Su Il Messaggero del 21 febbraio l’articolo “Sanità privata, 5400 euro a famiglia, Italia seconda nella UE per spesa sociale” di Angelo Ciardullo. “Le famiglie italiane spendono privatamente 5.400 euro all'anno per il salute e assistenza ad anziani e disabili. A rivelarlo, il 18° rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà (Fps) «Sussidiarietà e welfare territoriale», presentato ieri al Centro convegni Carlo Azeglio Ciampi di Bankitalia. Nel 2024, vi si legge, la spesa privata degli italiani per welfare familiare è stata di circa 138 miliardi di euro ossia, appunto, 5.400 euro a nucleo”. La dichiarazione di Giorgio Vittadini: “Investire sullo stato sociale, sulla sua universalità e inclusività è non solo un dovere di solidarietà verso i più fragili ma anche un modo per «ostruire società più coese e una crescita più stabile”.
Sulla crescita si è appuntato l'intervento del governatore di Bankitalia, Fabio Panetta: «Solo crescendo - ha evidenziato il numero uno di via Nazionale - potremo garantire risorse adeguate a pensioni, sanità, istruzione e assistenza sociale». Se, da un lato, «un'economia forte e produttiva è fondamento di un welfare equo ed efficace», dall'altro, tuttavia, «nei prossimi anni non sarà facile bilanciare una crescente domanda di protezione sociale con un'offerta inevitabilmente limitata dai vincoli di finanza pubblica».
ItaliaOggi del 21 febbraio riprende nell’agenda settimanale degli eventi la presentazione: “È venuto il momento di rinnovare il patto sociale che ci unisce, con la cultura della sussidiarietà, che è ricerca del bene comune attraverso la messa a sistema del contributo di tutti. Più società e più stato insieme», è il messaggio lanciato da Vittadini che un tempo coniò lo slogan «Più società e meno stato».
Sul Corriere della Sera del 21 febbraio Claudia Voltaroni si è occupata anche lei della presentazione: «Bisognerebbe rimettere il ministero del Welfare» azzarda Giorgio Vittadini, presidente di FpS che ieri a Roma ha presentato il nuovo rapporto davanti al governatore Panetta, il ragioniere generale dello Stato Daria Perrotta, il presidente Istat Francesco M. Chelli, la presidente Upb Lilia Cavallari, il direttore Ifel Pierciro Galeone. «Bisogna aiutare e valorizzare le persone - dice Vittadini -, la società esiste, le reti di cittadini vanno stimolate e la spesa sociale va coordinata: un bonus non fa primavera, meglio lavorare sugli interventi, perché investire sullo Stato sociale non è solo un dovere di solidarietà verso i più fragili, ma significa anche costruire società più coese, sistemi più resilienti e una crescita economica più stabile».
Paolo Viana su Avvenire del 21 febbraio riprende l’intervento del Governatore di Banca d’Italia Panetta: “aLa spesa pubblica per le pensioni «ammonta a circa il 16% del Pil, uno dei livelli più alti nell'area dell'euro. Al contrario, le risorse destinate a sanità e istruzione, pari rispettivamente al 7 e al 4% del prodotto, sono inferiori alla media europea». E fin qui, l'ovvio. Poi però ha aggiunto: «Questo squilibrio tra il peso delle pensioni e quello delle altre prestazioni, così come l'insufficiente offerta di servizi in natura rispetto ai trasferimenti monetari, rappresenta un problema noto. In particolare, per le famiglie fragili e nei contesti sociali più difficili vi è una diffusa esigenza di integrare l'aiuto economico con il sostegno da parte di operatori specializzati, in grado di accompagnare le persone nella quotidianità».
Quotidiano di Sicilia, 21 febbraio: “Sostenere una famiglia ha un costo, soprattutto nelle situazioni in cui ci sono soggetti più vulnerabili a cui bisogna dare priorità: sia con il lavoro di cura che con l'impegno economico. E così che, nel 2024, la spesa privata degli italiani per il welfare familiare, cioè salute e assistenza ad anziani e disabili, è stata di circa 138 miliardi di euro, quasi 5.400 euro a nucleo. E quanto emerge dal rapporto "Sussidiarietà e... welfare territoriale" della Fondazione per la sussidiarietà”.
La Notizia, 21 febbraio: “Il problema non è solo la quantità di risorse disponibili ma anche la loro qualità e come vengono erogate. Una criticità che riguarda l'offerta del welfare è la frammentazione nell'uso e nella distribuzione delle risorse pubbliche'; ha detto la presidente dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, Lilia Cavallari. "Solo crescendo potremo garantire risorse adeguate e pensioni, sanità, istruzione e assistenza sociale", ha detto il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta. E al momento dal fronte della crescita non arriva nulla di buono”.
