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Presentazione al Cnel del volume di Brunetta e altri

Sussidiarietà e corpi intermedi
pilastri della democrazia

  • 24 LUG 2026

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Vittadini: “Costruire un modello di sviluppo fondato sulla partecipazione, sulla responsabilità condivisa e la collaborazione tra istituzioni e società civile.  Fondamentale la dimensione educativa”

Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, è intervenuto il 23 luglio 2026 all’Assemblea del CNEL, in occasione della presentazione del libro Corpi intermedi, società civile ed economia sociale: per un governo delle transizioni, curato dal presidente Renato Brunetta e Vittadini stesso, insieme a Leonardo Becchetti (Professore ordinario di Economia Politica presso l’Università di Roma Tor Vergata), Flavio Felice (Professore ordinario di Storia delle dottrine politiche presso l’Università del Molise e Research Ordinary Professor alla Busch School of Business della Catholic University of America di Washington DC), Enrico Giovannini (Professore ordinario di Statistica economica presso l’Università di Roma Tor Vergata). Si tratta di un testo che approfondisce il ruolo dei corpi intermedi nella costruzione di un modello di sviluppo fondato sulla partecipazione, sulla responsabilità condivisa e sulla collaborazione tra istituzioni, società civile e mondo dell’economia.

Nel suo intervento Giorgio Vittadini ha spiegato il contributo dato dalla Fondazione al libro: “Abbiamo trattato tre temi: la sussidiarietà e la democrazia, i corpi intermedi e l'amministrazione condivisa”. Ha citato l’esempio di Raghuram Rajan, ex governatore della Banca dell'India, “che della sussidiarietà ha fatto un punto fondamentale e integrativo del rapporto tra Stato e mercato, indicandola come un fattore fondamentale”.

Per Vittadini, “la democrazia non è solo voto. Se non c'è una partecipazione delle realtà sociali alla costruzione del Paese, non c'è democrazia. Da questo punto di vista, nasce una concezione nuova che è stata sancita nella sentenza della Corte costituzionale sull'autonomia differenziata, dove si afferma che la sussidiarietà riguarda ogni intervento, pubblico o privato, centrale o locale, volto al benessere dei cittadini”. In questo modo si supera l'antinomia tra Stato e privato, per affermare che ciò che avviene è una collaborazione per il bene comune. Di conseguenza, anche un soggetto privato può contribuire alla realizzazione del bene comune.

Oggi, ha detto ancora, “chi è il protagonista di questa azione? Il corpo intermedio. Che cosa può fare il corpo intermedio per la democrazia? Può contribuire a superare i problemi che vediamo oggi: la mancanza di partecipazione, il decadimento del welfare e altro ancora”.

Fondamentale affinché questo si verifichi è l'educazione delle persone a un ideale: “Ci vogliono corpi intermedi che non siano atrofizzati al loro interno, ma che aiutino la democrazia a riprendere l'ideale, la positività, la capacità di costruzione”. 

Secondo passaggio, ha spiegato, è mettere a fuoco i bisogni della società, perché chi vive alla base della società capisce quali sono i bisogni.

Ideale e bisogni significano capitale sociale: significano quel luogo, quelle persone che si mettono in azione per rispondere in prima persona. Non c'è solo lo Stato. Da questo punto di vista, si tratta di innovazione, partecipazione ed efficacia delle politiche pubbliche.

Vittadini ha illustrato un terzo passaggio: “Abbiamo un grande strumento che ancora non abbiamo utilizzato pienamente: quello dell'amministrazione condivisa, che può superare l’antinomia che interessa la partecipazione dei cittadini. Da una parte il modello burocratico e centralista, nel quale l'amministrazione arriva a chiudere il privato sociale a partecipare ad appalti al massimo ribasso; dall'altra c’è la spinta delle logiche di mercato nel quale il pubblico rinuncia al proprio ruolo per lasciare spazio ai privati. Ma sappiamo benissimo che, in tantissimi bisogni legati al welfare, dall'istruzione alla sanità, il mercato non può garantire obbiettivi di bene comune”.

“Pensate a cosa significa oggi” ha concluso “il passaggio della sanità al territorio, e il bisogno dell’intervento del Terzo settore, ma questo deve essere programmato insieme. Questa capacità genera valore pubblico, permette una maggiore efficienza e una maggiore efficacia. C’è un grande spazio perché la sussidiarietà, co il salmodi qualità dell’intervento pubblico che implica, non sia semplicemente un principio astratto, ma qualcosa che serva concretamente al miglioramento e all'innovazione del Paese”.