Udine, 15 novembre 2025 – La spesa dei Comuni in Friuli Venezia Giulia per interventi e servizi sociali nel 2023 (ultimo anno disponibile) è stata di 163 euro, dato che colloca la regione al secondo posto dopo il Trentino Alto Adige.
Il Friuli Venezia Giulia (insieme al Piemonte) è anche la regione in cui si ritrova la maggiore propensione delle organizzazioni non profit che offrono servizi di welfare a costruire una rete composta di soggetti pubblici, privati e privati non profit e con attenzione a stakeholder sia interni sia esterni.
È quanto illustrato oggi in occasione della presentazione del Rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà (FpS), “Sussidiarietà e... welfare territoriale” che si è tenuta presso il Comune di Udine. Hanno preso parte all’incontro Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà, Guido Nassimbeni, Vice Presidente Fondazione Friuli, Alberto Felice De Toni, Sindaco di Udine, Riccardo Riccardi, Assessore regionale alla salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla Protezione civile, Paola Benini, Presidente Hattiva Lab cooperativa sociale onlus, Paolo Olivo, Presidente Banco Alimentare FVG, Piero Petrucco, Vice Presidente Vicini di Casa onlus. L’incontro è stato moderato da Paolo Mosanghini, Vice direttore Messaggero Veneto.
Il Rapporto sottolinea anche la grande quota di spesa privata che gli italiani destinano per salute e assistenza ad anziani e disabili: circa 138 miliardi di €, ovvero quasi 5.400 € per ciascun nucleo familiare nel 2024.
Un impegno consistente, che colma il vuoto lasciato in molti settori dall’intervento pubblico, anche se la Penisola è al secondo posto in Europa per la spesa sociale, con circa 620 miliardi di euro, pari al 30% del prodotto interno lordo.
L’attuale sistema di welfare non è ben visto dagli italiani. Solo il 38% dei cittadini promuove le politiche per la lotta alla povertà e al disagio sociale.
Molto si potrebbe fare per soddisfare la domanda crescente di welfare e affrontare le sfide che i bassi tassi di natalità, l’allungamento della vita media e l’aumento degli anziani pongono nel prossimo futuro all’Italia.
“Investire sullo stato sociale, sulla sua universalità e inclusività, non è solo un dovere di solidarietà verso i più fragili, ma significa anche costruire società più coese, sistemi più resilienti e una crescita economica più stabile”, sostiene Giorgio Vittadini, Presidente di FpS, “È venuto il momento di rinnovare il patto sociale che ci unisce, con la cultura della sussidiarietà, che è ricerca del bene comune attraverso la messa a sistema del contributo di tutti. Più società e più Stato insieme”.
