Oltre 1,4 milioni di svedesi sono giovani fra i 13 e i 25 anni. Le politiche nazionali sulla gioventù sono multisettoriali: comprendono tutti i provvedimenti e le misure che influiscono sulle condizioni dei giovani, in molti contesti diversi: l’occupazione, gli alloggi, l’istruzione, la sanità, il tempo libero e l’accesso alla vita pubblica. Dal gennaio 2011, il ministero dell’Istruzione e della Ricerca coordina le politiche giovanili del governo, nei settori dell’associazionismo e della cooperazione internazionale, in sinergia con una agenzia governativa, il Consiglio Nazionale per gli Affari Giovanili, un attore importante nell’implementazione delle politiche per la gioventù. Il governo svedese partecipa inoltre alla cooperazione internazionale sulle politiche per i giovani nell’ambito dell’Unione Europea, le Nazioni Unite, il Consiglio d’Europa, il Consiglio nordico dei ministri, il Consiglio Euro-Artico di Barents e il Consiglio degli Stati del Mar Baltico. La cooperazione europea nell’ambito delle politiche giovanili punta soprattutto a promuovere la partecipazione dei giovani alla vita democratica dell’Europa nell’ambito dei negoziati sul futuro del programma europeo «Young and Active in Europe» dopo il 2013. Le politiche giovanili del governo mirano in particolare ad assicurare a tutti i giovani un accesso effettivo al welfare e alla vita pubblica. Per conseguire questi obiettivi, l’attività del ministero svedese dell’Istruzione e della Ricerca si incentra in particolare su cinque aree tematiche: istruzione e apprendimento; occupazione e fonti di reddito; salute e vulnerabilità; influenza e rappresentazione; cultura e tempo libero. Offrire ai giovani la possibilità di istruirsi ed entrare nella forza lavoro è cruciale per la loro vita futura. Il monitoraggio della situazione dei giovani, condotto da organismi quali il Consiglio nazionale svedese per le politiche giovanili, ha evidenziato che alcune categorie di giovani hanno bisogno di provvedimenti mirati per riuscire a completare il percorso di istruzione e trovare lavoro. Per esempio, molti genitori giovani non sono riusciti a finire gli studi, e quindi faticano maggiormente a trovare un’occupazione. A questi giovani occorre offrire un sostegno speciale affinché portino a termine la scuola dell’obbligo o la scuola secondaria. A tal fine si possono applicare soluzioni flessibili nelle scuole e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle esigenze dei giovani genitori. Nell’estate del 2011, il governo ha incaricato il Consiglio nazionale svedese per le politiche giovanili di avviare iniziative che aiutassero i giovani genitori a terminare la scuola dell’obbligo o la scuola secondaria. Il Consiglio ha il compito di calcolare la percentuale dei genitori sotto i vent’anni che non completano gli studi; e ha il compito di produrre e distribuire materiali di sostegno mirati principalmente alle autorità scolastiche, e di organizzare almeno un convegno nazionale su questo tema. Dovrà essere stilato un rapporto entro e non oltre il 29 febbraio 2012. Inoltre, le municipalità devono tenersi informate su come i giovani sotto i vent’anni passano il loro tempo, se non frequentano la scuola superiore. L’obiettivo è offrire a questi ragazzi programmi individuali efficaci. Per sostenere l’impegno delle municipalità, il Consiglio nazionale per le politiche giovanili ha l’incarico di sviluppare uno strumento per il follow-up delle iniziative locali rivolte ai giovani che non studiano e non lavorano. Lo strumento è inteso a coadiuvare la pianificazione e l’implementazione a livello locale di iniziative rivolte a questa fascia di popolazione. Per quanto riguarda la situazione dei giovani con disabilità: benché il ministero dell’Istruzione e della Ricerca disponga ancora di informazioni insufficienti, è tuttavia consapevole che questi soggetti ritengono di avere minori possibilità di influenzare la propria situazione, e che quindi rischiano più degli altri giovani di uscire dal mondo dell’istruzione e del lavoro. Nell’ambito dell’istruzione, uno degli imperativi più urgenti per il governo è consentire a tutti gli studenti di portare a termine la scuola dell’obbligo e le scuole superiori con la sufficienza in tutte le materie. Le scuole devono prendere una posizione chiara in favore dei diritti umani, dei valori democratici e delle pari opportunità. I giovani svedesi sono molto interessati all’istruzione superiore, e la percentuale di alunni che prosegue gli studi, rilevata tre anni dopo il diploma superiore, è del 40- 45 per cento. Ma questa transizione sta richiedendo più tempo del previsto, e il tasso di completamento degli studi superiori è troppo basso. Un ingresso precoce nel mercato del lavoro è un fattore positivo per l’individuo e per l’intera società: è quindi importante incoraggiare i giovani a iniziare presto gli studi superiori e a completarli velocemente. Accanto all’istruzione formale c’è quella informale, strutturata ma attuata al di fuori delle strutture ufficiali, e l’apprendimento informale, che fa parte della vita quotidiana: anche questi sono aspetti importanti della formazione permanente. Molte abilità e competenze, che possono rivelarsi cruciali per le scelte e le opportunità della vita futura, si sviluppano tramite i programmi di formazione degli adulti, le scuole popolari e i circoli di studio. Scambi con l’estero, attività di volontariato e progetti di lavoro internazionali sono altri strumenti importanti di istruzione e apprendimento informale per i giovani. Le misure principali adottate dal governo nel settore dell’istruzione sono la riforma della scuola secondaria e la nuova Legge sull’Istruzione, che copre l’intero arco di studi, dall’asilo infantile all’età adulta.Nell’autunno 2011 ha preso avvio l’implementazione del nuovo sistema, che comprende due nuovi diplomi: uno preparatorio all’istruzione superiore e uno orientato all’inserimento nel mondo del lavoro. In quest’ultimo si dedica più tempo alle materie specialistiche e professionali, per preparare al meglio gli alunni alla vita lavorativa. Anche i programmi propedeutici all’istruzione superiore sono in fase di revisione, per garantire una migliore preparazione al successivo percorso di studi. Verrà introdotto anche l’apprendistato durante la scuola secondaria, svolto in cooperazione con attori del mercato del lavoro. Nel periodo 2011-2014 il governo intende investire un totale di 794 milioni di corone per creare 30.000 posti di apprendistato nella scuola secondaria superiore. Nell’ambito della riforma della scuola secondaria, vengono resi più stringenti i requisiti per l’accesso, al fine di garantire agli studenti le condizioni migliori in cui portare a termine il percorso di istruzione. Tramite le politiche per l’istruzione e la gioventù, il ministero dell’Istruzione e della Ricerca si prefigge l’obiettivo di assicurare il coinvolgimento attivo dei giovani, un fattore di importanza cruciale nella lotta per i diritti umani, la democrazia e l’unità del continente.
Svezia: garantire un accesso alla vita pubblica
di Nyamko Sabuni / Ministro per le Pari opportunità, viceministro dell’Istruzione del governo svedese
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