Quadrimestrale di cultura civile

M-Pesa: una rivoluzione finanziaria che parte dal basso

di Lois Eva Adhiambo Adongo / Giornalista di Nairobi, esperta in Digital Finance

Nel 2007-2008 mentre l’economia globale stava lottando con la peggiore crisi finanziaria dopo quella del 1929, il Kenya si è trovato al centro di una rivoluzione della tecnologia finanziaria senza precedenti, cha ha aiutato milioni di kenyani a combattere la povertà e a partecipare al processo di crescita economica. Questa rivoluzione si chiama M-Pesa, money-transfer service via cellulare. Si tratta di una tecnologia di pagamento basata su un semplice SMS che permette ai kenyani poveri di mandare e ricevere denaro istantaneamente pur attraverso distanze enormi.
Il termine M-Pesa viene dalla parola “Pesa” che in swahili significa “denaro contante” e da “M” che è l’abbreviazione di “mobile”. È fornito dal più grande operatore di telefonia mobile del Kenya, Safaricom, e dà la possibilità agli utenti di inviare e ricevere e-money (denaro elettronico) usando dei semplici cellulari senza bisogno di un conto bancario.
Il funzionamento è molto semplice. Il denaro viene trasferito da un telefono all’altro attraverso una tecnologia basata su un semplice SMS, e può quindi essere incassato tramite una rete di agenti M-Pesa, che agiscono come bancomat nelle città e nelle aree più remote del Paese: dai più poveri slum di Nairobi alle aree più periferiche.

Un successo immediato
Avviato nel 2007, in meno di un anno ha superato il milione di clienti. Oggi ci sono oltre di 16 milioni di utenti, che trasferiscono enormi quantità di denaro ogni giorno e rendono dinamica l’economia. Secondo alcune stime, l’ammontare annuale dei trasferimenti di M-Pesa è circa il 50% del prodotto interno lordo keniano, e ci sono 40 volte più agenti M-Pesa che Bancomat.
In un contesto dove milioni di keniani erano esclusi dal settore finanziario, Safaricom con M-Pesa ha sviluppato una tecnologia a servizio dei poveri, spostando il focus del settore finanziario dalle ristrette elites della capitale Nairobi, alle masse di kenioti che sono impiegati nel “settore informale” (la parte dell’economia che non è regolamentata da norme legali o contrattuali).
Come qualunque persona della classe media europea, i microimprenditori e i lavoratori informali in Kenya hanno bisogno di meccanismi semplici, veloci e sicuri per trasferire il denaro.
Dal momento che i guadagni non sono regolari e sono per lo più informali, M-Pesa garantisce una soluzione più flessibile e meno costosa rispetto alle banche tradizionali.

Come funziona M-Pesa
Il processo di transazione di M-Pesa comincia quando un utente si rivolge a un operatore M-Pesa per ricaricare la propria card e ottenere un codice che viene inviato al numero di telefono Safaricom cui si desidera trasferire il denaro. Il proprietario di quest’ultimo numero telefonico si reca a sua volta da un agente M-Pesa che gli consegna i contanti.
Dal momento che l’agente funziona sia come deposito contanti che come prelievo, egli deve sempre mantenere un equilibrio tra l’ammontare di e-money (per facilitare il deposito del cliente) e l’ammontare di denaro fisico (per facilitare il prelievo del cliente).
Nel caso in cui gli agenti abbiano troppo denaro virtuale, essi lo ritrasferiscono a Safaricom che accredita sul loro conto un equivalente in denaro fisico. Lo scambio è reale. Quando rimangono senza e-money, essi semplicemente depositano del denaro fisico sul conto Safaricom e ricevono un equivalente in e-money.

L’inizio
M-Pesa è stato lanciato ufficialmente nel marzo 2007, ma il progetto era iniziato ben due anni prima.
Dal momento in cui i cellulari si sono diffusi e continuava la migrazione dalla campagna verso la città, i keniani si sono messi alla ricerca di vie più efficienti per mandare a casa il denaro. Spedire il denaro usando gli autisti dei pullman era molto rischioso, costoso e richiedeva tempi molto lunghi. Servivano giorni o settimane a chi stava a Nairobi per mandare il denaro alle famiglie che erano rimaste nei villaggi.
Essi pertanto cominciarono a sperimentare i trasferimenti airtime come proxy (intermediario) per il denaro.
L’airtime permette di fare trasferimenti direttamente alle famiglie che possono scambiarli con il denaro contante, oppure trasferirli a un rivenditore airtime che può consegnare il denaro, meno una cifra convenuta.
A loro insaputa, qualcuno stava osservando… notando che molti kenyani stavano usando airtime come forma di trasferimento del denaro, un gruppo di ricercatori del DFID (UK’s Department for International Development) si sono messi in contatto con l’MNO (Mobile Network Operation) di Vodafone UK e con Nick Hughes, allora capo del Global Payments di Vodafone. Grazie a un investimento del FDCF (Financial Deepening Challenge Fund) di DFID, un progetto pilota è partito nel 2005. Il progetto pilota era basato sul design e sul test di una piattaforma che avrebbe permesso ai clienti di ricevere e restituire micro prestiti usando il proprio o l’altrui cellulare. Questo progetto è stato realizzato in partnership con Safaricom, Faulu Kenya, un istituto di micro finanza locale (MFI) e con la Commercial Bank of Africa, una banca locale.
Circa due mesi dopo l’inizio del progetto, il programma di M-Pesa è stato allargato fino a permettere l’acquisto di airtime prepagati usando l’e-money di M-Pesa. All’inizio, per alcune settimane, è stato applicato uno sconto del 5% su ogni airtime acquistato tramite M-Pesa.
In breve tempo gli utenti sono andati oltre e hanno cominciato a comprare airtime con M-Pesa e a mandarli ai propri cari nelle zone rurali del Kenya come sistema informale di trasferimento.
Osservazioni e analisi delle statistiche di utilizzo da parte dei consumatori nella successiva fase pilota sono stati ovviamente indicatori del fatto che i consumatori stavano usando M-Pesa più per la gestione finanziaria personale e del proprio lavoro piuttosto che come ricevuta di accredito o rimborso di un prestito per i quali la piattaforma era stata originalmente disegnata. Quindi il progetto pilota del microcredito è terminato ufficialmente il 1 marzo 2006.

Dal progetto pilota alla bilancia
Nei primi tempi si è deciso che il consumatore destinatario sarebbe stato il keniano senza banca.
Gli smartphone erano e sono ancora rari in Kenya. M-Pesa, quindi, ha disegnato una piattaforma semplice basata su una SIM che funziona sulla gran parte dei cellulari. Safaricom ha assicurato che la piattaforma sarebbe stata facile da usare e disponibile sia in inglese che in swahili, la lingua nazionale. È stato anche creato un servizio clienti dedicato.
Dal momento che l’idea dell’M-Pesa e del trasferimento di denaro tramite il cellulare era una novità in Kenya, non c’era alcuna vera regolamentazione. Comunque, dopo una verifica del prodotto, l’ente di controllo ha dato il permesso di procedere e Safaricom ha potuto lanciarlo.
La proposta iniziale era molto semplice e coincisa: send money home (mandare i soldi a casa). La piattaforma M-Pesa è stata lanciata con tre funzioni principali: versare e prelevare tramite un agente M-Pesa; trasferimento P2P (da persona a persona) e l’acquisto di airtime prepagate.
Proprio perché il Kenya è caratterizzato da ingenti spostamenti dalla campagna alla città, spesso i parenti vengono lasciati a casa e la necessità di mandare loro i soldi è molto diffusa. Questo era ovviamente un bisogno da soddisfare e ha funzionato. Solo nel primo mese M-Pesa ha avuto 20.000 nuovi clienti.
Safaricom ha creato una rete di agenti presente in tutto il Kenya che comprendeva rivenditori airtime e ogni altro punto vendita che era disposto a offrire un punto di versamento e di prelievo ai clienti, in cambio di una commissione. Col tempo sono stati inclusi anche gli spazi delle banche, le farmacie, le stazioni di servizio e anche gli uffici postali.
Oggi M-Pesa ha più di 16 milioni di utenti registrati in Kenya (circa il 70% dell’intera popolazione adulta del Paese). Tuttavia nel tempo si è evoluto e oggi fornisce una quantità di servizi tra cui una piattaforma di risparmio, servizi di prestito, pagamento di bollette, trasferimenti di denaro, pagamento di tasse scolastiche e così via.
Il governo del Kenya sfrutta anch’esso M-Pesa e ha iniziato a usarlo per vari servizi, ad esempio per la gestione dei social payments ai segmenti più poveri della popolazione, per vendere bond governativi tramite M-Akiba, il primo bond governativo mondiale che si basa sulla telefonia mobile. M-Akiba permette ai kenyani di fare affari e investire in obbligazioni a lungo termine anche cifre molto piccole, fino a 30 USD.
Le istituzioni finanziarie in Kenya hanno anch’esse integrato i loro sistemi con la piattaforma M-Pesa e la usano per aumentare i depositi dei clienti e per ampliarne la rete.
Nell’arco di pochi anni milioni di kenyani con un basso reddito, che erano esclusi dal sistema finanziario hanno potuto ricevere pagamenti in pochi minuti e a un costo molto basso. L’impatto è stato sia sociale che economico, con l’aumento dei trasferimenti di denaro verso le comunità più emarginate e con la possibilità di un più agile aiuto finanziario in caso di necessità. M-Pesa ha fornito un semplice ma efficiente metodo che facilita il flusso di denaro tra le persone nel Paese.

Come M-Pesa si diffonde fuori dal Kenya
Negli anni l’avventura commerciale di M-Pesa si è dimostrata un successo e come tale Vodafone ha valutato l’opportunità di esportarlo in altri mercati – Tanzania (aprile 2008), Repubblica democratica del Congo (novembre 2012), Mozambico (marzo 2013), India (aprile 2013), Egitto (giugno2013), Lesotho (luglio 2013), Romania (marzo 2014), Albania (maggio 2015) e Ghana (agosto 2015).
In totale M-Pesa ha circa 30 milioni di clienti attivi (dei quali circa 16 milioni soltanto in Kenya) e 287.400 agenti. In alcuni Paesi è stato faticoso il tentativo di esportare il successo di M-Pesa, a causa di vari ostacoli come per esempio l’incapacità di dare il giusto valore alla proposta, superando gli ostacoli normativi.
M-Pesa è stato un immediato successo in Kenya perché era andato a riempire un vuoto che i servizi finanziari tradizionali avevano trascurato, e ha offerto un mezzo sicuro, pratico e conveniente. Le attuali strutture sociali inoltre hanno favorito i trasferimenti di soldi da persona a persona (con l’utilizzo degli autisti dei bus che percorrono le strade interne del Paese, o i parenti).
I requisiti di KYC (Know Your Customer – conosci il tuo cliente) erano decisamente ridotti al minimo.
Quindi, negli altri mercati con un ente di controllo più restrittivo e dove ci sono alternative che già funzionano bene, le probabilità di successo sono molto esigue. Per esempio in India per avere accesso ai propri fondi bisogna avere un KYC massimo (equivalente a quello di una banca tradizionale).

Una corsa in continua evoluzione
Dopo 10 anni di vita, nel marzo 2017, si può dire che M-Pesa abbia avuto un impatto positivo sulla vita dei kenyani sia dal punto di vista sociale che da quello economico. Uno studio compiuto nel 2016 dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) The long-run poverty and gender impacts of mobile money, stima che dall’inizio la valuta virtuale ha avuto un ruolo fondamentale nel far uscire circa il 2% dei kenyani dalla povertà estrema.
Attraverso la sua piattaforma essenziale, M-Pesa ha aumentato l’inclusione finanziaria introducendo chi prima non aveva una banca nel sistema finanziario e offrendo transazioni convenienti, a basso costo. M-Pesa ha anche aiutato l’introduzione di soluzioni innovative nel sistema sanitario e nell’agricoltura.
Essa ha anche ampliato le possibilità di linee di credito per i keniani con valori aggiunti come i servizi bancari di MShwari e le KCB-M-Pesa.
Dal momento che M-Pesa è connesso con il Credit Reference Bureau del Paese, esso riporta le attività creditizie dei suoi utenti – comprese quelle di chi era precedentemente “credit invisible” (senza solvibilità) – e li fa partecipare al sistema dei consumatori.
Nel complesso, il percorso di M-Pesa è stata una corsa lunga e complessa – sia per gli utenti che per il provider. Ed è stata una corsa fruttuosa, in continua evoluzione. Oggi la piattaforma M-Pesa ha moltissime funzionalità in più ed è molto più solida. È stata aggiornata più volte negli anni, e può fare quasi tutto quello che un conto bancario tradizionale permette di fare.

ENGLISH TEXT
In 2007-2008, while the global economy was battling with the worst financial crisis since 1929, Kenya become at the centre of a financial technology revolution that has no precedent in history, helping millions of Kenyans to fight poverty and be included in the process of economic growth. This revolution is called M-Pesa, a simple SMS-based payment technology which allowed poor Kenyans to send and receive money instantaneously across long geographic distances.
The word M-Pesa was coined from “Pesa” which is the Kiswahili word for cash; and “M” which is the short form for mobile.  It is provided by Kenya’s largest mobile operator Safaricom, enabling users to send and receive electronic money (e-money) using basic mobile phones without the need for a bank account. The functioning is very simple. Money is transferred between phones through a simple SMS-based technology, and then can be cashed-in and cashed-out through a network of “M-Pesa agents”, who basically act as ATMs operating in urban centres and also in the most remote areas of Kenya: from the poorest slums in Nairobi, to the remote rural areas.

An immediate success
Launched in 2007, it reached over a million customers in less than a year. Today, there are over 16 million active users, transferring huge volumes of money every day and making the economy vibrant. According to some estimates, the annual M-Pesa transfers today amount to almost 50% of Kenyan GDP, and there are over 40 times as many M-Pesa agents as ATMs.
In a context where millions of Kenyans were excluded from the financial sector, Safaricom M-Pesa developed a technology that serviced the needs of the poor, shifting the focus of the financial sector from the small elites of the capital Nairobi, to the masses of Kenyans who are employed in the informal sector. Just like any middle-class person in Europe, microentrepreneurs and informal labour in Kenya need simple, fast and secure mechanisms to send and receive money. Since incomes are irregular and mostly informal, M-Pesa provided a more flexible and cheaper solution compared to the conventional banks.

How does M-Pesa work
The M-Pesa transaction process begins when an M-Pesa agent deposits physical cash to Safaricom’s partner bank account. Thereafter, Safaricom transfers an equivalent amount of electronic money (e-money) to the agent’s account - referred to as till - that sits on a phone account provided by Safaricom. This e-money is commonly referred to as float. This is what the agents distribute to M-Pesa customers through a cash deposit/cash in.
Since the agency functions as both a cash in/deposit and cash out/withdrawal point, the agent must always maintain an adequate balance between the e-money amount (to facilitate customer cash ins), and physical cash amount (to facilitate customer outs).
Whenever agents have excess e-money, they transfer back the excess to Safaricom and Safaricom credits their accounts with an equivalent amount of physical cash. The reverse is true. When they run short of e-money/float, they simply deposit physical cash to Safaricom bank accounts and get an equivalent of e-money/float.

The Beginning
While M-Pesa was officially launched in March 2007, the concept began at least two years earlier. As mobile phones became ubiquitous, and rural to urban migration persisted, Kenyans sought for more efficient ways of sending money back home. Sending the money through bus drivers was extremely risky, costly and time-consuming. It took days, or even weeks for migrants in the capital Nairobi to send money to their families in the remote villages. They therefore started experimenting with airtime transfers as proxy for money. This airtime would either be transferred directly to their families for resale in exchange for cash, or transferred to an airtime seller who’d then hand over the money, less an agreed amount.
Unbeknownst to them, someone was watching… Noticing that many Kenyans were using mobile airtime as a form of currency for remittances, a group of researchers funded by the UK’s Department for International Development (DFID) linked up with Mobile Network Operator (MNO) Vodafone UK, and talks began with Nick Hughes, the then Vodafone’s Head of Global Payments. Thanks to an investment of DFID’s Financial Deepening Challenge Fund (FDCF)  a first pilot began in  2005. The pilot project was based on the design and test of a platform that would allow a customer to receive and repay micro loans using his or her mobile phone. This was in partnership with Safaricom, with Faulu Kenya, a local microfinance institution (MFI), and with Commercial Bank of Africa - a local bank.
About two months into the pilot, the M-Pesa menu was expanded to enable purchase of prepaid airtime using M-Pesa e-money. This came with an introductory 5% discount on any airtime purchased by M-Pesa for a few weeks. Before long, users went a step further and started buying airtime via M-PESA and sending it to their loved ones in rural Kenya as proxy for informal remittance.
Observations and analytics from consumer usage statistics in the ensuing pilot period were obvious indicators that consumers were now using M-Pesa more for personal and business financial management than the standard credit receipts and loan repayments for which the platform had originally been designed for. Thus, the successful microcredit pilot officially wrapped up on the 1st of May 2006.

From Pilot to Scale
Early on, it was decided that the target consumer would be the unbanked Kenyan. Smartphones were and still are rare in Kenya. M-Pesa therefore designed a simple SIM-based platform that works in the most basic phones. Safaricom ensured that the platform would be easy to use and available both in both English and Kiswahili - the national language.  A dedicated M-PESA customer service was also created.
As the concept of M-PESA and mobile money were novel in Kenya there was no clear regulation in existence. However, following an audit of the product, the regulator gave a no - objection letter and Safaricom was ready to roll out.
The initial value proposition was very simple and short: send money home. The M-Pesa platform was rolled out with three core functionalities: cash in/cash out at an M-Pesa agent; person-to-person (P2P) money transfer; and buy prepaid airtime.
As Kenya is largely social in nature and characterized by massive rural-urban migration whereby often the extended family is left behind, the need to send money back home was very large. Thus, this was an obvious itch to scratch and it worked. Within the first month M-Pesa had its first 20,000 customers.
Safaricom identified and registered a network of agents across Kenya that included airtime resellers and any other retail outlet that was willing to offer a cash in and cash out point for its customers in exchange for a commission. With time, this was opened to include banking halls, pharmacies, petrol stations and even post offices.
Today, M-Pesa in Kenya has over 16 million registered users (about 70% of the entire Kenyan adult population). Over time though, M-Pesa has evolved and currently has a plethora of services including a savings platform, loan services, bill payment, international remittances, school fees payments, etc.
The Kenyan government have also embraced M-Pesa and started using it for a variety of services, from managing social payments to the poorest segments, to selling Government bonds with M-Akiba, the world’s first mobile based government bond. M-Akiba allows Kenyans to trade and invest in treasury bonds from as little as US$ 30.
Financial institutions in Kenya have also integrated their systems with the M-Pesa platform and use it to grow customer deposits and widen their consumer networks.
Within a few years, millions of low income Kenyans that were excluded from the financial system could receive payments within seconds and at small fees. The impact was both economic and social, with increased remittances towards the marginalised communities and easier financial help in case of need. M-Pesa has provided a simple yet efficient payments infrastructure to facilitate the flow of money across people in the country.

How M-Pesa spread outside Kenya
Over the years, M-Pesa’s commercial launch proved to be a success and like any business venture, Vodafone Group seized the opportunity to try it in other markets - Tanzania (April 2008), DRC (November 2012), Mozambique (March 2013), India (April 2013), Egypt (June 2013), Lesotho (July 2013), Romania (March 2014), Albania (May 2015), and Ghana (August 2015).
Globally, M-Pesa has approximately 30 million active customers (about 16 million of which are in Kenya alone) and 287,400 agents. However, in some countries it was an uphill task translating M-Pesa’s success due to various challenges including the inability to get the value proposition right, overcoming regulatory hurdles, among others.
M-Pesa became an instant hit in Kenya because it filled in a gap that mainstream financial service providers had overlooked - secure, convenient, and affordable local funds remittances. Prevailing social structures also favoured peer to peer money transfer (using bus drivers plying the upcountry routes, or relatives).
The Know Your Customer (KYC) requirements were also very minimal. Therefore, in other markets with a restrictive regulator in place, and where existing alternatives already function optimally, the odds of success are very slim. In India for instance, you need to have full KYC (equivalent to that of a mainstream bank) in order to access your funds.

Impact
Marking its 10th anniversary in March 2017, M-Pesa has positively impacted the lives of Kenyans both socially and economically. A 2016 study by the Massachusetts Institute of Technology, The long-run poverty and gender impacts of mobile money, estimates that since inception mobile money has played a catalytic role in lifting approximately 2% of Kenyans out of extreme poverty.
Through its core platform, M-Pesa has increased financial inclusion by bringing in the previously unbanked into the financial system and offering convenient-low cost remittances.  
M-Pesa has also enabled the introduction of innovative health and agricultural solutions.  
It has also expanded credit line opportunities for Kenyans through value adds such as the M-Shwari and KCB-M-Pesa credit functionalities. As the M-Pesa platform is linked to the Credit Reference Bureaus in the country, it reports the credit activities of its users - including that of those who were previously “credit invisible” (those without a credit score) - and includes it in the consumer’s credit score.
Overall, the M-Pesa journey has been a long-winded ride - both for the users and provider. And it has been a worthwhile ride. And it continues to evolve. Today, the M-Pesa platform had much more functionalities and is much more robust. It has undergone multiple upgrades over the years, and can pretty much do everything that a traditional bank account can do.
Check back for updates on M-Pesa and other innovative stories from Africa.

 

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