Pubblichiamo una sintesi dell’articolo della dottoressa Maria Beatrice Benedetto (Dirigente scolastico presso il CPIA Reggio Sud di Reggio Emilia) di cui diamo anche la possibilità di scaricare il pdf integrale su questa stessa pagina, pubblicato su European Rights, rivista dell’Osservatorio per il rispetto dei diritti fondamentali in Europa.
Nel Rapporto sul futuro della competitività europea di Mario Draghi, presentato lo scorso settembre e di nuovo al Consiglio europeo informale del 20 e 21 ottobre 2024, una parte di primo piano è riservata ai sistemi d’istruzione.
Pe Draghi le fondamenta sulle quali abbiamo edificato il nostro modello economico, sociale e politico stanno vacillando. Se non invertiamo rapidamente la tendenza, non potremo godere ancora a lungo del benessere che abbiamo fin ora conosciuto e non potremo preservare equità e inclusione sociale.
TRE SFIDE PER LA CRESCITA - Per cambiare scenario la strada obbligata secondo Draghi è fare più affidamento sulla produttività per sostenere la crescita. E di crescita L'Europa avrà bisogno per affrontare le tre sfide ineludibili indicate dal Rapporto:
- innovazione e digitalizzazione
- riduzione dei costi energetici e decarbonizzazione
- aumento della sicurezza e riduzione delle dipendenze
Affrontare queste tre sfide implicherà che la quota di investimento in Europa dovrà aumentare di circa cinque punti percentuali sul PIL. Si tratta di una situazione senza precedenti: per fare un confronto gli investimenti aggiuntivi forniti dal Piano Marshall ammontavano annualmente a circa 1-2% del PIL.
Basta quest'ultimo dato per chiarire il perché ad avviso di Draghi l’Europa sia davanti ad una sfida esistenziale. L’assunto di questo intervento è che le scuole italiane devono e possono dare il loro contributo per vincere questa sfida esistenziale.
CARENZA DI COMPETENZE - Quasi il 60% delle imprese dell'Unione europea ritiene che la mancanza di competenze sia un ostacolo importante agli investimenti e una percentuale analoga segnala difficoltà nel reclutare specialisti dell'Information and Communications Technology. Più in generale, le aziende europee si trovano ad affrontare significative carenze in fatto di competenze, il 54% delle aziende europee considera la carenza di competenze uno dei problemi più urgenti da risolvere.
CAUSE – Vengono individuati cinque cause fondamentali:
- il progressivo deterioramento delle prestazioni dei sistemi educativi
- la contrazione della popolazione attiva
- la formazione degli adulti limitata
- la bassa mobilità del lavoro
- le cattive condizioni di lavoro
COMPITI DA ASSOLVERE - Già solo riflettendo sul nesso tra carenza di competenze e diminuzione della popolazione s’individuano i compiti che le scuole devono assolvere. Compiti che potrebbero, con assoluta coerenza, costituire la struttura portante del documento del dirigente scolastico che esplicita gli indirizzi per le attività della scuola e le scelte di gestione e amministrazione. La sintesi di questi compiti può essere indicata nella necessità di non lasciare indietro nessuno, di non perdere nessuno, per dialogare con il nostro tempo.
Lo svolgimento può essere articolato in quattro punti:
- includere chi è in difficoltà
- promuovere le eccellenze
- promuovere le discipline STEM
- ridurre il divario di genere nelle discipline STEM
SKILLS INTELLIGENCE - Il Rapporto raccomanda che, in primo luogo, l'Ue e gli Stati membri potenzino l'impiego della skills intelligence, facendo un uso molto più intenso dei dati per comprendere prima e agire poi sulle carenze esistenti.
Il Piano sulla competitività è assai diretto nell’affermare che le competenze di base, linguistiche e matematiche, sono necessarie ma non sufficienti per far fronte a un ambiente socio-economico in rapida evoluzione. L’attuale sistema economico richiede una gamma di competenze molto più ampia rispetto al passato, tra cui il Rapporto indica:
- le competenze digitali
- le competenze verdi
- le competenze specialistiche
- le competenze trasversali
- le competenze manageriali
ALTRE PROPOSTE – Sempre seguendo le indicazioni del rapporto Draghi, si evidenziano tre suggerimenti
- la rielaborazione del curricolo d’istituto
- il coinvolgimento degli stakeholders
- l'intruoduzione della certificazione delle competenze
