Criticità e riforme necessarie. Hanno partecipato tra gli altri: il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il Ragioniere generale dello Stato, Daria Perrotta e il vice presidente della Consulta, Luca Antonini
Saluti
Lorenzo Fontana, Presidente Camera dei Deputati
Maurizio Lupi, Presidente Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà
Presentano il Rapporto
Pierciro Galeone, Direttore IFEL
Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà
Antonello Zangrandi, Professore di Economia delle aziende pubbliche, Università di Parma
Intervengono
Luca Antonini, Vicepresidente della Corte Costituzionale
Americo Cicchetti, Professore di Organizzazione Aziendale Università Cattolica del Sacro Cuore
Beatrice Lorenzin, Senatrice già Ministro della Salute
Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato
Orazio Schillaci, Ministro della Salute
Modera
Paola Bonanni, Caporedattore economico GR RAI
Il Rapporto sulla Salute curato della Fondazione per la Sussidiarietà è stato presentato alla Camera ed ha ottenuto un apprezzamento non formale dagli studiosi e dalle autorità presenti. Non solo: il dibattito a più voci ha rappresentato “un ulteriore passo avanti” – come ha sottolineato alla fine Giorgio Vittadini – nella direzione di un pubblico dibattito sui contenuti e le proposte in esso contenute e di una assunzione di iniziative auspicabilmente bipartisan per salvaguardare, con una paziente opera riformatrice, i capisaldi dell’universalità e dell’equità del nostro sistema sanitario.

Il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana

Maurizio Lupi
La prima relazione è stata di Luca Antonini, vicepresidente della Corte costituzionale e autore di una recente sentenza che afferma essere la salute “un bene meritorio”, cioè un diritto non determinabile solo in maniera residuale rispetto alle scelte di bilancio. “Occorre ora prendere atto che il paradigma è mutato: quando nacque il Servizio sanitario nazionale, nel 1978, l’attesa di vita era di 65 anni e la natalità elevata; ora l’attesa di vita è salita a 83 anni e la natalità è crollata”. Le conseguenze sono numerose. Per esempio “riformare il ruolo del medico di medicina generale, digitalizzare sempre più il sistema, integrare sanità e assistenza, e superare la frammentazione. Ricentralizzare, togliendo poteri alle Regioni? No. Quello che serve è monitorare e governare il sistema, e intervenire anche con commissariamenti dove gli obiettivi non vengono raggiunti”.

Luca Antonini
Il ministro Schillaci si sofferma in particolare sul tema del rafforzamento della medicina sul territorio, sottolineando come “le Casa di comunità sono un fattore fondamentale in cui sanitario e socio sanitario possono attuare una sinergia e attraverso le quali è possibile alleggerire la pressione sui pronto soccorso”. Quando alle lungaggini delle liste di attesa, fa presente “l’istituzione di un sistema di monitoraggio unitario orientato a un governo più adeguato del sistema”. Altra priorità la prevenzione: “Investimento, non spesa”.

Il Ministro Orazio Schillaci
Pierciro Galeone direttore di IFEL ha messo in luce il disallineamento tra Servizio sanitario nazionale e Servizi sociali: il primo dispone di una regia identificabile e di un fondo certo di risorse, i secondi no: troppi ruoli – dallo Stato ai Comuni intervengono e le risorse sono squilibrate e non ben governabili. “Il servizio sanitario è universale, i Servizi sociali no. Occorre un’integrazione”.

Pierciro Galeone e Giorgio Vittadini
Concorre alla presentazione del Rapporto, infine, Antonello Zangrandi. Evidenzia alcuni punti della “crisi del sistema” e delle possibili contromosse: “frammentazione e discontinuità, che invocano una presa in carico unitaria della persona, specie dei fragili”; “assenza di una vera valutazione della qualità, cioè degli esiti, essenziale per ogni processo di miglioramento”; “insufficienza della misurazione della capacità di performance dell’organizzazione e della valorizzazione del capitale umano, il che esige tante cose ma soprattutto deve puntare sulla motivazione come fattore decisivo della performance, cioè dell’efficacia e della efficienza del servizio reso”.

Antonello Zangrandi
Conclude Vittadini, argomentando attorno a tre punti.
Il primo: la salute è un bene comune, meritorio, un diritto di tutti. Non c’è democrazia senza cura. L’Europa e l’Italia sono l’unico esempio al mondo dove questo è realizzato. È qualcosa da non perdere assolutamente.
2) Affrontare seriamente il tema di una riforma del sistema sanitario e sociosanitario per garantire universalità ed equità esige, a partire dalle istituzioni e dalle forze politiche, un vero e proprio “Patto sociale”. Non può essere un interesse di parte anteposto a tutto.
3) Il suggerimento di direzioni di riforma: “aumentare la spesa ma rivedendo i criteri di finanziamento”; “applicare una vera sussidiarietà per tutelare l’universalismo e l’equità delle cure perché consiste in un salto di qualità del governo pubblico e della collaborazione di tutti i soggetti coinvolti; garantire una continuità assistenziale attraversò la presa in carico della persona”; e ancora: valorizzare il personale; sperimentare forme integrative mutualistiche.

Giorgio Vittadini
Nella seconda parte della mattinata sono intervenuti, reagendo alle analisi e alle proposte del Rapporto, e offrendo ulteriori significativi contributi, la senatrice Beatrice Lorenzin (già ministro della Salute) Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato e Americo Cicchetti, Professore di Organizzazione Aziendale.

Beatrice Lorenzin si è detta d’accordo sull’idea di un nuovo patto sociale, una sorta di “costituente” non solo della salute ma dell’intero welfare. Ha parlato di una prospettiva preoccupante per la popolazione più povera che riceverà pensioni ancora più basse di quello che sono oggi, aggiungendo che un sistema sanitario non si può basare sulle badanti. Ha concluso sottolineando come “rimandare al 2040 il raggiungimento del 7% del PIL per la sanità è troppo tardi: servono risorse ora”.
Daria Perrotta, ha esordito dicendo che il Rapporto oggetto della presentazione “spinge a guardare avanti, oltre i numeri”. Sottolinea la necessità di “avviare un nuovo percorso riformatore”. E se il vincolo di bilancio impone delle decisioni, e “accanto al concetto di efficienza si introducesse anche quello di equità, le scelte potrebbero risultare diverse”. Indica tre elementi cruciali: “innovazione tecnologica, solidità delle catene di fornitura e capitale umano”. Conclude sostenendo che “il momento dell’azione deve essere tempestivo, ma non può comprimere il tempo del pensiero”.
Americo Cicchetti ha parlato della crisi del sistema sanitario come “disallineamento tra le risorse e i modelli istituzionali costruiti negli anni Settanta e la domanda oggi espressa dalla popolazione”. Ha detto che spendere meglio è l’unica via d’uscita e per questo “occorre trasformare un sistema nato con una forte impronta ospedalocentrica in un sistema fondato sul territorio; incorporare l’innovazione resa possibile dagli investimenti; adeguare le competenze professionali; rendere più dinamico il cambiamento all’interno delle aziende sanitarie, attraverso un rafforzamento delle competenze manageriali”.
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