L’edizione 2025 della Scuola di politica “Conoscere per decidere” (la settima) si è conclusa con una visita al Parlamento europeo. I 39 partecipanti, tutti giovani con meno di trent’anni, hanno avuto modo, tra l’altro, di dialogare in maniera approfondita con la vicepresidente del Parlamento, Pina Picierno, e con l’euro deputato Massimiliano Salini sia sul funzionamento delle istituzioni sia su temi di attualità che interessano l’Europa. Il tema del corso di quest’anno era “I rischi della democrazia e le lezioni del passato” , e i ragazzi lo hanno affrontato “spinti dalla curiosità - come scrive qui Maria Lippolis, di ritorno dal viaggio - e dalla voglia di conoscere argomenti che ci riguardano, poiché la politica interessa anche la nostra generazione, la zeta, che sarà artefice del futuro del Bel Paese”.
Scuola di formazione politica 2025 Viaggio nella democrazia italiana
IL DIARIO DI MARIA LIPPOLIS
È la mattina di lunedì 20 ottobre 2025 quando ci ritroviamo tutti insieme nel parcheggio di Milano Lambrate per salire sul pullman che ci porterà a Strasburgo dove è situata la sede del Parlamento europeo. Sono ormai passati mesi dalla conclusione del ciclo di incontri della “Scuola di formazione politica – Conoscere per decidere” che quest’anno, durante la VII edizione, ha affrontato il tema dei “rischi della democrazia e le lezioni del passato” e siamo consapevoli che questo viaggio rappresenta la tappa finale del percorso iniziato tempo fa, un percorso che abbiamo scelto di intraprendere spinti dalla curiosità e dalla voglia di conoscere argomenti che ci riguardano, poiché la politica interessa anche la nostra generazione, la zeta, che sarà artefice del futuro del Bel Paese.
Siamo 39 giovani, tutti under 30, emozionati e impazienti di visitare uno dei cantieri del lavoro comunitario. Sentiamo sempre dire “i giovani d’oggi non sono interessati alla politica”, eppure noi siamo qui, per nostra volontà, per dimostrare che quella frase non rispecchia la realtà dei fatti. Siamo poco meno di una cinquantina, ma ci sono tanti altri nostri coetanei che avrebbero voluto partecipare a questa esperienza e non sono qui con noi solo perché i posti disponibili per il viaggio erano limitati.
Dopo qualche ora, arriviamo a Colmar, la nostra prima tappa, città che, nel corso della storia, è stata a lungo contesa tra Francia e Germania e oggi rappresenta un luogo di riconciliazione tra i due paesi e, in un’ottica più ampia, anche la riconciliazione del vecchio continente che da decenni ha messo fine ai suoi conflitti interni per riunirsi come una grande famiglia. In seguito alla visita in questo capoluogo simbolico, ci dirigiamo in hotel, in modo da ricaricarci prima della giornata importante che ci aspetta.

È il 21 ottobre e, dopo aver fatto colazione, ci siamo preparati per andare a Strasburgo. Tra di noi c’è chi indossa maglioncini eleganti o camicie e blazer, c’è chi addirittura porta la cravatta. L’abbigliamento non è certamente una casualità: non siamo degli incoscienti e sappiamo che ogni luogo merita il suo grado di formalità e serietà. Una volta giunti davanti all’edificio che ospita la sede del Parlamento, rimaniamo tutti a bocca aperta, affascinati dalla sua struttura circolare che sembra essere stata scelta apposta in modo da riunire in un abbraccio gli europarlamentari che ci rappresentano. L’esterno del palazzo è interamente rivestito da vetrate che pare vogliano dire “quello che c’è fuori è rappresentato qui dentro” e, davanti a tutto questo sono presenti le bandiere di tutti gli stati membri dell’Unione europea per ricordarci chi sono gli altri nostri parenti in questa grande famiglia. Appena entrati, veniamo condotti in una sala che è stata riservata appositamente per noi per incontrare l’eurodeputato Massimiliano Salini e la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno. I due, dopo averci spiegato l’importanza e il funzionamento dell’istituzione nella quale lavorano hanno lasciato ampio spazio alle nostre domande delle quali hanno cercato di dare risposte esaustive. Con loro c’è stato un vero e proprio dialogo e siamo molto soddisfatti di questa esperienza che ci ha permesso di confrontarci con chi ci rappresenta a livello europeo. Abbiamo parlato di vari temi, tra cui quelli della difesa, della polarizzazione e della rappresentanza. Dopodiché abbiamo avuto l’opportunità di entrare nell’aula parlamentare per assistere ai lavori riguardanti l’ordine del giorno; in particolare abbiamo visto le votazioni sulle varie richieste di determinate applicazioni.
La giornata si è conclusa con una visita della città di Strasburgo che ci ha permesso di conoscere la sua storia e il motivo per il quale è stata scelta come sede del parlamento europeo. Il luogo, infatti, è stato teatro di vari conflitti franco-tedeschi per poi diventare simbolo della riconciliazione, di pace e di unità comunitaria.
Il giorno dopo, il 22 ottobre, abbiamo fatto ritorno in Italia, portando con noi il ricordo di un’esperienza indimenticabile che ci ha fatto sentire parte e partecipi di un’unione che ci rappresenta e che è disposta ad ascoltarci e a dialogare apertamente con tutti, noi giovani compresi, che siamo il futuro del nostro paese, ma anche dell’Europa.
(Maria Lippolis)
IL DIARIO DI FRANCESCO ACEITUNO
Ho avuto la fortuna di partecipare insieme a un gruppo di studenti, giovani lavoratori e adulti al viaggio che ha portato alcuni dei partecipanti alla Scuola di Formazione Politica a Strasburgo. Ci siamo diretti alla volta dell’ Alsazia-Lorena, terra a lungo contesa ed emblema della riuscita integrazione europea, per visitare il Parlamento Europeo durante la sessione plenaria del mese di ottobre.
Abbiamo trascorso i giorni intensi, allietati da una compagnia vivace umanamente e stimolante intellettualmente, affascinati dalla bellezza della natura e dall’arte della terra che ci ha ospitati, ma soprattutto entusiasti per l’opportunità di trascorrere l’intera mattinata di martedì 21 ottobre presso il parlamento europeo. Siamo stati accolti dall’onorevole Massimiliano Salini vicepresidente del gruppo PPE e dall’onorevole Pina Picierno (S&D), vicepresidente del Parlamento Europeo e abbiamo avuto con loro un prezioso momento di confronto. È scaturito un dialogo appassionato, mosso dalla curiosità tra i partecipanti e la chiarezza degli interlocutori. Tanti gli interrogativi raccolti e gli spunti emersi: dalle grandi questioni riguardanti il significato e il futuro dell’Unione Europea fino ad aspetti più tecnici e operativi illuminanti i ruoli interattivi del Parlamento Europeo, della Commissione Europea e del Consiglio dei capi di stato e di governo. Un incontro essenziale e franco, che non ha esaurito le domande dei presenti, ma piuttosto aperto nuovi scenari di approfondimento e di lavoro.
Torniamo arricchiti dall’esperienza vissuta con la certezza che questo viaggio possa continuare, nelle forme che la nostra creatività e libertà ci suggeriranno e nelle prossime edizioni della scuola di politica.
(Francesco Aceituno)
IL COMMENTO DI MASSIMO FERLINI
Il percorso di formazione politica “Conoscere per Decidere” 2025 è giunto a conclusione in questi giorni autunnali con un viaggio al centro della nostra democrazia.
Il programma di quest’anno ha visto svolgersi 6 appuntamenti con lezioni di importanti relatori ed esercitazioni su testi di protagonisti delle fasi politiche che hanno caratterizzato il nostro paese dal secondo dopoguerra ad oggi.
Per ogni periodo che è stato oggetto di analisi e approfondimento si è cercato di evidenziare la capacità dei protagonisti di arrivare ad un compromesso che portava a soluzioni di sintesi vantaggiose per il paese. Ciò è stato possibile anche in periodi di grande contrapposizione ideologica fra le diverse forze politiche. La perdita di questa capacità di dialogo e di ricerca del compromesso si è affiancata ad una crisi delle istituzioni e del funzionamento della democrazia.
Per cercare di avere un rapporto diretto con le sedi dove si esercita il governo democratico il corso aveva previsto visite alle assemblee elettive. Nel corso della primavera abbiamo fatto visita a Palazzo Marino dove la Presidente del Consiglio Comunale di Milano ha illustrato il funzionamento della istituzione comunale.
In questi giorni abbiamo visitato il Parlamento Europeo a Strasburgo durante una delle sue sessioni.
Già il corso di incontri si era chiuso con una lezione sulla situazione europea e sulla centralità che le istituzioni europee hanno sulla nostra vita politica e istituzionale. La visita ha permesso di cogliere come dirsi europei ha oggi un significato immediato e che ci offre la possibilità di definirci con una appartenenza più larga di quella del semplice territorio dove siamo nati.
Anticipando una riflessione fatta da uno dei giovani universitari ( in totale hanno partecipato al viaggio 39 giovani) alla conclusione della visita “ gli incontri mi hanno permesso di cogliere come l’Europa abbia regole che danno vita ad una realtà dove le differenze si stemperano e la convivenza permette di creare una nuova pluralità. È una nuova comunità fatta di pluralità diversa da quella percepita nei viaggi fatti negli USA. Porto a casa il desiderio che ci sia una maggiore identificazione con l’essere europeo da parte di tutti.”
II gruppo ha incontrato la vicepresidente del Parlamento on. Pina Picierno e l’on. Massimiliano Salini ( a lui un particolare ringraziamento per il sostegno dato alla riuscita del viaggio).

L'on. Pina Picierno, l’on. Massimiliano Salini e Giorgio Vittadini
L’incontro con i due esponenti politici è stato un interessante dibattito su tema del valore delle esperienze politiche e sulla sostanza della democrazia. Entrambi hanno messo in rilievo come sostanza del confronto democratico è il valore attribuito all’altro. Come anche in politica è nella relazione che si forma la decisione comune e la pluralità è una ricchezza che va difesa. Oggi prevalgono teorie che vedono nell’altro un nemico, si forma così una polarizzazione di posizioni che porta a contrapposizioni sterili, incapaci di trovare punti comuni di confronto.
La democrazia si alimenta invece di una cultura che vede nell’altro una risorsa, il suo riconoscimento diventa punto di forza per cercar i punti in comune da cui partire per cercare risposte ai bisogni della società. Il mantenere un rapporto con il mondo di provenienza è la base per non farsi assorbire dalle tentazioni del potere me restare legati a ciò che ci ha spinti a metterci in moto accettando la sfida della politica per rispondere ad una esigenza di giustizia.
Non tutto luccica. Lea procedure europee sono tutt’ora farraginose e spesso portano a ritardare decisioni che sarebbero utili nell’immediato per i popoli. Il ritorno dei nazionalismi si somma con i tre livelli di intervento necessari per arrivare alla decisione finale e tutto ciò concorre a creare insoddisfazione per i meccanismi europei di decisione.
Dalla voce di due protagonisti della politica europea sono venuti anche gli allarmi per la crescente tensione internazionale. Le esigenze di investimenti per una difesa comune sono state richiamate perché risulta già evidente una aggressione ibrida alla sicurezza dei paesi europei. A ciò si aggiunge la tensione dei focolai di guerra del Medio Oriente e dell’Ucraina. La pace, ragione fondante della unità europea, è anche il primo impegno della politica internazionale dell’Unione. È una caratteristica che si accosta al modelle di welfare sociale. Anche questo è una caratteristica europea. La capacità di portare avanti nella pace un modello sociale di integrazione fra diversi assicurando il sostegno a chi resta indietro, per scuola, salute o povertà, sono la base per cui la nostra democrazia risulta desiderabile.
Sono i tanti spunti usciti da un ricco fuoco di fila di domande che si è dovuto interrompere solo perchè riprendevano i lavori in aula e i parlamentari dovevano assicurare la loro presenza. Il tema della politica di pace e quali risorse per difendere il welfare europeo sono temi ancora caldi e hanno fatto dire una arrivederci ai due parlamentari rinviando ulteriori approfondimenti in un nuovo incontro.
Partecipare ai lavori dell’aula ed assistere a mezz’ora di dibattiti e votazioni è stata una esperienza che ha colpito tutti i partecipanti. Interventi che stanno entro i due minuti. Votazioni guidate dai capigruppo, con il pollice alzato o pollice verso, che rubano pochi secondi. Una efficienza e una “produttività” che fanno percepire il grande lavoro che è già stato fatto nelle commissioni per permettere all’aula di essere efficace nelle decisioni.
Arrivati alla conclusione vale per tutti la riflessione proposta da un partecipante all’assemblea serale. Abbiamo visto una democrazia in azione. Un valore da difendere e che si concretizza nel salvaguardare uno stato che favorisce la convivenza delle diversità per favorire il bene di tutti.
Arrivederci agli incontri della edizione di Conoscere per decidere 2026.
(Massimo Ferlini)


