Crisi della rappresentanza e aggregazioni sociali come incontro tra interesse individuale e collettivo. Gli interventi dei tre autori e di Giuliano Amato, Luca Antonini, Lorenza Violini, Nando Pagnoncelli, Anna Finocchiaro
È stato presentato al CNEL il libro “Comunità intermedie, occasione per la politica”, a cura di Tiziano Treu, Franco Bassanini e Giorgio Vittadini e edito da Il Mulino, in collaborazione con Fondazione Sussidiarietà e Astrid. Oltre ai curatori, hanno partecipato all’evento Giuliano Amato, autore dell’introduzione del volume, Luca Antonini, Anna Finocchiaro, Nando Pagnoncelli e Lorenza Violini. I lavori sono stati aperti dal presidente del CNEL Renato Brunetta, che ha contribuito alla stesura del libro con un suo saggio.
Brunetta: preoccupante crisi della rappresentanza politica e sociale
4’00” - “Il vero problema – ha dichiarato Renato Brunetta – è il collasso della rappresentanza politica, dalla bassa partecipazione al voto, al venir meno del ruolo dei partiti, alle difficoltà nella selezione delle classi dirigenti. Se a questa crisi si aggiunge anche quella dei corpi intermedi, allora abbiamo il collasso delle rappresentanze sia dirette che indirette. Qui al CNEL, la casa dei corpi intermedi, sappiamo bene quale sia il loro valore, nel governare le grandi transizioni, nel rivitalizzare la partecipazione dal basso. E non solo quelli rappresentati nel CNEL, ma anche realtà straordinarie come le fondazioni bancarie o le camere di commercio o i consorzi di bonifica. Ma sappiamo altrettanto bene quali siano le difficoltà legate ai processi di disintermediazione che hanno segnato gli ultimi anni. Ne emerge, quindi, un giudizio preoccupante, proprio per questa doppia crisi, della rappresentanza politica e di quella sociale”.
Bassanini: i partiti hanno perso capacità di essere agenti di partecipazione
12’50” - “È diffusa la consapevolezza – ha evidenziato Franco Bassanini – che la democrazia rappresentativa sia il migliore sistema di governo, ma al tempo stesso c’è anche molta sfiducia nella democrazia. È una divaricazione costante. E una delle principali ragioni sta nel fatto che i partiti hanno perso loro capacità di essere agenti di partecipazione. Ci chiediamo se la democrazia rappresentativa possa funzionare bene – ha proseguito – anche se i partiti non sono più strumenti di partecipazione democratica. Il punto che poniamo è in che misura è possibile recuperare un rapporto tra comunità intermedie e partiti, in modo da rivitalizzarli. Per far questo i partiti devono aprirsi, senza pretese di egemonizzazione e le comunità intermedie devono capire che il rapporto libero e paritario con i partiti politici può servire a meglio perseguire obiettivi e valori che sono costitutivi di ogni comunità intermedia”.
Vittadini: compito dei corpi intermedi è conciliare interesse individuale e collettivo
21’48” - “Il tema dei corpi intermedi e della politica – ha affermato Giorgio Vittadini – richiama al bisogno di un’autentica ripartenza antropologica, concependo l’umano come essere relazionale. Questo implica una rinnovata concezione delle relazioni sociali e del vivere politico. Il tema è quello dell’esperienza dell’altro come bene, non come ostacolo, per la propria realizzazione, nella politica come nei rapporti umani e sociali. Quello che bisogna ritornare a mettere a tema è la ‘passione per l’uomo’, che lo caratterizza nel profondo, assicurandone la fondamentale unità, anche nella molteplicità delle dimensioni e delle espressioni del suo esistere. Il primo compito dei corpi intermedi è di suscitare, secondo un pluralismo ideale e una diversità di accenti, questa passione più profonda per la vita, propria, altrui e per il bene comune. Si tratta del vero senso della sussidiarietà, che abilita una visione di bene comune in cui ogni soggetto può trovare il suo ruolo. I corpi intermedi hanno il compito fondamentale di conciliare interesse individuale e benessere collettivo. Le forze politiche devono tornare a innervarsi in queste realtà per evitare il loro progressivo distacco dalle persone e dalle realtà in cui vivono”.
Treu: crescita impressionante delle comunità intermedie
28’45” - “Il volume che presentiamo oggi – ha detto Tiziano Treu – è la seconda fase di una ricerca sul ruolo dei corpi intermedi, attori sociali che hanno saputo reagire alla crisi pandemica rivitalizzandosi. Ci siamo chiesti se i corpi intermedi potessero essere utili a contribuire a migliorare il legame tra politica e società civile. Abbiamo, dunque, fatto un vero e proprio inventario. Abbiamo scoperto che c’è una crescita impressionante delle comunità intermedie coinvolte in azioni di politica pubblica sui territori. Sono centinaia. Come le comunità energetiche. Le imprese di comunità, che fanno servizi di prossimità. Queste tipologie diverse di espressione della società civile organizzata non si occupano solo di welfare, ma anche attività economiche legate alla sostenibilità. Questo serve a migliorare la rappresentanza e al tempo stesso a migliorare le politiche pubbliche. È anche una base nuova della classe dirigente tradizionale. Sono poi legate alle istituzioni da una formula nuova che è la coprogettazione. Questo insieme di energie civiche sono un elemento che può rimettere in moto la partecipazione dei cittadini”.
Amato: non esiste democrazia senza partecipazione dei cittadini
36’42” - “Non esiste democrazia se non c’è partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche. Chi decide al vertice deve essere rappresentativo della collettività. La democrazia deve essere rappresentativa”. È quanto ha affermato Giuliano Amato, intervenendo alla presentazione del libro. “Ciò che tende a sfuggire – ha aggiunto – è che la partecipazione alla determinazione delle politiche nazionali non è data dal dire la propria individualmente a prescindere dagli altri, ma dal dialogo con gli altri. Ad essere essenziale non è la voce di ciascuno, ma il prodotto dell’insieme delle voci. I partiti erano strutturati per fare questo, con tutti i loro difetti. Ciò che abbiamo sostituito a quella partecipazione politica è una partecipazione privata. I social sono una sommatoria di opinioni private, vissute in solitudine, ignorando gli altri. Noi abbiamo bisogno che sia recuperata la partecipazione politica. Penso al mondo del terzo settore, che addestra ad occuparsi degli altri e all’interazione tra sé e gli altri. Attraverso le attività di interesse collettivo si crea un rapporto interattivo con i cittadini e si crea partecipazione politica. I costituzionali si adatteranno, la partecipazione non passa solo dai partiti ma passa anche attraverso la sussidiarietà”.
Antonini: la co-programmazione punto di sinergia tra corpi intermedi e politica
45’15” - Può resistere una democrazia radicalizzata guidata da partiti oligarchici? I partiti a partire dagli anni 70 e 80 sono diventati auto referenziali. Non solo i partiti hanno perso la dimensione comunitaria ma anche la società ha perso la dimensione comunitaria. Il singolarismo non ha la dignità dell’individualismo liberale, ma è tutto fondato sui social, persone senza legami in balia del potere. Ma esiste una straordinaria società solidale, 7 milioni di persone impegnate nel volontariato e nel terzo settore possono essere un antidoto al singolarismo e a una pubblica amministrazione burocratica impossibile da riformare. Questa società solidale può contaminare la politica, i corpi intermedi sono ciò che tengono in vita la democrazia come ha detto il cardinale Zuppi. La co-programmazione è un fatto nuovo dove può avvenire la contaminazione fra corpi intermedi e politica. Ma nonostante tanti segnali positivi è sconcertante quanto di temi cruciali sia assente nel Pnrr, ad esempio gli ospedali e le case di solidarietà che sono cattedrali nel deserto. Ancor più grave che il Terzo settore non sia stato coinvolto in questi aspetti così decisivi.
Violini: una legislazione sensibile all'apporto del terzo settore
54’08” - I temi evocati chiamano in causa tante questioni rimaste parzialmente fuori dal libro, ma si sono messi a fuoco elementi che aiutano a capire cosa fa e chi è il terzo settore. Se si fa un po’ di storia delle sentenze vediamo come nell’ordinamento sia cresciuta la consapevolezza di avere come partner i corpi intermedi, del volontariato o anche le fondazioni bancarie. La legislazione in quanto tale è stata sensibile a lasciarsi plasmare da queste realtà sociali. Da qui a dire come si possano innervare allo stesso modo le strutture della politica il passo è ancora lungo, ma prima o poi bisognerà che si capisca che se non c’è una realtà sociale, la politica diventa asfittica. Stiamo capendo come terzo settore e mercato non sono incompatibili e l’amministrazione pubblica può scegliere liberamente tra uno e l’altro, anche se la legislazione dice che se la pubblica amministrazione va sul mercato deve giustificarlo, sarebbe più ragionevole andasse sul terzo settore. C’è bisogno di un lavoro educativo che va fatto sul territorio. L’Italia è diversissima, se vediamo cosa è la sussidiarietà nel sud piuttosto che in Trentino c’è molta differenza. Bisogna fare insieme tenendo conto fino in fondo della persona e delle diversità. C’è una caduta dell’esperienza del volontariato e questo richiama in causa la questione educativa, ma ci sono realtà giovanili che vengono spronate a impegnarsi, bisogna cambiare la logica del buonismo e basta, bisogna dare la percezione che il volontariato è una esperienza di crescita globale della persona, quindi anche di passione politica.
Pagnoncelli: al cittadino non fa bene lisciargli il pelo
1 h 03’14” - È un dato di fatto conosciuto a tutti che in Italia sappiamo dare il meglio nelle situazioni di emergenza, abbiamo visto come durante la pandemia tutti avevano apprezzato il lavoro dei corpi intermedi. Leggendo qualche dato, vediamo come il 47% delle persone dichiara di non avere fiducia nelle istituzioni a fronte del 45% che dichiara di averla, prevale la fiducia nelle istituzioni di garanzia, abbiamo difficoltà a sentirci parte di una comunità, sono più le cose che ci dividono che quelle che riuniscono. Dobbiamo fare riferimento alle crisi che hanno investito il nostro paese ma il clima di oggi è anche figlio del cambiamento profondo antropologico che ha toccato gli ultimi tre decenni. Primo: lo scisma fra l’io e noi, il voto è guidato da istanze individuali, c’è una enorme volatilità: trionfo del PD guidato da Renzi che poi crolla, trionfa il M5S che poi dimezza i voti perché trionfa la lega di Salvini e poi si conferma il primato di Fratelli d’Italia. Tutte queste svolte succedono perché il voto è guidato dall’illusione che il leader nuovo possa cambiare la società. È in corso una frammentazione identitaria, mancanza di una visione unica del sé, la multi appartenenza, le ambivalenze di cui non siamo spesso consapevoli. Di fronte a questo quadro la maggioranza dei cittadini mette in dubbio la democrazia, ma non perché vuole l’uomo forte, ma perché rivendicano di avere più spazio loro. I corpi intermedi devono essere consapevoli che svolgono un ruolo politico, c’è bisogno di uno scatto di orgoglio della politica. L’Italia di oggi è uno di quei paesi in cui la politica ha seguito l’anti politica, inseguendo l’opinione pubblica. Il cittadino deve essere conscio delle sue responsabilità, basta continuare a lisciargli il pelo. La scuola, la formazione, i media hanno responsabilità nel ridare consapevolezza che il cittadino è elemento fondamentale.
Finocchiaro: attenzione a dove matura la decisione politica
1 h, 12’55” - Non condivido quanto detto da Vittadini sulla diversa antropologia che c’è fra terzo settore e politica, quanto meno la politica di una volta. Penso a quella che era la militanza nei grandi partiti in cui si stava perché si riceveva forza dalla comunità politica a cui si apparteneva, ci si impegnava gratuitamente pensando di farlo per il bene comune. È questo un elemento al quale dobbiamo guardare con chiarezza. L’elemento nuovo oggi perché la gente non partecipa, è legato al tema della decisione, la decisione politica oggi non è più soltanto la decisione che matura nelle aule parlamentari, il sistema della decisione è influenzato dalla partecipazione nelle competenze tecniche quello che è avvenuto durante la pandemia che contribuiscono alla decisione politica; l’appartenenza a organismi sovra nazionali. Il legame tra partecipazione individuale e la rilevanza ai fini della decisione politica che coinvolge tutti è un tema su cui riflettere di più. Dalla ricerca sulle pratiche di comunità abbiamo visto come sono ormai diffuse sul territorio, sono autonome rispetto alle organizzazioni tradizionali del volontariato e dei partiti, nascono in chiave civica, hanno un elemento determinante, “il dominio gentile della comunità” come le definisco io, la passione di questa partecipazione è che si co-decide, si co-programma in una relazione nuova con l’amministrazione. I partiti politici hanno una enorme responsabilità e anche il terzo settore: sono lo strumento al quale stringere connessione per arrivare a mostrare una politica capace di co-programmare e co-decidere condividendo le responsabilità e modificano il modo con cui il pubblico riesce a connettersi.
2024 |
A cura di Franco Bassanini, Tiziano Treu, Giorgio Vttadini
Un'analisi della crisi della politica in Italia. La ricerca delle possibili e necessarie relazioni con le formazioni sociali per attivare il senso del bene comune e una nuova partecipazione democratica
SAGGIO | Come cambia la partecipazione degli italiani alla vita pubblica
2021 |
A cura di Franco Bassanini, Tiziano Treu e Giorgio Vittadini
La ricerca, alla quale hanno lavorato alcuni dei più autorevoli esperti italiani, propone una mappatura inedita delle varie aggregazioni sociali per capirne l’identità, il ruolo, le ragioni della crisi e le prospettive di ripresa