Partito il laboratorio con 50 esponenti degli enti locali e del terzo settore. La sussidiarietà in regolamenti e statuti di Comuni marchigiani. Libera concorrenza e limiti alla co-progettazione, un nodo da sciogliere
Proseguendo e approfondendo il tema dell’ “amministrazione condivisa”, cui era dedicata l’edizione 2023, il programma didattico di quest’anno prevede di realizzare con i partecipanti dei veri e propri “Laboratori di co-programmazione e co-progettazione”.
La lezione introduttiva ha avuto per tema Le opportunità dell’amministrazione condivisa: background normativo, esperienze in atto, domande aperte. Il programma prevede ora due laboratori:
1. Scrivere e valutare una proposta di co-programmazione: enti locali e ETS in dialogo
2. Scrivere e valutare una proposta di co-progettazione ad iniziativa di ETS.
Un momento conclusivo, sarà dedicato a Gestire i tavoli. Il “processo dialogico” dell’amministrazione condivisa, con un confronto tra gli attori pubblici e privati.
In apertura del primo momento formativo, Marco Caldarelli, assessore ai servizi amministrativi del Comune di Macerata, ha sottolineato come un’effettiva pratica sussidiaria richieda un cambiamento innanzitutto culturale da parte sia delle pubbliche amministrazioni sia delle realtà del Terzo settore, e ha auspicato che l’esperienza dell’amministrazione condivisa possa svilupparsi anche oltre l’ambito dei servizi sociali.
Guido Canavesi, direttore della Scuola di specializzazione in Diritto sindacale, del lavoro e della previdenza dell’Università di Macerata, ha evidenziato il valore della scelta dell’amministrazione comunale di dare continuità all’azione formativa avviata nella precedente edizione della Scuola di Sussidiarietà.
Un momento della presentazione della Scuola con l’assessore Marco Caldarelli e il vice sindaco Francesca D’Alessandro
GLI STATUTI DEGLI ENTI LOCALI
Francesco Maria Nocelli, vice segretario generale e Dirigente Settore Enti locali della Regione Marche, si è soffermato su tre aspetti: il contesto ordinamentale (fonti e cultura giuridica); le procedure degli enti locali (gli strumenti normativi a disposizione); il contesto marchigiano (la forza della realtà sussidiaria). In particolare ha analizzato i principali riferimenti alla sussidiarietà orizzontale negli statuti dei principali Comuni della Marche, nel regolamento del Comune di Pesaro e dell'ATS (Azienda Territoriale Sanitaria) n. 1, quali interessanti esempi di regolazione dell’amministrazione condivisa.
Alessandro Berrettini, ricercatore di Diritto amministrativo all’Università di Macerata, nell’analizzare l’art. 55 del Codice del terzo settore, ne ha sottolineato la prescrittività per le amministrazioni pubbliche chiamate a praticare la co-programmazione e la co-progettazione, innantitutto con lo scopo di colmare, attraverso il coinvolgimento attivo degli ETS, le asimmetrie informative degli enti locali, sia per quanto riguarda i bisogni espressi in un dato territorio, sia per l'individuazione delle priorità di intervento e le modalità più adeguate di realizzarlo.
Berrettini ha poi evidenziato che la maggiore criticità per lo sviluppo dell’amministrazione condivisa è incertezza circa la necessità di applicare il codice dei contratti pubblici ogni volta che l’attività o servizio co-programmato e co-progettato abbia una rilevanza economica, in ossequio ai principio e alla giurisprudenza dell’Unione Europea sulla libertà di concorrenza. Su questo aspetto, in realtà, si gioca la stessa efficacia e possibilità di sviluppo delle forme regolate dall’art. 55 CTS. Secondo i giudici amministrativi, infatti, il ricorso alla co-progettazione sarebbe ammissibile solo ove l’ETS operi senza scopo di lucro,inteso come mero rimborso delle spese sostenute per la realizzazione del progetto, ma con esclusione di importanti voci di spesa, come il costo del lavoro.
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