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VIDEO | Scuola di formazione politica 2023, la lectio di Violante

Democrazia è rispettare l’altro
se non la coltiviamo si suicida

“Conoscere per decidere”: vuol dire guardare con attenzione a ciò che accade e cogliere i bisogni. Imparare a non considerare con fastidio le posizioni altrui. Occorrono non solo leader democratici, ma anche cittadini che sentono il dovere di vivere in comunità

Nella lectio inaugurale della quinta edizione della Scuola di formazione politica “Conoscere per decidere”, Luciano Violante ha con grande chiarezza identificato gli attuali punti di criticità dei sistemi democratici e i fattori necessari per assicurare il loro futuro.

L’ex presidente della Camera ha preso le mosse dal calo generalizzato della percentuale dei votanti in tutti i paesi democratici, ha messo in guardia dal rischio di derive verso “tirannie elettive”, in cui gran parte dei cittadini riconosce il leader eletto anche quando diventa autoritario e cerca di svincolare i suoi poteri dai contrappesi istituzionali e dagli organismi di controllo e di garanzia. A partire dalle Corti costituzionali, in difficoltà in molti Paesi come Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Israele. Il fatto è che in democrazia – sottolinea Violante – non esistono e non devono esistere poteri assoluti. In democrazia ci si deve confrontare, valutare le obiezioni; nel sistema autoritario no.

 

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Qui si pone una questione culturale fondamentale, che riguarda sia la classe politica sia i cittadini. Il giudizio di Violante è che il confronto con l’opinione altrui non è considerato da noi un valore in sé. Vale per la destra e vale per la sinistra: la maggioranza considera un fastidio l’opposizione.

 

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C’è dunque un problema di educazione politica e una Scuola apartitica come questa della Fondazione per la Sussidiarietà  è in grado di assumersi. C’è infatti – assicura Violante - una tecnica del discorso politico che non è quella dell’aggressione, ma quella di capire come si potrebbe essere d’accordo con l’avversario. In questo modo costruisci un rapporto con l’altro. Il discorso politico è un racconto che fa sentire l’altro destinatario e protagonista di quello che stai raccontando. Il discorso politico costruisce comunità perché le persone che ascoltano si sentono coinvolte in un ragionamento, non è una serie di slogan non è urla, La crisi della democrazia nasce se i cittadini non sentono i doveri di vivere in comunità.

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