Educazione > Soft Skills
VIDEO | Presentazione dell’indagine su 1500 studenti

Non cognitive skills: la materia oscura che muove lo sviluppo

Condividi

L’incidenza delle competenze non cognitive sulle performance degli studenti, il ruolo della didattica per migliorarle, le prospettive rispetto al mercato del lavoro: la ricerca condotta da Folloni e Vittadini al centro di un incontro con la vice-ministra dell’Istruzione, Ascani, e gli ad di Nestlè Italia, Travaglia, e di Accenture Italia, Benasso.

 

“Le Non Cognitive Skills – che sono e saranno sempre più richieste nel mondo del lavoro - migliorano le performance degli studenti e possono essere potenziate con opportuni programmi scolastici. Lo documenta una ricerca, commissionata dalla Provincia autonoma di Trento, condotta tra oltre 1500 studenti trentini di quinta elementare e terza media e coordinata da Giorgio Vittadini, professore di Statistica all’ateneo Milano-Bicocca e presidente della Fondazione per la sussidiarietà e Giuseppe Folloni, professore di Economia presso l'Università degli studi di Trento. 

La ricerca è stata presentata in un incontro che ha messo insieme protagonisti del mondo dell’istruzione, come la viceministra Anna Ascani, e di quello imprenditoriale, come il presidente e amministratore delegato di Nestlè Italia Marco Travaglia e quello di Accenture Italia, Fabio Benasso.  

Lo studio ha rilevato fenomeni assai interessanti a riguardo dell’incidenza delle caratteristiche legate al carattere degli studenti sul voto Invalsi. In particolare: 
- stabilità interiore (coscienziosità e apertura all'esperienza): ad ogni incremento di un punto (del punteggio fattoriale) corrisponde un aumento di 12 punti sul voto Invalsi; 
- stabilità emotiva: all'incremento di un punto corrisponde un aumento di 3 punti sul voto Invalsi; 
viceversa:
- “locus control” (non sentirsi responsabili dei propri risultati): l’incremento di un punto corrisponde una diminuzione di 5 volte sul voto Invalsi.
Inoltre: una didattica che stimola l'iniziativa e la creatività degli alunni può portare a un incremento fino a 4 punti.
Investire sui soft skills appare come una strada obbligata: sapere gestire una trasversalità di rapporti ed essere pronti a cogliere l’occasione. E se di certo queste doti dipendono dal carattere di una persona, quello che si forma nei primi anni di vita, c’è però la possibilità di potenziarle nel corso della crescita.

Per Giorgio Vittadini: «Lo sviluppo della personalità dei giovani, attraverso l’apprendimento, il sapere e il sapere agire, è lo scopo della scuola ed è la miglior risposta a qualunque trasformazione del mondo economico, produttivo e sociale. La velocità dei cambiamenti, unita alla difficile congiuntura, metterà sempre più al centro la capacità di “imparare a imparare”. Le qualità legate alla personalità sono e saranno una parte decisiva».

Marco Travaglia di Nestlé Italia assicura che «il tema delle soft skills è sempre più importante per il mondo del lavoro: è impensabile non avere qualità come la capacità di relazionarsi con l’altro in maniera costruttiva, di saper ascoltare e lavorare in gruppo, di affrontare razionalmente le criticità o di adattarsi al cambiamento».

Anche Fabio Benasso di Accenture Italia, rileva “la centralità del capitale umano come elemento capace di garantire, insieme alla tecnologia, la tenuta del nostro paese. Noi crediamo e investiamo da sempre nella valorizzazione di caratteristiche quali creatività, curiosità, empatia, agilità, ascolto, inclusione: non cognitive skills ancora più preziose in un contesto come quello attuale dove il virtuale predomina sul fisico».
 

 

 

Contenuti correlati

SAGGIO | Edito da Il Mulino

Viaggio nelle character skills. Persone, relazioni, valori

2021 | A cura di Giorgio Chiosso, Anna Maria Poggi, Giorgio Vittadini

Apprendimento in ambito scolastico e lavorativo: un processo che deve coinvolgere non solo capacità cognitive, ma qualità trasversali della personalità.


VIDEO | Dopo il Covid #quelli che ripartono. Talk al Meeting di Rimini

L’io in azione: conoscenza e creatività

21 AGO 2020 | AGASISTI,GIOVANNINI. IANNANTUONI, MUCCI, ROSSI, SCHLEICHER, SCIARRONE ALIBRANDI, SEGHEZZI

L’impatto della povertà educativa sulla disuguaglianza sociale e sull’occupazione. Consapevolezza ed educazione come risposta alla crisi. L’importanza del capitale umano e delle soft skills.


ARTICOLO | Editoriale di "Atlantide" n. 46 (2019)

Le 5 parole del villaggio

MAG 2019 | Giorgio Vittadini

Le persone sembrano sempre più sole, isolate, smarrite e, paradossalmente, anche più controllate. Come è possibile ricreare forme di partecipazione e iniziativa allo sviluppo individuale e civile?


RICERCA | Rapporto sulla Sussidiarietà 2006

Sussidiarietà e... educazione - 1° Rapporto

2007 | A CURA DI FONDAZIONE PER LA SUSSIDIARIETA'

A fronte di una forte percentuale di italiani ancora a favore di un sistema di istruzione "statalista" e "centralista", una netta maggioranza vuole un cambiamento, verso un modello più libero e flessibile. In prevalenza tale istanza sembra di tipo "funzionale" ...