“Cinquant’anni fa il terremoto del Friuli” è il titolo del libro in uscita in omaggio il 5 maggio con il Corriere della Sera. Ne è autore Pier Luigi Vercesi, giornalista e scrittore, capocronista del quotidiano milanese. L’iniziativa si è avvalsa della collaborazione della Fondazione per la Sussidiarietà, il cui presidente, Giorgio Vittadini, firma l’Introduzione.
“Catastrofe, sussidiarietà e nascita di un modello civile” è il sottotitolo dell’agile volume di 64 pagine, che annuncia la scansione e l’intento del lavoro, quello di mettere in luce soprattutto due fenomeni: a) l’emergere sino dalle prime ore dell’emergenza di un forte protagonismo della società civile, cittadini, volontari, associazioni, parrocchie che si mobilitarono con straordinaria generosità e spirito di solidarietà; b) l’articolarsi di un metodo sussidiario nella gestione dell’emergenza e della ricostruzione, fatto di reale collaborazione tra comunità locali, istituzioni e corpi intermedi e di scelta del governo, presieduto da Aldo Moro fino al 30 luglio 1976, poi da Giulio Andreotti, di delegare ampi poteri alla Regione, la quale a sua volta coinvolse in prima persona i Comuni in posizione di responsabilità. È un fatto che la ricostruzione avvenne in tempi rapidi e con forte radicamento territoriale. Rilevante fu poi la messa a punto della moderna protezione civile, grazie all’esperienza sul campo guidata dal commissario Zamberletti.
Vercesi ripercorre gli avvenimenti di quel periodo avvalendosi anche di numerose testimonianze di protagonisti di allora e di oggi e ci consegna così “un’esperienza – scrive Vittadini – che continua a rappresentare un punto di riferimento per la risposta sussidiaria alla crisi economica e a quella della politica”. Gli imprenditori mostrarono un’idea di impresa come comunità; maggioranza e opposizione preferirono la “solidarietà nazionale” alla logica dello scontro a tutti i costi.
