Primi spunti dagli operatori impegnati nella lotta al Covid

Per una riforma della sanità lombarda

Il documento redatto da Fondazione per la Sussidiarietà e Associazione Medicina e Persona è stato presentato in un webinar il 27 febbraio 2021 e potrà essere sottoscritto da chi lo desidera

Un gruppo di professionisti che si occupano a vario titolo di sanità ha cominciato ad analizzare i problemi sorti con la pandemia nel servizio sanitario, ha stilato un documento che dà conto del lavoro svolto e propone alcune linee di riforma (pdf qui allegato). Medici, infermieri, dirigenti sanitari,  accademici, hanno rivelato carenze che pre-esistevano all’aggressione del Covid-19 e che sono tra le cause del suo forte impatto. Le principali sono: una mancata riflessione sull’evoluzione dei bisogni della popolazione e la carenza degli interventi necessari per far decollare la legge 23/2015 (tra questi: investimenti, integrazione tra il sistema sanitario e i Comuni, separazione tra erogazione e programmazione dei servizi, riconversione di strutture ospedaliere obsolete, integrazione nelle ASST dei presidi territoriali specialistici, mancanza di coinvolgimento degli MMG). Allo stesso tempo la politica ha totalmente abdicato al proprio ruolo.
Anche rispetto ai rilievi critici alla legge 23 mossi dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) – vedi appendice al documento - Fondazione per la Sussidiarietà e Associazione Medicina e Persona formulano le seguenti proposte con l’obiettivo di coinvolgere nell’approfondimento e nel dibattito chi si occupa di sanità a vario titolo:

1.Riavviare quel dialogo tra chi governa la sanità regionale e gli operatori sanitari venuto meno negli ultimi anni;
2.Coinvolgere maggiormente i MMG nella gestione dei malati cronici; 
3.Superare la logica prestazionale in favore di una più complessa logica di presa in carico del paziente con maggiore integrazione tra i diversi servizi sanitari (ospedali e rete territoriale) e precisazione della mission degli ospedali;
4.Esternalizzare le prestazioni non complesse in contesti quali studi medici, PreSST), lasciando i servizi di maggiore complessità a ospedali e ambulatori specialistici;
5.Rimettere al centro la valutazione della qualità per implementare servizi sanitari che tendano all’efficacia, all’efficienza, all’appropriatezza, alla sicurezza, al controllo costante sui processi.

Il documento è stato presentato sabato 27 febbraio dalle ore 9:30 alle 13:00 in un webinar, via zoom, in cui hanno partecipeato, tra gli altri: Felice Achilli, presidente Medicina e Persona, Filippo Anelli, presidente FNOMCeO – Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Nino Cartabellotta, presidente Fondazione GIMBE, Giancarlo Cesana, professore di Igiene Generale e Applicata, Università degli Studi Milano-Bicocca, Federico Lega, professore di Management Sanitario, Università degli Studi di Milano, Rosella Levaggi, professore di Economia pubblica, Università degli Studi di Brescia, Antonio Pesenti, professore di Anestesiologia e Rianimazione, Università degli Studi di Milano, Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la Sussidiarietà

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Hanno firmato:

Felice Achilli
Giorgio Vittadini
Paolo Berta
Stefano Carugo
Camillo Rossi
Filippo Ciantia
Laura Maria Giovanna Beltrami
Jacopo Mariani
Domenico Cuzzucrea
Gabriele Tomasoni
Samuel Dal Gesso
Rosella Levaggi
Giovanni Corrao
Carlo De Carolis
Gabriele Bonvini
Maria Assunta Garavaglia
Luigi Patrini
Maria Grazia Gagliano
Rossella Decio
Remo Arduini
Mariadele Tagliabue
Elena Tagliabue
Roberto Pasolini

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