A Varese il Rapporto della Fondazione “Sussidiarietà e... welfare territoriale” è stato presentato il 24 maggio 2025 da Giorgio Vittadini alla presenza delle massime autorità delle istituzioni interessate (il sindaco Davide Galimberti, il Presidente della Regione Attilio Fontana, il presidente della Provincia Marco Magrini, il sottosegretario regionale Raffaele Cattaneo) che hanno presentato indirizzi di saluto. A commentare il Rapporto sono intervenuti l’onorevole Maria Chiara Gadda, Vicepresidente Commissione Agricoltura e Federico Visconti, Presidente Fondazione Comunitaria del Varesotto (in presenza), e Giancarlo Giorgetti, Ministro dell'Economia e delle Finanze (con un intervento video registrato).
“Il Rapporto sulla sussidiarietà 2024 – ha esordito Giorgetti - tocca un tema che considero centrale per il futuro del nostro Paese: come garantire insieme un welfare di prossimità in grado di rispondere concretamente ai bisogni delle persone là dove vivono. Siamo a un passaggio delicato. I modelli classici di intervento pubblico da soli non riescono più a tenere insieme la sostenibilità economica, la tempestività delle risposte e la personalizzazione degli interventi”.
“Spesso il problema – ha puntualizzato Giorgetti - non è tanto la mancanza di fondi (negli ultimi dieci anni il nostro paese ha constantememnte incrementato la spesa in protezione sociale), quanto la difficoltà a impiegarli bene, adattandoli ai bisogni e ai bisogni locali: si pensi agli esili nido e all'assistenza alla persona”.
INVECCHIAMENTO E SPOPOLAMENTO
Giorgetti ha poi messo a fuoco la rilevanza che assume in questo campo l’andamento demografico, con il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione “che comporta aumento della domanda di cure e di assistenza sociale e nello stesso tempo una spesa sociale sbilanciata sull’erogazione delle pensioni. Non solo. Molte aree interne, dove risiede circa un quarto della popolazione, si andranno lentamente ma progressivamente spopolando, e la carenza di servizi renderà questa trasformazione un processo irreversibile”.
Insomma, per Giorgetti “il welfare è uno strumento decisivo di contrasto al fenomeno dello spopolazzamento e del declino demografico. In Lombardia come nel resto d'Italia, se vogliamo che le nostre comunità abbiano un futuro, dobbiamo rimettere la cura al centro della politica”.
Welfare motore di sviluppo? Sì, ma previa ristrutturazione
SEGNALI POSITIVI
Nel Rapporto il ministro coglie anche segnali positivi: “Dai territori arrivano esempi di innovazione concreta, reti del terzo settore, welfare aziendale a filiera corta, esperienze di coprogettazione tra pubblico e privato. Non sono solo buone pratiche, sono modelli di amministrazione nuovi in cui lo Stato non è più un gestore unico, ma un alleato. E questo riflette una visione in cui credo profondamente: la sussidiarietà come metodo di governo. Non vuol dire lasciare il pubblico indietro, al contrario significa renderlo flessibile, collaborativo e sinergico con gli stake holders coinvolti attivamente nella società civile”.
“Come Ministero dell'Economia – ha detto ancora il ministro - abbiamo una doppia responsabilità: da un lato garantire risorse, dall'altro premiare la qualità, sostenendo quei territori che investono in servizi educativi, di cura, di inclusione ad alta intensità relazionale”.
Zuppi: istituzioni e Terzo Settore insieme per un welfare migliore
SUSSIDIARIETÀ METODO DI GOVERNO
“Guardando avanti – ha concluso Giorgetti - dobbiamo rafforzare strumenti strutturali: fiscalità premiale, alleanze locali, incentivi a fare rete tra enti pubblici, terzo settore e imprese. E allo stesso tempo dobbiamo tutelare chi innova, liberandolo da lacci burocratici inutili. Il welfare non si fa nei ministeri, si fa nei territori: in un asilo nido che apre, in un laboratorio di inclusione, in una rete che mette insieme istituzioni e società civile. È lì che si costruisce la fiducia, la tenuta sociale e il futuro delle nostre comunità. Grazie per il lavoro che fate e grazie alla Fondazione per averci consegnato un Rapporto così ricco di dati, riflessioni, e di proposte concrete”.
IL COMMENTO DI GIORGIO VITTADINI
“Oggi gli enti che erogano i servizi di welfare sono troppo spesso scoordinati, e spesso non partono dai bisogni delle persone ma da modelli standardizzati. Bisogna che lavorino insieme e con il Terzo Settore perché il cittadino e la persona sia al centro delle risposte. La persona da sola è un problema grave per se stessa e per gli altri. Le reti aiutano, ricordiamo cosa è stato fatto durante il Covid. Occorre ripartire da questi bisogni e integrare il terzo settore per progettare servizi in modo integrato, in modo da evitare la dispersione, e monitorarli misurando soprattutto la qualità. Esperienze esemplari esistono: ecco, partire dalle best practices, dalle cose che funzionano, per fare leggi che le rendano generali. Insomma: più società e più stato insieme”.


