Quasi 400 partecipanti in 10 sedi interessati a “Capire il disordine globale. Salvare la democrazia”. Occidente e Cina, l’oggi dei Diritti umani, il ruolo dell’Europa. L’incontro conclusivo con Violante e Vittadini
Una serata di dialogo con Luciano Violante e Giorgio Vittadini ha concluso l’ottava edizione della Scuola di politica “Conoscere per decidere”, promossa da Fondazione per la Sussidiarietà, Società Umanitaria e Futuri Probabili. Il tema di quest’anno, “Capire il disordine globale. Salvare la democrazia”, è stato svolto in quattro sessioni di lavoro, cui hanno partecipato oltre 370 persone. La Scuola è stata ospitata nei magnifici chiostri di Umanitaria a Milano. Erano collegati dieci hub sparsi in tutt’Italia. Hanno partecipato, studenti universitari, giovani laureati insieme a professionisti e operatori a diverso titolo impegnati nella vita sociale, politica ed economica del Paese o sono interessati a farlo, approfondendo i principi guida e i problemi concreti del vivere comune.
In particolare, quest’anno, il problema di capacitarsi della sfida che l’Europa è chiamata ad assumersi nel quadro di un mondo in subbuglio: difendere e rilanciare la democrazia e mantenere e migliorare il suo sistema di welfare che è unico al mondo.
Alla lezione introduttiva di Luciano Violante, presidente di Futuri Probabili, sul tema «Dal soft power all’hard power: l’avvento dei poteri brutali», hanno fatto seguito tre sessioni ciascuna articolata in due momenti: un seminario formativo il venerdì pomeriggio/sera e un convegno la mattina del sabato:
· «L’Occidente e la Cina nella nuova geopolitica», con Mattia Granmata, professore di Storia e Alessandro Aresu, Consigliere scientifico della rivista “Limes”
· «I diritti umani dipendono dal contesto?», conl’editorialista Giovanni Cominelli e Marta Cartabia, costituzionalista, già Ministro della Giustizia e Presidente della Corte Costituzionale
· «Il ruolo della UE, tra interessi nazionali e necessità di protagonismo globale» con Enzo Moavero Milanesi, Professore di Diritto europeo e Paolo Gentiloni, già Presidente del Consiglio dei ministri e Commissario europeo per gli affari economici.
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