Presentato a Modena lo scorso 8 luglio il Rapporto Sussidiarietà e… salute. TRC Modena, canale televisivo con sede nel capoluogo emiliano, ha dedicato un servizio all’evento, riprendendo le dichiarazioni del Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini: «La chiave sono le Case della Comunità, perché possono diventare il luogo in cui il sistema sanitario si integra con i Comuni e con il Terzo settore, attraverso una regia condivisa. In Emilia-Romagna la situazione è migliore rispetto alla Lombardia, perché qui non si tratta soltanto di un progetto edilizio. È fondamentale, però, che la regia delle Case della Comunità non sia affidata esclusivamente al sistema sanitario, ma coinvolga anche gli enti locali e il Terzo settore, così da offrire ai cittadini una risposta unitaria.»
A proposito delle Casella Comunità Attive, Mattia Altini, Direttore Generale AUSL Modena, ha spiegato: «In Emilia-Romagna non stiamo parlando di scatole vuote. Le 143 Case della Salute, oggi diventate Case della Comunità, erano già operative ben prima delle 85 strutture aggiuntive previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Al loro interno erano già presenti servizi e professionalità consolidati.
Oggi, grazie alla rete delle nuove Case della Comunità e all'accordo con la medicina generale, siamo in grado di portare i servizi più vicino ai cittadini. Questo significa garantire interventi più tempestivi e appropriati, evitando che ogni esigenza sanitaria si traduca in un accesso all'ospedale. Le strutture ospedaliere, infatti, devono concentrarsi sui casi a maggiore complessità. È questa la chiave per migliorare anche la gestione delle liste d'attesa.»
