 4 in Francia, 1 in Olanda e 1 in Romania.
RACCOMANDAZIONI
Alla luce di questi numeri l’Agenzia ha emesso alcune raccomandazioni: raggiungere e mantenere una copertura della vaccinazione superiore al 95% con due dosi di vaccino erogate per tempo; cercare di raggiungere una elevata qualità della sorveglianza, particolarmente per quanto riguarda la diagnosi precoce ed il controllo delle epidemie; aumentare la consapevolezza clinica dei professionisti sanitari, particolarmente davanti a viaggi; garantire che il personale sanitario sia completamente vaccinato; promuovere la accettazione e la assunzione del vaccino; rimuovere barriere ed impegnarsi nei confronti delle popolazioni che sono meno a contatto dei servizi sanitari per ridurre disuguaglianze nell’accesso ai vaccini.
Nel seguito vengono proposti alcuni approfondimenti relativamente alla diffusione dei casi di morbillo in Europa.
Il morbillo è una malattia virale acuta, molto contagiosa e capace di dar luogo ad epidemie. E’ una malattia seria, che può portare a complicanze anche mortali, la cui incidenza è stata molto ridotta in Europa grazie alle campagne di immunizzazione, ma casi ed epidemie di morbillo continuano ad essere segnalati. L’eliminazione del morbillo deve essere un obiettivo di qualsiasi servizio sanitario nazionale, obiettivo che può essere raggiuto con una copertura vaccinale che superi il 95% e mantenga un basso livello di suscettibilità in tutti i sottogruppi della popolazione.
Sono 30 le nazioni europee che partecipano alla sorveglianza del morbillo fornendo dati mensili, ma si deve osservare che nonostante siano disponibili definizioni a livello EU di cosa si debba intendere per caso di morbillo ancora esistono differenze definitorie a livello delle singole nazioni. Nei dati riportati nel seguito Ecdc ha considerato insieme i casi valutati come possibili, quelli probabili e quelli confermati.
La figura 1 presenta la distribuzione dei casi portati a conoscenza di Ecdc nel mese di gennaio 2026, che come indicato in precedenza ha visto il nostro paese guidare la classifica delle segnalazioni con 84 casi, seguito dalla Spagna con 48.
Figura 1. Numero di casi di morbillo delle nazioni europee segnalati ad Ecdc ed avvenuti nel periodo 1 gennaio – 31 gennaio 2026 (n = 173). Fonte: Ecdc

Allargando la finestra di osservazione a 12 mesi i casi sono risultati oltre 6.000 distribuiti geograficamente come indicato in tabella 1, con quattro nazioni (Lussemburgo, Malta, Finlandia e Liechtenstein) che non hanno registrato eventi. I numeri assoluti più elevati di casi hanno interessato la Romania (2.839 casi), la Francia (821), l’Italia (538), l’Olanda (504) e la Spagna (390). La media europea ha registrato 13,3 casi per milione di abitanti, ed una notifica superiore alla media è quella che ha riguardato la Romania (148,9), il Belgio (30,4), l’Olanda (28,1) e Cipro (23,8). L’Italia, con 9,1 casi per milione di abitanti in un anno si posiziona al di sotto della media europea.
Tabella 1. Numero mensile di casi di morbillo e tasso di notifica per milione di abitanti. Per nazione. Periodo 1 febbraio 2025 - 31 gennaio 2026. Fonte Ecdc.

La figura 2 mostra graficamente come è distribuito nelle diverse nazioni il valore dell’incidenza annuale di casi per milione di abitanti.
Figura 2. Tasso di notifica di casi di morbillo per milione di abitanti. Per nazione. Periodo 1 febbraio 2025 - 31 gennaio 2026. Fonte: Ecdc

MALATTIA DA IMPORTAZIONE?
Nell’anno esaminato 489 casi (8,1%) sono stati registrati come casi di importazione, il che significa che la sorgente della infezione è risultata esterna alla nazione che ha registrato il caso. A questi vanno aggiunti 210 casi (3,5%) che sono accaduti nella nazione che li ha segnalati ma che sono risultati collegati ai casi di importazione. Nel complesso in Europa il morbillo sembra diffondersi principalmente per trasmissione comunitaria interna e non per il viaggiatore che porta il virus dall’estero.
Allargando la finestra temporale di osservazione al periodo 1.1.2013-1.1.2026 emerge l’immagine riportata in figura 3, dove ogni colonna rappresenta un mese di casi. Come si può osservare sono molti i momenti in cui la diffusione del morbillo mostra dei picchi: nel 2017, nel 2018, nel 2019, e nel 2025, ma il massimo dei casi è stato osservato nel primo semestre del 2024, con un picco mensile che ha superato i 5.000 casi.
Figura 3. Numero di casi di morbillo delle nazioni europee segnalati ad Ecdc ed avvenuti nel periodo 1 gennaio 2013 – 31 gennaio 2026. Dati per trimestre. Fonte: Ecdc

COPERTURA VACCINALE?
Di 1.171 casi, pari al 17% del totale dell’anno, non si conosce lo stato vaccinale (figura 4), e la frequenza è risultata particolarmente elevata tra gli adulti con età superiore a 30 anni (490 casi su un totale di 1.171: 34,3%). Dei soggetti con età e stato vaccinale noti il 77,7% è risultato non vaccinato, il 11,1% è stato vaccinato con una dose ed il 9% con due o più dosi.
Figura 4. Numero di casi di morbillo delle nazioni europee segnalati ad Ecdc ed avvenuti nel periodo 1 febbraio 2025 – 31 gennaio 2026, per classe di età e stato vaccinale. Fonte: Ecdc

La figura 5 mostra come è risultata nell’anno 2024 la copertura vaccinale delle nazioni europee: nel pannello di sinistra sono rappresentati i valori per la prima dose ed in quello di destra i valori per la seconda dose. Sono sempre le nazioni orientali (con qualche eccezione) a presentare i valori di copertura più bassi.
Figura 5. Copertura vaccinale (percentuale) per la prima dose di vaccino (pannello di sinistra) e per la seconda dose (pannello di destra) nelle nazioni europee. Anno 2024. Fonte: Ecdc

Lo stato vaccinale dei contagiati è sicuramente il dato più critico che il rapporto mette in evidenza. Infatti la copertura vaccinale è ampiamente al di sotto della soglia del 95%, valore raccomandato dall’Oms per garantire l’immunità di gregge: solo quattro paesi, secondo le stime più recenti (Cipro, Islanda, Portogallo, Ungheria), avrebbero raggiunto la soglia per entrambe le dosi, e tra le nazioni non adempienti vi è anche l’Italia.
Come ha scritto qualche settimana fa Paolo Bonfanti su Il Sussidiario (https://www.ilsussidiario.net/news/boom-di-epidemie-dal-morbillo-alla-pertosse-il-segnale-di-una-nuova-fragilita-culturale/2946281/) “Il ritorno del morbillo in Europa non è soltanto un fenomeno epidemiologico. È anche il segno di una fragilità più ampia”: non solo non siamo di fronte ad una malattia sconosciuta, ma è anche una malattia contro la quale è disponibile un vaccino sicuro ed efficace. E allora perché è così elevata l’obiezione al suo utilizzo?
Prendiamo ancora da Bonfanti: “Il morbillo non va considerato soltanto come un problema di sanità pubblica. È anche il sintomo di un rapporto più incerto con la conoscenza. … È su questo terreno che si gioca una parte decisiva della sfida. Perché una società che fatica a riconoscere l’affidabilità del sapere diventa inevitabilmente più fragile”.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva fissato al 2020 l’obiettivo della eliminazione del morbillo in Europa: i dati dell’ultimo anno dimostrano quanto siamo ancora lontani dal suo raggiungimento. Anche per il nostro paese.