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RICERCA | A cura della Fondazione per la Sussidiarietà

I giovani insegnanti
nella scuola italiana

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Da alcuni anni si assiste alla crescita della presenza di giovani insegnanti nella scuola italiana, di ogni ordine e grado, sia statale sia paritaria. Tale fenomeno, per diversi aspetti, appare inedito sia in termini quantitativi sia per le caratteristiche di questi docenti, per le loro capacità e le loro motivazioni.

Sanoma, gruppo leader nell’editoria scolastica, ha inteso approfondire il fenomeno per orientare al meglio la sua attività volta all’avviamento e alla formazione dei docenti. Per questo ha affidato a Fondazione per la Sussidiarietà il compito di realizzare questa ricerca.

Oggetto della ricerca sono gli insegnanti nati dopo il 1989 e che, per la maggior parte, hanno ricoperto incarichi di docenza (di ruolo, di sostegno e con supplenza annuale) a partire dal 2015. Rispetto alle generazioni precedenti, essi presentano caratteristiche distintive, quali motivazione all’insegnamento e all’impegno educativo, conoscenza delle lingue straniere, conoscenza e uso delle tecnologie digitali, attitudine allo studio e alla ricerca, partecipazione a dottorati, scuole di specializzazione, master, periodi di studio all’estero.

Il programma della ricerca si articola in quattro moduli, strettamente interconnessi. Il modulo scelto per l’inizio della ricerca è il “Modulo Focus Group”.

Ecco in rapida sintesi alcuni dei risultati emerso dai Focus Group.

IDENTITÀ

Dal punto di vista identitario, la realtà dei giovani insegnanti mostra la consapevolezza di elementi di differenziazione dal resto del corpo insegnante e l’incipiente, ma non ancora matura, coscienza collettiva di costituire un fenomeno nuovo, con caratteristiche peculiari e distintive. I giovani insegnanti, infatti, avvertono il bisogno di differenziarsi da atteggiamenti routinari e impiegatizi che, a loro dire, connotano sovente la professione docente.

MOTIVAZIONI

Tra le motivazioni sono addotte, con una certa importanza, quelle di carattere culturale ed educativo. Si fa spesso riferimento al possibile contributo alla formazione degli allievi e alla costruzione di socialità, alla dinamicità di una professione che costringe a mettersi continuamente in gioco nelle relazioni, a non far cristallizzare i saperi e a tenere viva la dimensione della conoscenza, a rimanere aperti alla dimensione del futuro.

DIDATTICA

Si può rilevare una acquisita familiarità con mezzi multimediali, con il loro uso nell’insegnamento e come strumenti di apprendimento. Vecchie contrapposizioni (lezione frontale vs lezione condivisa, manuale vs schede e sussidi, apprendimento vs insegnamento) non sembrano destare più grande interesse, mentre sono considerati normali modalità miste di insegnamento/apprendimento che utilizzino metodi e mezzi utili al raggiungimento degli scopi formativi.

FORMAZIONE

Vi è un sostanziale apprezzamento per gli studi universitari per quanto riguarda i contenuti e la conoscenza della disciplina, mentre sono considerati insufficienti dal punto di vista metodologico-didattico. Anche la formazione iniziale è criticata per la sua ripetitività nozionistica e la sua ridondanza. Della formazione in servizio è colta l’importanza, come possibilità di crescita personale e di aggiornamento didattico; emerge fortemente il bisogno di percorsi personalizzati che valorizzino interessi e libertà di scelta, superando la formazione per “pacchetti standard” preconfezionati.

VALUTAZIONE

Viene considerata insieme importante e misteriosa, decisiva e irta di difficoltà. La modalità nella quale viene generalmente realizzata nella scuola appare agli intervistati fortemente individualistica ed eccessivamente piegata sulla dimensione sommativa, mentre, a loro dire, viene sacrificata una valutazione olistica, formativa, personalizzata e collegiale, e non viene affiancata all’etero-valutazione del docente la pratica dell’autovalutazione da parte dello studente. Il tema della valutazione è spesso connesso a quello della gestione della classe, anch’esso a volte problematico e fonte di apprensione.

REMUNERAZIONE E CARRIERA

Vi è un giudizio negativo e disincantato; mentre non si illudono che le cose, nel medio periodo, possano essere diverse, sollevano una forte richiesta di valorizzazione anche sociale della professione di docente, anche in chiave di riconoscimento economico. Questo aspetto, che potrà essere confermato dall’indagine quantitativa, si presta a essere sottoposto a fine ricerca ai decisori istituzionali e politici.

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