É il cuore dell’arte del banchiere. È l’essenza di una attività che può cambiare l’orizzonte di un’esistenza, dischiudere il futuro di un’impresa, orientare lo sviluppo di un territorio. Valutare il merito di credito resta il centro dell’imprenditorialità bancaria. Anche in un tempo di sofisticazione estrema dell’industria finanziaria e di una tendenza a concentrare l’attenzione sulla
La valutazione del capitale umano
Saper valutare chi merita, lo testimonia la storia economica, vuol dire contribuire a costruire capitali umani e sociali. Quella miscela preziosa formata da fiducia, coesione sociale, sussidiarietà è quanto di più efficace possa esserci per innescare e qualificare forme di sviluppo autogenerato, durevole, sostenibile. Particolarmente indispensabile in un modello di sviluppo improntato al
• fare finanza per lo sviluppo;
• svolgere un ruolo “anticiclico”, ovvero funzionare da “ammortizzatori” nel mercato, evitando o risolvendo i problemi legati all’accesso al credito dei micro e piccoli operatori;
• instaurare relazioni strette e stabili di clientela con il prenditore di fondi; La continuità della relazione consente di valutare meglio chi merita e permette di realizzare almeno altre tre cose:
a) migliorare il processo allocativo del credito, poiché di fatto si riducono i costi di acquisizione e gestione delle informazioni sul cliente;
b) favorire la selezione delle iniziative imprenditoriali e dei progetti più meritevoli;
c) minimizzare il rischio creditizio a vantaggio della stabilità della banca e a vantaggio dei risparmiatori che a quella banca hanno dato fiducia affidandole i propri denari.
Risposte all’economia locale
Il tema di fondo al quale occorre dare una risposta nuova è quello della relazione tra gli intermediari finanziari ed i piccoli operatori economici. In Italia le micro-imprese rappresentano il 95% del totale e occupano quasi il 50% della forza lavoro. Peraltro, l’Italia non è molto distante dall’Europa, nella quale - mediamente - poco più del 93% delle imprese è costituito da micro-imprese, il 6% da piccole imprese, cioè da 10 a 49 addetti, solo l’1% da medie ed appena lo 0,2% da grandi imprese. Oggi la sfida è quella di accompagnare nel modo giusto lo sviluppo del nostro sistema imprenditoriale. Le nostre imprese debbono crescere, si dice da più parti, soprattutto nella direzione del confronto internazionale, nell’evoluzione dei processi produttivi e distributivi, nell’organizzazione della filiera, nel marketing e nella comunicazione, nel ricambio generazionale e, primariamente, nella capacità di
“Basilea2” come crescita imprenditoriale
Il disegno prevede, infatti, che ciascun cliente venga allocato, sulla base dell’analisi di alcuni parametri e della definizione di un punteggio sintetico, in una delle nove classi di merito, ovvero nella decima, rappresentativa dello stato di default. Tuttavia, il rating così determinato, se non ritenuto congruo dall’analista della banca in relazione agli elementi di carattere soggettivo in suo possesso, può essere variato, in senso migliorativo o peggiorativo. L’aggiustamento, il cosiddetto notching, di entità predefinita, dovrà essere motivato in forma scritta e registrato. La nuova normativa di Basilea 2 costituisce un’opportunità per le imprese che hanno relazioni con le Bcc, facilita lo scambio di informazioni, migliora il rapporto di fiducia esistente; da notare che, sempre più frequentemente, le imprese clienti diventano anche socie delle Bcc. La prossimità e la capacità di conoscersi reciprocamente - quindi di valutarsi in profondità - non si limita all’iter di valutazione puntuale finalizzata alla concessione di credito, ma si estende anche alla promozione di percorsi formativi comuni, alla fornitura di strumenti e metodologie di autovalutazione e miglioramento del rating a favore degli operatori, all’offerta di consulenza per la progettazione di nuove iniziative imprenditoriali, alla concessione di crediti per l’innovazione, di prestiti d’onore su determinate iniziative o di finanziamenti con partecipazione al rischio d’impresa. La direttiva del Parlamento europeo offre un’altra opportunità alle banche cooperative organizzate in rete, riconoscendo i network cooperativi. Il sistema delle garanzie incrociate nell’ambito dei network cooperativi rappresenta oggi la più significativa risposta strategica elaborata dalle banche cooperative europee. Un sistema di garanzie incrociate agevola l’introduzione di forme innovative di “finanza di sistema” per le Bcc, indispensabili per continuare a crescere con ritmi sostenuti come quelli degli ultimi anni e senza assumere rischi di instabilità. Pensare per tempo, come stiamo tentando di fare in questi mesi, a come svolgere ancora meglio il lavoro di erogazione del credito al fine di valorizzare il merito di chi merita, significa tentare costantemente di innovare per restare fedeli ad un patrimonio identitario netto e impegnativo, quello derivante dalla dottrina sociale cristiana. Individuare metodologie che confermino l’efficacia del modello sussidiario - basato sull’autonomia delle singole Bcc e sull’integrazione multidimensionale del sistema a rete - liberando risorse da investire nel territorio e acquistando capitali sui mercati internazionali a migliori condizioni, presentandosi come un sistema unitario di banche affidabili. Oggi l’arte del banchiere è tutt’altro che avvilita dalla complessità; anzi, proprio la complessità richiede una consapevolezza e un orgoglio professionale più alti. Per analizzare il merito del credito e decidere chi merita fiducia il banchiere, e a maggior ragione il banchiere mutualistico, è chiamato a organizzare conoscenze e competenze complesse. Piccole banche nelle dimensioni, ma banche grandi nella funzione di aiutare a esprimere quanto di buono può sbocciare dalle pieghe di un piano di sviluppo o di un progetto d’impresa redatto dall’imprenditore capace di meritare fiducia. I banchieri cooperativi mutualistici, espressione di una forma ineguagliabile di finanza, si impegnano a confermarsi dunque non solo mediatori di denaro, ma anche di informazioni e relazioni. Quindi ascoltatori di chi ha qualcosa di meritevole da proporre al territorio sotto forma di impresa.