Quadrimestrale di cultura civile

L’importanza del dialogo interculturale

di Hans-Gert Pottering / Presidente del Parlamento europeo

Il dialogo tra le culture è il modo per garantire che i nostri valori e quelli di altre culture interagiscano in maniera costruttiva e positiva per la costruzione di un futuro comune. Nella mia vita politica e anche privata, ho dedicato molto tempo ed energie alla visita dei Paesi limitrofi, per cercare di migliorare le percezioni comuni e identificare gli ambiti in cui può essere promossa e sviluppata la collaborazione, in particolare tra il mondo musulmano e quello occidentale. Ora, in qualità di presidente del Parlamento europeo, uno dei miei desideri più cari è la costruzione di un ponte culturale e intellettuale sul Mediterraneo, le cui fondamenta consistano in un’intesa reciproca e in valori condivisi, perché sono convinto che la coesistenza pacifica tra le culture e le religioni sia di importanza vitale per il nostro futuro. Tutte le culture sono ricche e diverse, proprio come lo è quella europea. È pericoloso e semplicistico considerare le nostre culture come entità fondamentalmente opposte. L’idea di un confronto è molto fuorviante. Non serve, né dovrebbe esserci, alcuno “scontro di civiltà”: oltre a essere sbagliato, sarebbe disastroso per tutti. Quale che sia l’interesse dei media nell’amplificare divisioni e ostilità, noi dobbiamo e vogliamo costruire collaborazione, cooperazione e amicizia. È questa la strada da percorrere. Assistiamo però a uno scontro, spesso basato sulla semplice incomprensione, che penso possa essere superata tramite il dialogo e lo scambio di idee. La parola “dialogo” proviene dall’antico greco. Uno dei suoi significati è quello di una conversazione tra due o più persone, composta da dichiarazioni e controdichiarazioni. Un significato leggermente diverso deriva dalle stesse radici greche dia (attraverso) e logos (parola, senso, significato). Il dialogo è quindi un “flusso di significato”, uno scambio di idee, un processo di comunicazione reciproca tra partner. Attraverso un dialogo costante e regolare di questo tipo, possiamo e riusciremo a conoscerci meglio, a migliorare la nostra comune intesa, a rispettare le reciproche diversità e infine a collaborare in maniera forte e affidabile. Negli ultimi anni, la situazione internazionale della sicurezza ha reso più urgente che mai la necessità d’instaurare un dialogo, sottolineando anzi il bisogno di uno più profondo tra le grandi culture e i grandi Paesi del nostro tempo. Il dialogo rappresenta il modo per comprenderci meglio, per rispettarci reciprocamente, per vivere e lavorare assieme: questo contribuirà in maniera importante a risolvere alcuni dei temi internazionali più spinosi con cui dobbiamo confrontarci, come la minaccia del terrorismo. Da quando ho assunto la carica di presidente a gennaio, ho incontrato leader e rappresentanti, sia spirituali che temporali, appartenenti a diverse culture e tradizioni. Ho insistito affinché ognuna delle mie visite ufficiali prevedesse l’incontro con persone appartenenti a diversi tessuti culturali e religiosi. Durante la mia visita ufficiale in Italia, lo scorso marzo, ho avuto una discussione che mi ha arricchito molto con più di cento immigrati della Comunità di sant’Egidio di Roma. Insieme abbiamo analizzato alcune delle difficoltà che gli immigrati incontrano riguardo alla comprensione delle differenze culturali e all’integrazione nella società ospitante. Lasciare dietro di sé la propria cultura e la propria comunità è una decisione molto ardua da prendere. Centinaia di migliaia di cittadini provenienti da altri Paesi hanno scelto di stabilirsi in Paesi europei, i cui abitanti hanno la responsabilità di aiutare gli immigrati a integrarsi nella loro nuova comunità e nel loro nuovo Paese. Ognuno deve assumersi seriamente e personalmente questa responsabilità, ma occorre ricordare che abbiamo anche delle responsabilità nei confronti degli altri membri delle comunità in cui viviamo. È necessario trovare approcci comuni al fenomeno dell’immigrazione, poiché è qualcosa che ha implicazioni in tutta l’Unione Europea. È inaccettabile che così tante persone per dano la vita nel Mediterraneo cercando di approdare sulle coste dell’UE. Queste persone sono spesso in fuga da zone di guerra o da grandi difficoltà economiche e questi sono problemi che debbono essere affrontati dai loro vicini europei. L’Europa è qualcosa di più di un’idea, di un mercato o di una valuta, è una questione di cuore. L’Unione Europea è, fondamentalmente, una comunità di valori, nella quale ritengo che la dignità di ciascun individuo sia fondamentale. Il 2008 sarà l’anno del Dialogo interculturale. Questo può rappresentare uno strumento molto importante per migliorare le relazioni tra le culture e le religioni, per promuovere il contatto diretto e per consentire nuove esperienze personali come fondamento di una maggiore intesa reciproca. Il dialogo interculturale deve essere onesto, aperto e tollerante. Tollerare le credenze altrui non significa abbandonare le proprie o cercare di forgiare amalgami artificiali. Né significa usare un atteggiamento lassista nei confronti dei valori, una sorta di relativismo morale. L’Europa si fonda su una serie di valori fondamentali non negoziabili, tra cui la libertà di associazione ed espressione, e soprattutto, il rispetto per i diritti umani individuali. In quest’ottica, la libertà personale e l’accettazione reciproca della diversità sono fondamentali. Come liberi individui, attingiamo alla forza che deriva dalla diversità, ma restiamo radicati nel luogo in cui ci sentiamo a casa. La nostra libertà comporta sia il rispetto della nostra identità - le nostre lingue e le nostre tradizioni - sia il rispetto per gli altri e per la diversità. Soltanto vivendo assieme come pari possiamo liberarci della ristrettezza di vedute che talvolta ci porta a considerarci estranei gli uni agli altri. Sono profondamente convinto che i Paesi e i popoli diano prova della loro grandezza dal modo in cui proteggono le loro minoranze. Se prendiamo sul serio il concetto di dignità, ogni individuo, indipendentemente dal suo grado di diversità nei confronti della maggioranza, ha diritto al rispetto. La dignità umana e la tolleranza reciproca sono fondamentali per un dialogo aperto e schietto tra amici.