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Al Capo dello Stato l’onorificenza istituita dalla Fondazione

Premio per la Sussidiarietà
al presidente Mattarella

“Principio da rafforzare” per difendere diritti e democrazia ha detto Mattarella che ha aggiunto “L'alternativa sarebbe introdurre arbitrari criteri gerarchici, addirittura favorendo, di fatto, poteri separati dalla società o concentrazioni che indeboliscono l'impianto democratico". Vittadini: “Lei si è distinto nell’affermare questo valore fondante per un paese coeso, prospero, giusto, in cui la persona sia unica e irripetibile”

LA FONDAZIONE PER LA SUSSIDIARIETÀ AL QUIRINALE

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto il primo Premio per la Sussidiarietà, istituito dalla Fondazione per la Sussidiarietà. Il Premio gli è stato consegnato dal presidente della Fondazione, Giorgio Vittadini, in una cerimonia svoltasi al Quirinale nella mattinata del 4 aprile. Nel suo intervento introduttivo, Vittadini ha spiegato che è sembrato naturale insignire il presidente Mattarella di questo primo premio “per essersi distinto durante i suoi mandati per l’attenzione e l’impegno a favore della diffusione di tale principio (di sussidiarietà, ndr.) e di tale cultura, riconosciuti come valori fondanti in un sistema-Paese prospero, coeso e solidale e in cui ogni persona sia considerata unica e irripetibile”.

Dopo il discorso di Vittadini, di cui riferiamo più avanti in questo articolo, e la consegna del Premio (una scultura di Carlo Steiner che simboleggia la “bio-diversità umana”) il capo dello Stato non si è limitato a parole di circostanza, ma ha svolto una argomentazione ricca di contenuti, appassionata, in un sostanziale dialogo con le riflessioni esposte da Vittadini.

A cominciare dal tema della democrazia, non certo esente da minacce o rischi di crisi.

La delegazione della Fondazione per la Sussidiarietà con Sergio Mattarella (Foto Quirinale.it)

MATTARELLA: IN DIFESA DELLA DEMOCRAZIA

“È importante – ha detto il presidente Mattarella - irrobustire il principio di sussidiarietà: l’alternativa sarebbe introdurre arbitrari criteri gerarchici, addirittura favorendo, di fatto, poteri separati dalla società o concentrazioni che indeboliscono l’impianto democratico.  La democrazia ha aggiunto è fatta di sostanza e non di mera forma; di eguaglianza dei cittadini, che si realizza rendendo effettivi i diritti sociali, attraverso l’intervento del servizio pubblico e di ogni altro soggetto che può concorrere allo sviluppo del Paese e al benessere delle comunità”.

Molto in sintonia con Vittadini è apparsa la concezione stessa della sussidiarietà, non ridotta a semplice distribuzione di poteri: “La sussidiarietà – ha detto Mattarella - è un principio che lega e rafforza il rapporto tra istituzioni e società. Lega tra loro anche gli stessi ordinamenti delle istituzioni pubbliche, ciascuna nella sua autonomia e complementarietà”. Per il capo dello Stato “è nel vivo della società che la sussidiarietà trova la sua radice più profonda, e la sua ragione più esigente, perché essa è strettamente connessa con due valori di grandissimo rilievo: la libertà della persona e la solidarietà che essa esprime nell’ambito delle comunità in cui vive e realizza la propria esistenza. Per affrontare le sfide locali come quelle nazionali, come quelle globali, è indispensabile rilanciare la cultura che viene espressa dal ‘noi’. ‘Noi’ come responsabilità comune, ‘noi’ come volontà di partecipazione, ‘noi’ come costruzione di comunità larghe e aperte. L’albero della sussidiarietà ha molti rami. Coltivarlo è un grande servizio al nostro Paese”.

(Foto Quirinale.it)

Non è mancato da parte del capo dello Stato un richiamo all’importanza delle comunità intermedie “le comunità che si organizzano, la solidarietà che prende forma associativa, la mutualità, il volontariato, il Terzo Settore sono risorsa insostituibile. Senza comunità intermedie anche il riconoscimento dei diritti viene messo a rischio... la sussidiarietà è in primo luogo, espressione e garanzia di libertà per le persone e i corpi sociali che concorrono all’interesse generale e che, nella pluralità degli apporti, si adoperano per rigenerare continuamente quei valori di umanità e di corresponsabilità che sono uno dei portati più preziosi del nostro modello sociale”, italiano ed europeo. Modello che si affermato “sconfiggendo sia le pretese di massificazione delle ideologie autoritarie del ‘900 – che hanno portato all’oppressione dell’uomo sull’uomo – sia quelle nuove, con la verticalizzazione del potere e la prevalenza di quello finanziario”.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Vittadini e il Maestro Carlo Steiner autore del Premio per la Sussidiarietà (Foto Quirinale.it)

 VITTADINI: IL VALORE DELL’UMANO

 Nel suo intervento, Vittadini aveva preso le mosse dalla sentenza 192/2024 della Corte Costituzionale che identifica la sussidiarietà come “distribuzione dei poteri in base al solo criterio del bene comune” che si realizza attraverso la “collaborazione tra istituzioni e realtà sociali”.

Per il presidente della Fondazione, “la portata innovativa e trasformativa della sussidiarietà, si fonda sull’insopprimibile tensione al bene, alla partecipazione, alla costruzione che risiede in ogni persona, il cui esito è una comunità umana solidale dove l’esercizio del potere si pone al servizio di questa dinamica”.

Nel mondo attuale, dominato dalla forza e in cui l’uomo è spesso ridotto a strumento o a scarto, “la cultura della sussidiarietà esorta al coraggio di recuperare uno sguardo sull’esperienza umana e sul suo intrinseco valore, rifiutando di ridurli”.        

Il Premio per la Sussidiarietà del Maestro Carlo Steiner

Vittadini non approva che si limiti la sussidiarietà alle sue applicazioni organizzative. A questo riguardo, tiene a rimarcare, rivolgendosi a Mattarella, che  “la sua costante opera, Presidente, ne sottolinea una portata ben più vasta... Lei ha riconosciuto – ha detto ancora Vittadini - l’importanza di questo principio nel rispondere alla grande crisi del nostro tempo, quella della democrazia e del modello di sviluppo, attraverso risposte innovative che rafforzino la fiducia dei cittadini, la coesione sociale e abbiano il coraggio di realizzare riforme che, facendo tesoro del passato, sappiano guardare al futuro”.

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