Il ruolo del non profit cresce in Italia, anche durante la pandemia. Un universo che conta 375.000 istituzioni tra associazioni, fondazioni e cooperative sociali, in aumento del 25% rispetto a 10 anni fa. Gli italiani che partecipano ad attività associative sono 10,5 milioni, vale a dire 1 su 5 tra chi ha più di 14 anni. Il valore della produzione è stimato in 80 miliardi di euro e sfiora il 5% del Prodotto interno lordo. Gli addetti sono 900.000 (70% donne), ai quali si aggiungono 4 milioni di volontari.
E’ quanto emerge da una ricerca condotta da CNEL, Fondazione Astrid e Fondazione per la Sussidiarietà, in occasione della presentazione del volume “Una società di persone? I corpi intermedi nella democrazia di oggi e di domani”, in programma venerdì 28 maggio 2021 (ore 10.30).
All’incontro, che sarà trasmesso in diretta online sul sito e sul canale Youtube del CNEL, interverranno gli autori Tiziano Treu, presidente CNEL; Franco Bassanini, presidente Fondazione Astrid; Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, con Silvana Sciarra, giudice della Corte Costituzionale; Giuliano Amato, giudice della Corte Costituzionale; Maurizio Lupi, presidente Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà. Seguirà la discussione con Carola Carazzone, Segretaria generale Assifero; Maria Carmela Colaiacovo, Consigliera CNEL e Vicepresidente Confindustria Alberghi e Federturismo di Confindustria; Paola Vacchina, Consigliera CNEL e Presidente di Forma e Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL. Conclusioni di Elena Bonetti, Ministra per le pari opportunità e la famiglia.
La ricerca conferma che la Penisola è uno dei Paesi con più “vitalità sussidiaria” in Europa, con un’associazione ogni 160 abitanti. Circa l’85% delle istituzioni del terzo settore è rappresentato da associazioni, il restante 15% sono cooperative sociali, fondazioni, sindacati o enti. Due terzi delle istituzioni non profit (65%) operano in cultura, sport e ricreazione; seguono l’assistenza sociale e la protezione civile (9%), le relazioni sindacali e imprenditoriali (6%), la religione (5%), l’istruzione e ricerca (40%) e la sanità (4%).
Per informazioni:
Attilio De Pascalis, ufficio stampa Fondazione per la Sussidiarietà
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