Quadrimestrale di cultura civile

Coltivare il futuro della Sicilia dall’interno

  • APR 2026
  • Costantino Laurenti

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L’isola presenta criticità strutturali evidenti: elevati livelli di disoccupazione, spopolamento, digital divide, fragilità del tessuto sociale, una crescente instabilità ambientale e idrogeologica. Nonostante tali evidenze, questi territori esprimono risorse fondamentali: capitale umano, patrimonio culturale e naturale, saperi locali. Come si caratterizza l’impegno di AVSI nelle aree interne siciliane? Racconto dell’esperienza nel territorio del Calatino dove il lavoro «non si è limitato all’attuazione di singoli progetti, ma ha puntato a rafforzare processi territoriali, relazioni e capacità locali». Perché l’associazione «non considera le aree interne spazi marginali da assistere, ma luoghi strategici in cui investire per costruire resilienza e innovazione. Tuttavia, come l’esperienza dimostra, nessuna strategia può produrre cambiamento se non intercetta soggetti capaci di mettersi in gioco e di costruire reti di soggetti radicate nei territori».

Lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e la mancanza di servizi essenziali rappresentano oggi una delle sfide più rilevanti per il futuro dell’Italia e dell’Europa. Questi fenomeni colpiscono con particolare intensità le cosiddette Aree Interne, territori distanti dai principali poli di istruzione, sanità e mobilità, spesso esclusi dai principali flussi di sviluppo. Il Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027 (PSNAI) e la Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) delineano con chiarezza i processi di marginalizzazione in atto in queste aree e indicano un quadro di riferimento per interventi mirati, capaci di rispondere alle specificità di ciascun territorio, rafforzando competitività e resilienza territoriale. Al centro vi sono il benessere delle persone, la crescita economica e sociale e la valorizzazione delle risorse locali, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, partenariato e governance multilivello, con interventi che puntino sullo sviluppo sostenibile, con una particolare attenzione sulle transizioni ecologica e digitale.

In Sicilia queste indicazioni si confrontano con criticità strutturali evidenti in ben cinque Aree Interne indentificate: elevati livelli di disoccupazione, spopolamento, digital divide, fragilità del tessuto sociale e una crescente instabilità ambientale e idrogeologica. Eppure, proprio in questi territori fragili si concentrano risorse decisive, che comprendono capitale umano, patrimonio culturale e naturale, saperi locali.

È a partire da questa consapevolezza che si inserisce l’esperienza di AVSI nelle Aree Interne della Sicilia, e in particolare in quella del Calatino, con un lavoro che non si è limitato all’attuazione di singoli progetti, ma ha puntato a rafforzare processi territoriali, relazioni e capacità locali. AVSI considera le Aree Interne non come spazi marginali da assistere, ma come luoghi strategici in cui investire per costruire resilienza e innovazione. Tuttavia, come l’esperienza dimostra, nessuna strategia può produrre cambiamento se non intercetta soggetti capaci di mettersi in gioco e di costruire reti di soggetti radicate nei territori.

Situata nella Sicilia sud-orientale, l’area interna del Calatino comprende quindici comuni, con Caltagirone come capofila, e si estende su circa 947 km². È un territorio ricco di biodiversità, paesaggi agricoli, patrimonio culturale e tradizioni ancora vive. Allo stesso tempo, il dato demografico racconta una storia complessa: da oltre 100.000 abitanti del secondo dopoguerra si è passati a poco più di 70.000 residenti. La perdita di giovani e di forza lavoro incide sempre più profondamente sulle dinamiche economiche e sociali locali, ed è proprio qui che AVSI ha scelto di operare con un approccio di lungo periodo, orientato al rafforzamento di processi territoriali, relazioni e capacità locali.

Lo sviluppo come processo

Il cuore della metodologia di AVSI punta al rilancio di questi territori, non attraverso modelli astratti o interventi standardizzati, bensì tramite progetti concreti e valorizzando soggetti, competenze ed esperienze presenti nei territori in cui opera. Con “soggetti” si intendono persone, associazioni, enti del Terzo Settore, imprese e istituzioni locali che scelgono di essere protagonisti e collaborare allo sviluppo e all’implementazione delle attività progettuali. AVSI opera come facilitatore di ecosistemi territoriali, promuovendo una collaborazione autentica tra pubblico e privato. Attraverso percorsi di co-programmazione e co-progettazione, mette in dialogo bisogni e risorse, valorizzando patrimoni materiali e immateriali locali.

Nel Calatino, questo approccio si traduce in un forte investimento sul patrimonio umano locale, attraverso un team operativo presente sul territorio che offre un supporto tecnico e operativo al Comune di Caltagirone, e al contempo inserito nella rete internazionale di AVSI e nelle sue progettualità. Molti dei professionisti coinvolti hanno lasciato la Sicilia per formarsi o lavorare altrove e hanno scelto di tornare, non per nostalgia ma perché hanno individuato spazi concreti di impegno e cambiamento. Questo fenomeno rappresenta un indicatore chiave, in quanto associato alla presenza di contesti credibili, reti solide e reali possibilità di contribuire allo sviluppo locale. Il rilancio delle Aree Interne passa dunque non solo da incentivi economici o interventi infrastrutturali, ma dalla costruzione di processi capaci di attrarre, trattenere e valorizzare le persone nel lungo periodo.

Politéia: economia verde inclusiva, energia sostenibile e gestione dei rifiuti

Tra il 2022 e il 2024, il progetto Politéia - Economia Verde Inclusiva per la comunità, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ha rappresentato un passaggio chiave per l’Area Interna del Calatino, coinvolgendo i quindici comuni del territorio.

AVSI ha coordinato un percorso di attivazione territoriale dal basso, con laboratori partecipativi e processi di co-programmazione e co-progettazione, mobilitando enti del Terzo Settore, attori economici, scuole e istituzioni locali con l’obiettivo di intercettare i bisogni reali della comunità, valorizzare competenze e risorse già presenti e costruire progettualità integrate e coerenti con la Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI).

Il lavoro ha prodotto un documento di analisi partecipata sull’Area Interna del Calatino, integrando bisogni, sfide e patrimoni esistenti e individuando possibili percorsi di sviluppo. Da questo è nato un portafoglio di progetti che la comunità locale porta avanti tramite collaborazione tra enti, associazioni e imprese locali, come i ceramisti di Caltagirone, valorizzando storiche tradizioni produttive. Le attività avviate con le scuole del territorio su temi ambientali e civici hanno rappresentato il primo passo verso il loro coinvolgimento in ulteriori iniziative locali e nella promozione di una cittadinanza consapevole.

Dal lavoro partecipato sono emerse tre direttrici strategiche condivise: ambiente e biodiversità, economia sociale e lavoro, rigenerazione urbana e coesione sociale. L’esperienza di Politéia ha permesso di generare progettualità capaci di dialogare con programmi nazionali ed europei. Molti dei progetti avviati sono oggi coordinati e animati da giovani professionisti che hanno scelto di rientrare nel proprio territorio, investendo competenze acquisite altrove nei luoghi della propria infanzia, contribuendo così a costruire una prospettiva di sviluppo duratura e radicata.

Politeìa, progetto-calentino (foto Avsi)

Da Politeìa ad altri progetti: MedMaquis e LIGHT

Una progettualità di rilievo, maturata a seguito dell’esperienza di Politèia, è MedMaquis - Un ponte tra Italia e Malta per preservare la ricchezza e la stabilità della macchia mediterranea, finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A Italia-Malta. Avviato nel maggio 2025 e della durata di trenta mesi, il progetto nasce da un articolato percorso di analisi, confronto e progettazione condivisa. MedMaquis realizza azioni concrete in Sicilia e a Malta, tra cui attività di sensibilizzazione, formazione e laboratori educativi che coinvolgono scuole, comunità locali e mondo della ricerca, prevedendo anche scambi di esperienze tra scuole siciliane e maltesi. Le attività includono la produzione di materiali e percorsi educativi sulla tutela e la conoscenza della macchia mediterranea, con l’obiettivo di sviluppare modelli didattici integrabili nei programmi scolastici. Il cuore delle azioni pilota in Sicilia si concentra nel Bosco di Santo Pietro, nel territorio di Caltagirone e dell’area del Calatino. Le azioni pilota mirano a recuperare e incrementare la biodiversità della macchia mediterranea attraverso strategie di contenimento delle specie aliene invasive e di prevenzione degli incendi, supportate da rilevamenti tramite droni e dallo scambio di conoscenze tra i partner dei due territori. Queste attività rafforzano i processi di conservazione e tutela ambientale condivisa, valorizzano competenze ed esperienze locali e creano opportunità concrete per giovani e professionisti, incentivandone la permanenza o il ritorno nel territorio.

Nel solco dell’esperienza di Politéia, AVSI ha promosso inoltre il progetto Light - Learning Initiatives for Green and High-Tech, avviato nel 2025 e attivo fino al 2028 grazie al sostegno della Villum Fonden [fondazione danese che sostiene la ricerca e la formazione in ambito tecnico e scientifico, nonché progetti ambientali, sociali e culturali, sia in Danimarca che a livello internazionale. È stata fondata dall’ingegnere civile Villum Kann Rasmussen, inventore della finestra Velux, ndr].

Il progetto opera nell’area del Calatino e nella città metropolitana di Catania, con l’obiettivo di rafforzare la motivazione degli studenti e contrastare fenomeni di dispersione e abbandono scolastico. LIGHT lavora in stretta collaborazione con scuole, centri di formazione professionale per integrare competenze ambientali e digitali nei percorsi formativi, valorizzando le risorse già presenti sul territorio e accompagnando insegnanti e studenti coinvolti in un percorso di crescita formativa e professionale condivisa, orientato all’evoluzione del mondo del lavoro. In un contesto segnato da fragilità sociali e disuguaglianze educative, il progetto mira a trasformare gli istituti scolastici e di formazione in veri e propri presìdi di sviluppo territoriale, capaci di generare opportunità concrete quali l’acquisizione di competenze spendibili, l’orientamento professionale e il collegamento con realtà produttive e progettuali locali.

Prospettive di sviluppo

L’esperienza maturata da AVSI attraverso il progetto Politéia, consolidata dai progetti MedMaquis e Light, consente di approfondire in modo progressivo e concreto le dinamiche di sviluppo delle Aree Interne. Spesso il dibattito su questi territori si riduce alla contrapposizione tra declino e rinascita; tuttavia, esiste una terza via fondamentale: quella del “Conservare-Preservare-Educare”. Sulla base di questi concetti, la riattivazione delle Aree Interne richiede processi strutturati che non possono avvenire dall’oggi al domani. Si tratta di percorsi di medio-lungo periodo di cui non dobbiamo sorprenderci né avere timore. Al contrario, è proprio questa dimensione temporale che consente un ascolto autentico dei contesti locali, indispensabile per trasformare fragilità storiche in opportunità di sviluppo. Le aree interne custodiscono una ricchezza straordinaria, dove biodiversità, ecosistemi, cultura, tradizioni e paesaggi si intrecciano con la memoria dei saperi antichi, diventando veri e propri “polmoni” del territorio e custodi della storia delle comunità locali. In questa visione, la tutela dell’ambiente e dell’identità delle comunità si fondono, rendendo il connubio tra persona e territorio il vero motore del cambiamento. Per tradurre questa visione in azioni concrete, una possibile strategia di sviluppo può essere articolata in tre direttrici interconnesse:

·      Il capitale naturale come leva strategica: in queste aree il fattore ambientale è preponderante e la protezione della biodiversità supera la semplice conservazione per diventare uno strumento di sviluppo attivo. Rafforzare il capitale naturale permette di accompagnare il territorio in una fase “fertile”, in cui possono fiorire e maturare progettualità capaci di generare opportunità economiche sostenibili e attirare nuovi investimenti.

·      La comunità come “custode” del patrimonio: Per preservare il territorio e ridurre rischi critici – come incendi e dissesto idrogeologico – è prioritario investire negli abitanti e nelle associazioni locali. Essi non sono semplici residenti, ma i veri custodi del patrimonio ambientale.

·      Educazione ed ecologia come radici del futuro: Il rilancio del territorio parte dall’educazione, rendendo fondamentale il coinvolgimento delle scuole primarie e secondarie. Attraverso un percorso che guidi insegnanti e studenti alla scoperta e alla conoscenza del proprio contesto, è possibile riconoscere il valore del patrimonio culturale, ambientale e sociale. Questo processo permette di recuperare quella “dimensione ecologica umana” necessaria per rinsaldare il legame tra le nuove generazioni e le proprie radici, garantendo uno sviluppo coerente e di lungo periodo

Conclusioni: verso un modello di sviluppo resiliente per le Aree Interne

L’esperienza di AVSI in Sicilia conferma che lo sviluppo delle Aree Interne trae forza da una pianificazione intesa come processo relazionale, capace di mettere in contatto i diversi attori locali per favorire sinergie e co-progettazione fin dalle fasi iniziali. Questo approccio permette non solo di attivare interventi strategici di conservazione e preservazione, ma anche di costruire una visione di lungo periodo indispensabile per attrarre finanziamenti e trasformare le risorse territoriali in un motore di sviluppo sostenibile e crescita resiliente. I risultati più duraturi nascono dall’ascolto autentico dei contesti e da una lettura condivisa del patrimonio materiale e immateriale, dove la co-progettazione, sostenuta da solide capacità organizzative, diventa un reale strumento di empowerment per le comunità. Nonostante le sfide poste dalla frammentazione sociale, la tutela del capitale naturale si afferma come una leva strategica che trae la sua forza dal connubio indissolubile tra persona e ambiente. Rilanciare questi territori significa investire sulla “persona-soggetto” e sostenere quel protagonismo di abitanti, associazioni e scuole che, come custodi di memoria, saperi e identità, rendono possibile il recupero di una dimensione ecologica umana. Il futuro del Calatino e delle altre Aree Interne non è segnato dallo spopolamento, ma dalla capacità collettiva di trasformare le fragilità in opportunità, costruendo territori vivi, resilienti e aperti al dialogo con il mondo, senza mai perdere le proprie radici.

Costantino Laureanti è Capo Progetto AVSI in Italia. Dopo esperienze professionali e di ricerca a livello regionale, nazionale e internazionale, rientra a Caltagirone nell’aprile 2025 grazie agli obiettivi di sviluppo delle Aree Interne promossi da AVSI in Sicilia, coordinando le iniziative LIGHT e MedMaquis con AVSI capofila.