Oltre all’intervista del Corriere della Sera a Giorgio Vittadini che ha presentato la settima edizione della Scuola di Formazione Politica, hanno parlato dell’iniziativa Libero e Il riformista.
Il primo giornale, nell’edizione del 14 febbraio 2025, ha riportato i principali dati della ricerca della Fondazione per la Sussidiarietà sui giovani milanesi e la politica: “Fra i circa 197mila giovani fra i 15 e i 29 anni 7 giovani milanesi su 100 sono in qualche modo impegnati in politica, rispetto ai 5 su 100 della media nazionale (…) La fiducia nei partiti è cresciuta dal 10% al 32% negli ultimi dieci anni e raggiunge il 37% fra i laureati”.
Il riformista invece riporta alcune dichiarazioni dei due fondatori della Scuola, Giorgio Vittadini e Luciano Violante. Il presidente della FpS sottolinea come “le democrazie sono reali se non solo prevedono la possibilità di votare liberamente ma quando sono supportate da un corpo sociale che partecipa attivamente allo sviluppo del bene comune”. Per Luciano Violante questa è “una scuola di conoscenza. Il concetto di conoscenza consiste in elaborazione dell’informazione, non l’informazione pura e semplice. Questo corso ormai da anni ogni volta fissa l’attenzione pendo problemi strategici sui quali introdurre ragionamenti di conoscenza al fine di aiutare la costruzione di comunità consapevoli e riflessive”.
Ha parlato della Scuola di Formazione Politica anche Il Resto del Carlino in data 15 febbraio: “In un momento in cui il distacco dalla politica è sempre più marcato, come dimostrano le recenti percentuali di votanti ancora in discesa, sotto al 50% degli aventi diritto, diventa sempre più urgente un contributo dei corpi intermedi per una formazione politica che favorisca la partecipazione”.
Il Corriere Adriatico, con un articolo del 18 febbraio, presenta la Scuola di Formazione Politica che si terrà in un apposito hub nella città di Pesaro, in collaborazione tra Fondazione per la Sussidiarietà, Gulliver Onlus e lo studio Svs Lex Società srl Benefit. Marco Montagna, coordinatore dell’iniziativa che prevede sei incontri spiega che “qualunque società ha bisogno della partecipazione dei singoli cittadini e dello Stato a qualunque operazione vitale (…) Si percepisce un distacco notevole e ci interessa ristabilire questo rapporto che si è interrotto con l’obbiettivo di comprendere come la politica sia teoria e prassi, che costruire comunità di partecipazione e di rappresentanza può riuscire a tutelare gli interessi dei più deboli”. Ben 100 studenti del liceo Mamiani sono iscritti alle attività formative.
