La presentazione del Rapporto della Fondazione a Varese è stata ripreso da diversi mezzi di comunicazione stampa, radio e televisione.
Il Giorno ha ripreso l'intervento di Giorgio Vittadini (“Investire sullo stato sociale, sulla sua universalità e inclusività, non è solo un dovere di solidarietà verso i più fragili ma significa anche costruire società più coese, sistemi più resilienti e una crescita economica più stabile. È venuto il momento di rinnovare il patto sociale che ci unisce con la cultura della sussidiarietà, che è ricerca del bene comune attraverso la messa a sistema del contributo di tutti. Più società e più Stato insieme”). Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha mandato un intervento video registrato: “Un welfare di prossimità non può essere garantito solo dall’intervento dello Stato, non solo per carenze di risorse. Il problema è impiegare bene le risorse sulle base delle necessità locali (...) Siamo in un passaggio delicato - ha spiegato il titolare del Mef, impegnato nel G7 dei ministri delle Finanze in Canada - i modelli classici di intervento pubblico, da soli, non bastano piu non perche siano sbagliati, ma perche non riescono piu a tenere insieme sostenibilita economica, tempestivita nelle risposte, e personalizzazione degli interventi. E questo vale nei grandi centri urbani, ma vale ancora di piu nei piccoli comuni come la mia Cazzago Brabbia (...) Il welfare - ha concluso Giorgetti - non si fa nei ministeri ma nei territori: in un nido che apre in un borgo, in un laboratorio di inclusione, in una rete che mette insieme istituzioni e societa civile. E li che si costruisce la fiducia, la tenuta sociale, e il futuro delle nostre comunita”. Erano presenti anche il governatore Attilio Fontana, l’onorevole Maria Chiara Gadda, il sindaco di Varese Davide Galimberti, il presidente della Provincia Marco Magrini e il presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto Federico Visconti.
Anche il quotidiano romano Il Messaggero ha ripreso l’intervento del ministro Giorgetti: “Il welfare si fa sui territori: in un nido che apre in un borgo, in un laboratorio di inclusione, in una rete che mette insieme istituzioni e società civile, ma il MEF deve garantire risorse e premiare la qualità”.
Il quotidiano locale Varese7Press sottolinea come dal Rapporto della Fondazione “emergono dati impietosi a livello nazionale per quanto riguarda sussidiarietà e welfare a livello nazionale (…) parlando di Terzo Settore si scopre che, delle quasi 86mila realtà nazionali che si occupano di welfare, ben il 70% sono costituire da associazioni e fondazioni Non Profit e solo il 30% rimanente è ad appannaggio dello Stato”. “In Lombardia applichiamo la sussidiarietà in ogni modo, dando vita a incontri e discussioni utili a risolvere i vari problemi. Abbiamo finanziato idee e progetti proposti da Comuni e Province tramite la Legge 9, in modo tale queste risorse possano essere gestite autonomamente. Certamente la Sanità è anche un problema politico, ma non basta a capire il perché qualcosa non va visto che la richiesta è aumentata del 26% rispetto ai canoni tradizionali” ha detto il presidente della Regione Attilio Fontana. Nel suo intervento la parlamentare Maria Chiara Gadda, vice presidente della Commissione per l’agricoltura e componente intergruppo parlamentare per la sussidiarietà ha sottolineato: “Visto i dati forse tutti insieme dobbiamo attuare un sistema diverso di sussidiarietà, più matura e adatta a una società in continua evoluzione. I dati Istat fotografano alcune rigidità che la risposta pubblica invece è riuscita a trovare in questi anni. Ora hanno grandi difficoltà anche le persone della cosiddetta classe media, quella su cui pesa i due terzi delle tasse, e che ora fa fatica ad accedere ai servizi territoriali non soltanto di sanità. Ma non solo anzi direi di aggiungere anche le politiche per la casa, altro fattore destabilizzante”.
Il Quotidiano d’Italia ha scritto che “nel 2021, a Varese, le risorse dedicate al welfare hanno raggiunto i 149 euro per abitante. Un dato significativo, che supera i 142 euro della media italiana. Questo posiziona il varesotto come un esempio virtuoso a livello nazionale. Nonostante ciò, la spesa rimane inferiore alla media lombarda, che si attesta a 158 euro pro capite”.
Il Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà è stato intervistato dal canale televisivo della Prealpina (clicca sul link per vedere il video).
