Il numero invernale di Atlantide esce nel mezzo di una crisi che sta ridisegnando il volto di intere nazioni in Europa e nel mondo, e che sta costringendo milioni di persone a cambiare anche radicalmente i propri modi di vivere. Tanto è evidente che la crisi è un dato, quanto è altrettanto chiaro che non ci sarà una ricetta magica per uscirne. L’Italia è stretta in questa morsa, e anche dopo il varo di un nuovo governo tecnico-politico tante questioni di fondo restano. Atlantide lancia una provocazione al mondo culturale, economico e politico, a partire da un tema per troppo tempo trascurato e tuttora irrisolto: i giovani. Non avere compreso che attraverso di essi si costruisce una società è la grande miopia di questa epoca. L’Italia è un Paese per giovani? Vale a dire: il nostro Paese ha qualche chance di uscire dalla crisi senza puntare su politiche di aiuto e sostegno ai giovani, alla loro educazione e al loro inserimento lavorativo? E sarà possibile salvare le pensioni degli adulti senza introdurre i giovani nel mondo del lavoro? Tanti indicatori sembrano spingere verso una risposta negativa: scuola e università, lavoro, welfare, sistema previdenziale, è come se tutto remasse contro. Ma è qui che possiamo verificare l’edu cazione data in questi decenni, spesso ridotta alla comunicazione dell’ansia utilitaristica dei padri. Per questo è urgente che l’Italia riguadagni il proprio futuro, evitando l’esplodere di una crisi generazionale che già avanza e alla quale pochi sembrano prestare le dovute attenzioni. Al recente Meeting di Rimini, il Presidente Napolitano ha detto: «Si impone un’autentica svolta: per rilanciare una crescita di tutto il Paese […] contano anche gli stati soggettivi e gli aspetti qualitativi della condizione umana. È a tutto ciò che bisogna pensare quando ci si chiede se le giovani generazioni, quelle già presenti sulla scena della vita e quelle future, potranno […] aspirare a progredire rispetto alle generazioni dei padri come è accaduto nel passato. La risposta è che esse possono aspirare e devono tendere a progredire nella loro complessiva condizione umana. Ecco qualcosa per cui avrebbe senso che si riaccendesse il motore del “desiderio”». Napolitano ha concluso rivolgendosi ai giovani: «Non fatevi condizionare da quel che si è sedimentato in meno di due decenni. Portate, nel tempo dell’incertezza, il vostro anelito di certezza». Ora, a dispetto delle statistiche e dei sondaggi, l’Italia è disseminata di giovani che non sono rassegnati e nei quali si è riacceso «il motore del desiderio». Atlantide vuole offrire un contributo di riflessione alla svolta auspicata dal Presidente della Repubblica. Da questo punto di vista, il mondo politico−istituzionale deve rispondere a una domanda fondamentale: un giovane che desidera una vita piena, in termini di riuscita umana e professionale, che speranze può avere per il 2012? Atlantide mette a confronto la situazione italiana con quella di altri Paesi impegnati in politiche attive per i giovani, come suggerimento per vivere la crisi come una grande opportunità per tutti.
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