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VIDEO | La presentazione ufficiale a Roma del Rapporto 2022

Ora una legge che dia attuazione
alla sussidiarietà scritta nella Carta

  • 31 GEN 2023

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Lo ha annunciato la ministra Calderone. Terzo settore e realtà partecipative indispensabili per il benessere collettivo. Antonini, Blangiardo, Gallo e Vittadini: no alla disintermediazione,  sì a una amministrazione pubblica “condivisa” con i corpi intermedi

 

Guarda una sintesi video di 3'35" della presentazione

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È stato ufficialmente presentato a Roma il 31 gennaio il Rapporto 2022 “Sussidiarietà e... sviluppo sociale”, realizzato dalla Fondazione per la sussidiarietà in collaborazione con l’Istat.  L’evento ha visto la partecipazione della ministra del Lavoro e Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, intervenuta subito dopo la relazione del presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo. Gli altri interventi programmati sono stati quelli di  Luca Antonini, Giudice Corte Costituzionale, e di Franco Gallo, Presidente Treccani.

 

Sussidiarietà e... sviluppo sociale

Il Rapporto sulla sussidiarietà 2022

 

E’ seguita una tavola rotonda. Poi le conclusioni di Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà.

Ampia convergenza si è registrata su questi punti:

1) non è immaginabile uno sviluppo sociale senza sussidiarietà e senza l’apporto del Terzo settore; 2) il benessere sociale non è misurabile con il Pil, né garantito da un welfare anonimo e burocratico;  3) no alla disintermediazione ma i corpi intermedi non devono inaridirsi.  

La ministra Calderone indica formazione e avviamento al lavoro le urgenze da affrontare in questa chiave. E annuncia un disegno de legge per attuare la sussidiarietà prevista dell’articolo 118 della Costituzione

L’INTRODUZIONE AI LAVORI

 Introducendo i lavori (12'00") Gianluca Comin  rileva che  c’è un’Italia solidale, che si manifesta soprattutto nelle emergenze, come  ad esempio la pandemia. Il Rapporto sulla sussidiarietà offre un quadro inedito sulla efficacia della sussidiarietà per la tenuta e la crescita sociale. Ma quanto la sussidiarietà, in particolare il Terzo settore, contribuiscono al benessere sociale nel nostro Paese? Per Giorgio Vittadini il Rapporto risponde a questa domanda e misura quanto l’azione di volontari, cooperative, imprese sociali, aiuta le persone a studiare, trovare lavoro, lottare contro la povertà, cambiare la realtà.

Il Rapporto 2022 all’attenzione dei media

 

“Ci aiuta e ci fa crescere”:
ora la sussidiarietà fa notizia

 

 

LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO

A Gian Carlo Blangiardo (19'30'') il compito di presentare il Rapporto e spiegare la novità di metodo che ha guidato la ricerca: del BES (benessere equo e sostenibile), un misuratore ideato dall’Istituto di statistica e in cui cui l’Italia è all’avanguardia. Il PIL è importante, ma non basta a misurare se effettivamente le persone vivano bene. Conta il livello delle relazioni sociali, dell’istruzione, della politica, dell’ambiente, dei servizi. “Noi - chiarisce Blangiardo - abbiamo in questo modo potuto quantificare quanto la sussidiarietà contribuisca a migliorare la vita”.

TRE INTERVENTI

La ministra Marina Calderone (32'30'') segnala alcuni campi prioritari in cui intervenire con criteri di sussidiarietà. Innanzitutto i Neet, giovani che non studiano e non lavorano: il Rapporto ci dice che l’impegno sociale diminuisce la loro percentuale, quindi occorre incentivare  percorsi adeguati che favoriscano lavoro e uguaglianza”. In questa direzione va la riforma del reddito di cittadinanza (che disingua chi è occupabile da chi no), la necessità di investire nella formazione permanente (come anche nella sicurezza del lavoro). La ministra annuncia infine l’intenzione di presentare un disegno di legge che favorisca l’attuazione dell’articolo 118 della nostra Costituzione (“...Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”).

Luca Antonini  (44'00") si sofferma sul valore della sentenza 131 della Corte costituzionale, di cui è stato relatore, e che indica la strada sussidiaria dell’Amministrazione condivisa con le forze sociali e i corpi intermedi, in forza di un’antropologia positiva, per cui il cittadino è una risorsa e concorre al bene comune, che non è monopolio del sistema pubblico.

“Nella lotta alla povertà - esemplifica Antonini - sono i soggetti del Terzo settore che conoscono capillarmente situazioni e bisogni. E un aiuto alimentare che arriva con una carezza e uno sguardo positivo di una persona che si ferma a parlare con te è un valore che genera una possibilità di riscatto impossibile contro un aiuto anonimo e burocrartico dello Stato”.

Franco Gallo (54'30'') osserva che la crisi economica aggravata dalla pandemia spinge verso un maggiore intervento dello Stato ma rende sempre più frequenti le autonome iniziative dei privati cittadini per potenziare l’intervento pubblico. La sussidiarietà si deve risolvere non in un arretramento del potere pubblico ma in una sua diversa modalità di intervento, che promuova e sostenga l’autonoma capacità dei singoli e di ogni organizzazione sociale.

 

 

L’esperienza di volontariato
fa bene a chi la compie

 

LA TAVOLA ROTONDA

 Pierluigi Bartolomei  illustra il progetto Distretto Italia dell’ente di formazione ELIS che sta formando cinquemila elettricisti e cinquemila operai saldatori e carpentieri, ragazzi stipendiati fin dal primo giorno di scuola di formazione. “Il legislatore - conclude Bartolomei - deve agire subito perché la formazione professionale diventi un sistema stabile”. Per Giovanni Fosti “più sussidiarietà significa più opportunità per le persone. Il Terzo settore è infrastruttura sociale senza cui non riusciamo a sostenere lo sviluppo della comunità”. Alessandro De Luca sottolinea che l’impresa privata un ruolo – come ha richiamato papa Francesco . di “consulente integrale, portatore di esigenze collettive. Vanessa Pallucchi invita a non dare le cose per scontate: “Come corpi intermedi dobbiamo chiederci quanto riusciamo a coagulare le energie del mondo della solidarietà. Dobbiamo promuovere spazi di confronto per costruire insieme la società”.

LE CONCLUSIONI

Giorgio Vittadini sostiene l’urgenza di lasciarsi alle spalle la lunga fase di disintermediazione, in cui “il leader si rivolgeva direttamente alla gente, ignorando gli enti intermedi, ostacolando la vita sociale e politica”. Per il presidente della Fondazione per la sussidiarietà, dopo il Covid appare finalmente giusta l’idea di Raghuram Rajan (esposta ne Il terzo pilastro. La comunità dimenticata da Stato e mercati) di un nuovo modello di sviluppo fatto di Stato e privato come realtà fondamentali della vita di tutti i Paesi, del terzo mondo e sviluppati. Per quano riguarda l’Italia, i dati dell’Istat mostrano che questo è vero in termini economici. “Spero che questo Rapporto – si augura Vittadini - apra a un nuovo tipo di studi che possano mettere in luce l’evidente vantaggio per lo sviluppo sociale prodotto dall’intervento del Terzo settore nel welfare. Il welfare non è un costo che frena lo sviluppo, come eravamo abituati a pensare, ma va visto come parte dello sviluppo”.

Parlano di Noi:
Il terzo settore vale cento miliardi

 

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