La consegna del primo Premio per la Sussidiarietà, onorificenza istituita dalla Fondazione per la Sussidiarietà, venerdì 4 aprile 2025 al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha avuto ampissima copertura a livello nazionale da parte dei media.
Si comincia dall’agenzia Ansa (“Importante irrobustire il principio di sussidiarietà: l'alternativa sarebbe introdurre arbitrari criteri gerarchici, addirittura favorendo, di fatto, poteri separati dalla società o concentrazioni che indeboliscono l'impianto democratico". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell'incontro al Quirinale con la Fondazione per la Sussidiarietà), passando per Repubblica (“Mattarella: la concentrazione dei poteri indebolisce la democrazia”): “Un elogio dei corpi intermedi. Un altro caposaldo del pensiero del Presidente della Repubblica (…) La rete delle comunità e dei corpi intermedi tiene alta la stessa qualità della democrazia, rinvigorisce la libertà di ciascuno, perché la libertà si realizza insieme a quella degli altri, si realizza in quella degli altri”.
Su Il Foglio si sottolinea la motivazione dell’onorificenza: “Premio a Mattarella per l’impegno per la persona unica e irripetibile”.
Affari Italiani riprende il cuore dell’intervento di Giorgio Vittadini: “Nel mondo attuale, la logica della forza sembra soppiantare quella della giustizia, e lo sviluppo della tecnica rischia di essere funzionale al potere fine a se stesso, anziché promuovere il progresso della civiltà. L’essere umano pare ridotto a mero strumento, e troppo spesso diventa anche 'rifiuto'. Di fronte a tale deriva, la cultura della sussidiarietà esorta al coraggio di recuperare uno sguardo sull’esperienza umana e sul suo intrinseco valore, rifiutando di ridurli. Favorisce la libertà di riconoscersi come persone intrinsecamente orientate al bene e capaci di gesti gratuiti, ed anche gratuiti, per il bene degli altri”.
Il Sole 24 Ore: “Il Capo dello Stato ha sottolineato che è «importante irrobustire il principio di sussidiarietà» perché «l’alternativa sarebbe introdurre arbitrari criteri gerarchici, addirittura favorendo, di fatto, poteri separati dalla società o concentrazioni che indeboliscono l'impianto democratico»”.
Il Corriere della Sera, il 5 aprile, sottolinea “l’idea di Stato-comunità” del Presidente della Repubblica: “Una vulnerabilità, fra le altre, dell'Occidente è l'accumulo di comando e forza in poche mani o, peggio, in una soltanto”. Infatti, la concentrazione dei poteri è spesso “la cartina al tornasole di un restringimento delle libertà”, dunque di una lesione della democrazia. Una ferita all'ordine liberaldemocratico i cui esiti abbiamo visto “nelle pretese di massificazione delle ideologie autoritarie del ’900, che hanno portato all'oppressione dell'uomo sull'uomo”, e che rivediamo oggi, “con la verticalizzazione del potere e la prevalenza di quello finanziario”. È il caso di certe formule politico-istituzionali contemporanee che rivendicano, a volte perfino esplicitamente, di essere autocrazie illiberali. E qui si coglie un cenno quasi subliminale al tecnocapitalismo di marca americana.
Uguale concetto sottolineato anche da La Stampa: “Tutti devono poter dare una mano di propria libera iniziativa, senza dover domandare il permesso; e questa manifestazione di solidarietà va favorita attraverso una larga distribuzione dei poteri tra le istituzioni pubbliche e il tessuto sociale delle comunità intermedie. È, in fondo, l'idea partecipativa che ispira la Costituzione della Repubblica, ovvero la cultura del «noi» (come la definisce Mattarella) contrapposta all'«io» degli autocrati e dei tycoon”.
Per Il Giornale, “gli elogi di Mattarella al Terzo Settore”. "Mattarella: la sussidiarietà è garanzia di libertà" intitola il mensile Vita, voce del Terzo Settore: "Un modello che assicura spazi di autonomia, di partecipazione, di concorso delle persone, che trovano nelle formazioni espressive di valori e interessi delle comunità lo strumento per la loro affermazione, sconfiggendo sia le pretese di massificazione delle ideologie autoritarie del ‘900 – che hanno portato all’oppressione dell’uomo sull’uomo – sia quelle nuove, con la verticalizzazione del potere e la prevalenza di quello finanziario" ha aggiunto.
Avvenire dice come “la Sussidiarietà sia strumento di democrazia, antidoto alla concentrazione dei poteri”: “La rete delle comunità e dei corpi intermedi tiene alta la stessa qualità della democrazia, rinvigorisce la libertà di ciascuno, perché la libertà si realizza insieme a quella degli altri, si realizza in quella degli altri” (Mattarella). “Nel mondo attuale - ha detto Vittadini - la logica della forza sembra soppiantare quella della giustizia, e lo sviluppo della tecnica rischia di essere funzionale al potere fine a se stesso anziché promuovere il progresso della civiltà” (Vittadini).
Intervento spruzzato di polemica per La Verità, che dice che “Re Sergio ora dice no alle concentrazioni di potere”.
La Discussione: “La sussidiarietà, ha spiegato il Capo dello Stato, è radicata profondamente nella Costituzione italiana, definita 'personalista' poiché mette al centro la dignità della persona piuttosto che la ragione di Stato. In pratica è un principio che implica che le istituzioni non debbano operare da sole, ma in sinergia con le comunità locali e con tutte le realtà associative che animano la società”.
Per Il Giorno, Mattarella ha lanciato “un monito”: “La democrazia è sostanza; arbitrari criteri gerarchici, poteri separati dalla società o concentrazioni indeboliscono l’impianto democratico”.
Altri reportage sulla consegna del Premio sono apparsi su La Nazione, su Cronache di Napoli, su Quotidiano.net, su Libero, Il Tempo, Il Messaggero, L'Unione Sarda, La Prealpina e altre testate ancora.
