Nell’edizione delle ore 13 e 30 del 20 febbraio del Tg1 (al minuto 28’15”), è andato in onda nella pagina di economia un servizio dedicato alla presentazione del Rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà. Nel servizio vengono riprese alcune dichiarazioni del Governatore di Banca d’Italia Panetta, ospite dell’incontro, che ha detto “solo con la crescita economica potremo garantire le risorse per la salute e l’assistenza ad anziani e disabili nel nostro Paese”.
Ha dichiarato Giorgio Vittadini: “Oggi si parte dall’offerta Stato Regioni e Comuni e non si capisce di cosa la gente ha bisogno. Occorre prendere in carico il paziente, vedere di cosa ha bisogno e sapere cosa si vuole”.
Anche il Tg2 nell’edizione delle 13 e 30 (minuto 21’ e 15”) ha ripreso la presentazione del Rapporto: “Più della metà degli italiani si considera nella parte bassa della piramide sociale. Aumentano le diseguaglianze mentre il sostegno pubblico fatica a tenere i passi. Un terzo del Pil viene speso per la spesa sociale ma più della metà viene impiegato per pagare le pensioni. Serve più stretta collaborazione tra Stato e Terzo settore avverte il Rapporto. La spesa pubblica per il welfare è minore nelle aree più povere del paese un divario da colmare con il sostengo a organizzazioni non profit”.
Giorgio Vittadini è stato intervistato anche su diversi canali radio, tra cui Radio Vaticana, all’interno del podcast Il mondo alla radio del 20 febbraio (al minuto 14’15”): “La coperta è corta e ci sono meno soldi, tanti enti sono nel welfare in modo disorganico. Occorre ripartire dai bisogni della gente invece che dall’erogazione (…) Bisogna essere più efficienti e più efficaci, usare il non profit, valutare la qualità, non avere sovrapposizioni (…) C sono forti differenze territoriali, fra i comuni, ma anche fra i ceti. Le persone più povere e meno istruite fanno fatica a trovare dove sono i servizi. Ci vorrebbe una grande riforma dello stato in questo settore, ci vorrebbe forse un ministero del welfare (…) Il terzo settore è coinvolto con l’appalto al massimo ribasso invece bisogna fare quello che ha previsto la Costituzione, la co-progettazione e la co-programmazione ma ci vogliono leggi che regolano come si fa”.
Intervento del Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà a Oggi Economia, programma di Rai Radio 1 (al minuto 4’20”) il 20 febbraio: “L’attuale spesa del welfare non basta più a rispondere ai bisogni dei cittadini, impossibilitati ad accedere ai servizi fondamentali. Stiamo perdendo l’universalità del welfare (…) Non si parte dai bisogni della gente ma dall’offerta non coordinata e disomogenea dello stato e dei comuni (…) Bisogna valorizzare il terzo settore che è un fattore fondamentale per affrontare i bisogni, senza il terzo settore non si riesce ad avere servizi di qualità”.
