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Dal Rapporto "Sussidiarietà e... governo delle infrastrutture" / 1

Mobilità e trasporto merci:
serve una "cura del ferro"?

Con questa uscita, inizia una serie di brevi presentazioni del contenuti salienti
del Rapporto sulla Sussidiarietà 2023

"Le infrastrutture di rete producono effetti di sistema e si può comprendere a pieno il beneficio che esse apportano, solo se si è in grado di valutarne correttamente la dimensione degli effetti che non sono di immediata percezione". E' quanto si legge nel saggio di Roberto Zucchetti, "Le infrastrutture e i servizi per la mobilità e i trasporti", alle pp. 23-43 del Rapporto 2023 della Fondazione per la Sussidiarietà, intitolato appunto Sussidiarietà e... governo delle infrastrutture.

Il saggio è una sintetica rassegna del ruolo delle infrastrutture per la mobilità e il trasporto nella vita economica e sociale del Paese.

 

Presentazione a Milano del Rapporto 2023 della Fondazione

Senza costruire il consenso
le infrastrutture restano al palo

 

Dal punto di vista economico, il saggio prende le mosse dall'incidenza della logistica e dei trasporti sui costi di produzione industriali e sulla distribuzione. Sui costi di produzione interni l'incidenza media è del 7,3% , con punte del 16% per l'industria estrattiva. Più alta ancora l'incidenza nel commercio: 25% in quello all'ingrosso e 14,3% in quello al dettaglio.

 MILLE MILIARDI DI CHILOMETRI PERSONA

Lo studio di Zucchetti prende poi in esame i singoli comparti. Innanzitutto la mobilità e il trasporto su strada, definiti "essenziale per la vita del Paese" con quasi mille (966) miliardi di chilometri persona percorsi in un anno,  e 580 miliardi di tonnellate di merci trasportate. Netta in entrambi i casi la prevalenza della gomma (90% dei movimenti di persone, 87% delle merci).

Sempre in entrambi i casi – è la tesi dell'Autore – "l'evidenza dei dati contrasta con molte narrazioni che parlano di riequilibrio modale e cura del ferro... anche in questo caso un approccio sussidiario potrebbe suggerire alle linee di governo una posizione maggiormente realistica sia sul ruolo certamente necessario delle ferrovie sia anche sul rafforzamento della rete stradale e autostradale". Perché "l'efficienza del sistema logistico nel suo insieme è essenziale per il buon funzionamento dell'intera economia".

Lo studio prosegue individuando alcuni punti nevralgici da curare con attenzione, in particolare quello molto complesso delle concessioni autostradali.

ACCEDERE AI PORTI, NON MOLTIPLICARE GLI AEROPORTI

Nelle pagine successive si passano in rassegna i porti, che hanno grande importanza nel trasporto delle merci sia da e con l'estero (il 59% di tutte le merci commerciate con l'estero) sia nel commercio interno, e si scopre tra l'altro che è sbilanciatissima la situazione dell'accessibilità: la Sicilia ha lo stesso indice di accessibilità della Valle d'Aosta.

Quanto agli interporti, si scopre che Milano è collocata al secondo posto in Europa della classifica degli hub strategici su cui investire: lo studio condotto da Fermed, qui ripreso, la colloca dopo la Ruhr e davanti a Barcellona, Francoforte e Parigi.

 

VIDEO | La presentazione del Rapporto sulla Sussidiarietà 2023

Infrastrutture: come rilanciare
un dialogo per il bene comune

 

Infine gli aeroporti. Buona, grazie al metodo sussidiario spesso applicato, l'accessibilità: l'80% della popolazione può raggiungere l'aeroporto in meno di un'ora. Male la moltiplicazione degli aeroporti sul territorio: che "ripartendo la domanda, riduce l'appetibilità a servirlo" da parte della compagnie. "Più aeroporti si fanno, meno servizio aereo viene offerto".

Tutto lo studio è pieno di dati scientificamente fondati e non di rado sorprendenti. Così che ci si può fare un'idea corretta di come stanno le cose e in che modo orientarsi circa gli investimenti sugli sviluppi futuri. 

 LA TAV E LA SUSSIDIARIETÀ

Non solo, si può scoprire o confermare la pertinenza e la necessità del "principio di sussidiarietà, nella parte in cui richiede di riconoscere e tutelare l’autonomia di scelta delle persone, dei corpi sociali e delle autonomie locali ma anche, e soprattutto, nella parte in cui definisce il dovere delle comunità più vaste, dello Stato e dell’Unione Europea, di realizzarle, dato che le loro caratteristiche impongono una visio­ne che supera i confini dell’agire del singolo e anche delle comunità locali...  Valga per tutte l’esempio delle nuove linee ferroviarie ad alta velocità. Essenziale, in questi casi, è misurare e mostrare come i nuovi servizi, che per loro natura richiedono di non servire direttamente tutti i centri attraversati, siano in grado di attivare processi virtuosi in grado di ricadere positivamente, ma in modo indiret­to, anche su quei territori".  

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