A causa della sua posizione geografica, molto vicina all’Europa, negli ultimi anni il Marocco ha subito una considerevole pressione migratoria da parte di chi tenta di immigrare clandestinamente verso l’Europa. L’aumento di questo fenomeno a livello regionale, da un lato, e il rafforzamento del controllo sulle frontiere europee, dall’altro, hanno fatto sì che il Regno del Marocco si sia trasformato da Paese di emigrazione a Paese di immigrazione. Consapevole della criticità e della complessità della problematica migratoria, il Marocco ha sempre adottato un approccio globale ed equilibrato alla questione, prestando attenzione a tutti gli aspetti di tipo giuridico, istituzionale, socioeconomico, operativo e mediatico. Sul piano legislativo e istituzionale, nel 2003 le autorità marocchine hanno adottato una legge «sull’ingresso e il soggiorno di stranieri in Marocco, sull’emigrazione e l’immigrazione irregolare», volta a penalizzare il traffico di migranti, salvaguardando, al contempo, i diritti degli stranieri. Questo arsenale giuridico è stato, inoltre, rinforzato dalla creazione, in seno al ministero degli Interni, della Direzione per le problematiche migratorie e la sorveglianza delle frontiere e dell’Osservatorio delle migrazioni. L’obiettivo è quello di razionalizzare le metodologie operative, affinare gli strumenti di analisi, ottimizzare l’uso delle unità operative di sorveglianza delle frontiere e riunire tutte le parti in causa attorno a una riflessione multidisciplinare sulla questione migratoria. Le autorità marocchine, d’altro canto, danno grande importanza alla dimensione mediatica e, in particolare, alla sensibilizzazione sui pericoli dell’immigrazione clandestina e sui rischi relativi al suo sfruttamento da parte delle reti internazionali di trafficanti. Chiaramente, l’asse principale e prioritario della politica marocchina è quello dello sviluppo sostenibile e durevole per intervenire sulle cause strutturali del fenomeno e far restare i potenziali candidati all’emigrazione nelle regioni di provenienza. In questo quadro, l’Iniziativa nazionale per lo sviluppo umano, promossa nel maggio 2005, rappresenta un programma importante per l’avanzamento socioeconomico di tutte le regioni più svantaggiate del Marocco. A livello operativo, le azioni intraprese incessantemente dalle autorità marocchine sulle rotte aeree, terrestri e marittime, mirano a reprimere a monte i tentativi di migrazione clandestina. Grazie a questo notevole sforzo si sono già potuti registrare risultati incoraggianti. Secondo le autorità spagnole, infatti, nel 2006 il numero degli immigrati clandestini provenienti dal Marocco ha fatto registrare una diminuzione di circa il 60% rispetto all’anno precedente. Va segnalato che nel 2005 sono state smantellate più di 480 organizzazioni specializzate nell’immigrazione clandestina e sono stati fatti fallire quasi 30.000 tentativi, 8.000 dei quali riguardanti clandestini marocchini e 22.000 cittadini di Paesi magrebini, dell’Africa sub-sahariana o asiatici. La cooperazione a livello internazionale Consapevole dell’importanza della cooperazione a livello internazionale per combattere l’immigrazione clandestina, nelle relazioni con i suoi interlocutori il Marocco ha adottato una politica pragmatica basata sui principi della responsabilità condivisa e della solidarietà. Su un piano bilaterale, le relazioni di cooperazione avviate con l’Unione Europea, la Spagna e alcuni Paesi di emigrazione, come la Nigeria e il Senegal, rappresentano esempi concreti di partenariato Nord-Sud e Sud-Sud. Nel quadro dell’Accordo di associazione Marocco-UE, dal 2001 il Marocco e l’Unione Europea hanno dato vita al gruppo di lavoro Affari sociali e migrazione, allo scopo di approfondire la questione migratoria sotto ogni aspetto e di rafforzare la cooperazione tra le parti. Questa struttura ha permesso lo sviluppo di un sincero e costruttivo dialogo fino ad arrivare alla convergenza delle posizioni delle due parti con l’adozione, da parte dell’Unione Europea, di un “approccio globale”. Le due parti inoltre stanno per concludere un accordo di riammissione, il primo stipulato tra l’UE e un Paese della sponda meridionale del Mediterraneo. In questo quadro, il Marocco insiste per arrivare a un accordo equilibrato che rispetti i diritti dei migranti dal punto di vista legale e preveda delle condizioni umane di ritorno degli interessati. Un simile accordo potrebbe contribuire positivamente alla risoluzione della problematica migratoria. La cooperazione con la Spagna, in particolare attraverso la creazione di pattuglie miste e lo scambio dei funzionari di collegamento, viene attualmente citata come modello di partenariato Nord-Sud in materia. Il successo di questa cooperazione bilaterale ha avuto come conseguenza lo spostamento verso sud e verso est delle traiettorie di migrazione: recentemente sono stati rilevati nuovi percorsi migratori (Senegal, Mauritania, Capo Verde, Algeria). La cooperazione con la Nigeria e il Senegal ha permesso il rimpatrio di vari immigrati irregolari provenienti dai due Paesi. Questi rimpatri, basati su una scelta volontaria di rientro, si sono svolti in coordinamento con le autorità dei suddetti Paesi e nel totale rispetto dei diritti dell’uomo e della dignità delle persone. Dal 2005 sono state avviate anche importanti iniziative di cooperazione con diversi Paesi africani. Il Marocco ha potuto, quindi, rimpatriare oltre 7.000 immigrati africani in posizione irregolare, avvalendosi di programmi di rientro volontario e della collaborazione delle autorità dei Paesi interessati. Alcune operazioni di rientro volontario sono state condotte in cooperazione con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), che intrattiene ottime relazioni con il Marocco sul piano delle problematiche migratorie. A livello subregionale e regionale, il Marocco è molto attivo in vari forum, in particolare il Dialogo “5+5”, l’Euromed e l’Ocse. Il nostro Paese fa appello al rafforzamento della cooperazione tra gli stati d’origine, transito e destinazione, nonché all’importanza della responsabilità regionale di tutti gli stati coinvolti. Sempre con lo stesso spirito, il Marocco continua a sottolineare l’opportunità di intervenire sulle cause reali dell’immigrazione clandestina (povertà, disoccupazione, etc.), attuando progetti di sviluppo socioeconomico capaci di generare crescita e impiego per le popolazioni delle zone ad alto rischio di emigrazione. Questa cooperazione dovrà avere come obiettivo una gestione efficace dei flussi migratori sud-nord, nell’interesse reciproco di tutte le parti in causa. Una gestione efficace dei flussi migratori legali potrà contribuire a combattere l’immigrazione clandestina, e a valorizzare gli aspetti positivi della migrazione. La Conferenza euro-africana sulla migrazione e lo sviluppo Con questo spirito, il Marocco ha ospitato, il 10 e l’11 luglio 2006 a Rabat, la Conferenza ministeriale euro-africana sulla migrazione e lo sviluppo, che punta a instaurare un dialogo costruttivo sulla problematica migratoria tra i Paesi di origine, transito e destinazione della rotta di emigrazione dell’Africa occidentale. I principali obiettivi della Conferenza sono: - l’identificazione di orientamenti strategici per una cooperazione effettiva tra tutti gli stati e le organizzazioni interessate, allo scopo di garantire una gestione efficace dei flussi migratori; - il rafforzamento delle politiche in materia di sviluppo in relazione alle problematiche migratorie, con l’adozione di una linea innovativa e cooperativa; - l’elaborazione di un Piano d’intervento concreto e l’identificazione degli strumenti necessari per la sua attuazione; - la creazione di un meccanismo di controllo per verificare l’effettiva realizzazione delle iniziative stabilite. Questa linea di condotta pragmatica mira a dare una risposta globale e regionale alla problematica migratoria, sulla base di una cooperazione responsabile e solidale tra Europa e Africa. In questo senso, la Conferenza ha toccato vari aspetti della questione, in particolare il problema dello sviluppo dei Paesi d’origine, la cooperazione per la lotta contro la migrazione illegale e il traffico di migranti, il miglioramento delle vie legali per la migrazione e l’attuazione di una politica attiva di integrazione e di lotta contro l’esclusione, la xenofobia e il razzismo nelle società accoglienti. I ministri rappresentanti i sessanta Paesi partecipanti alla Conferenza hanno adottato la Dichiarazione e il piano d’intervento di Rabat. Attualmente sono ancora in corso discussioni relative all’attuazione delle conclusioni e delle raccomandazioni della Conferenza. Su un piano multilaterale, il Marocco ha dimostrato un interesse particolare per il Dialogo di alto livello su migrazioni internazionali e sviluppo promosso dall’Onu nel settembre del 2006. Una delegazione ministeriale marocchina ha preso parte ai lavori, portando un contributo determinante alla discussione e all’elaborazione dei documenti dell’incontro. Nel quadro dell’attuazione delle raccomandazioni del Dialogo di alto livello dell’Onu, il Regno del Marocco si sta impegnando attivamente in preparazione del primo Forum consultivo mondiale, organizzato dal Belgio per il prossimo mese di luglio, partecipando alle varie riunioni preparatorie del gruppo “Amici del Forum”.
La problematica migratoria vista dal Marocco
di Menouar Alem / Ambasciatore del Regno del Marocco presso le Comunità Europee
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