Sicurezza energetica e cambiamenti climatici La sicurezza energetica e il cambiamento climatico sono due grandi sfide del nostro tempo, che gli Stati Uniti prendono assai sul serio. La risposta che darà il mondo aiuterà a modellare il futuro dell’economia globale e le condizioni ambientali per le generazioni future. Le nazioni qui presenti hanno speciali responsabilità: noi infatti rappresentiamo le principali economie del mondo, siamo i più importanti consumatori di energia e abbiamo le risorse e le conoscenze necessarie per sviluppare tecnologie per un’energia pulita. Il nostro principio guida è chiaro: dobbiamo condurre il mondo a produrre minori emissioni di gas serra, e dobbiamo farlo con modalità che non mettano a repentaglio lo sviluppo economico, e non impediscano alle nazioni di far crescere la prosperità dei propri cittadini. Sappiamo che questo può essere fatto. Durante lo scorso anno, la nostra economia è cresciuta pur riducendo le emissioni di gas serra, e lo stesso è avvenuto in diversi altri Paesi. In questo nuovo secolo, il fabbisogno di energia non potrà che aumentare. L’incremento verrà in gran parte dai Paesi in via di sviluppo, che richiederanno più energia per le infrastrutture di base e per sviluppare le loro economie, migliorando così la vita delle loro popolazioni. Globalmente, ci si attende che la domanda di energia aumenti di più del 50% entro il 2030. Questa crescente domanda di energia è segno di un’esuberante economia globale, ma pone delle gravi sfide, delle quali una è, naturalmente, la sicurezza energetica. Gran parte dell’energia del mondo viene dal petrolio, e gran parte del petrolio viene da regioni instabili e da “stati canaglia”. Questa dipendenza lascia l’economia globale alla mercé di shock, scarsità, manipolazioni dei rifornimenti, e vulnerabile ai sabotaggi di estremisti e terroristi. Un’altra sfida è costituita dal cambiamento climatico. Secondo una relazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite, pubblicata nei primi mesi di quest’anno, le temperature globali stanno aumentando, e in gran parte ciò avviene a causa delle attività umane. Quando bruciamo combustibili fossili scarichiamo gas serra nell’atmosfera, e la concentrazione di tali gas è aumentata significativamente. Per molti anni, chi era preoccupato per i cambiamenti climatici e chi lo era per la sicurezza energetica si trovavano agli estremi opposti del dibattito. La scelta, si affermava, era fra proteggere l’ambiente o produrre abbastanza energia. Oggi sappiamo di più: queste sfide hanno una soluzione in comune, che è la tecnologia. Sviluppando nuove tecnologie a bassa emissione possiamo far fronte alla domanda crescente di energia e allo stesso tempo ridurre l’inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra. Di conseguenza, i nostri Paesi hanno l’opportunità di lasciarsi alle spalle i dibattiti del passato e raggiungere un consenso generale sulla strada per il futuro. Occorre unire le forze Nessun Paese, incluso il mio, è in grado di fornirsi da solo tutte le risposte. Il modo migliore per affrontare questo problema è quello di essere creativi e di imparare dalle esperienze altrui, unendo le forze per raggiungere gli obiettivi su cui concordiamo. Insieme, i nostri Paesi apriranno la strada per una nuova strategia internazionale sulle emissioni di gas serra. Prima dell’estate prossima convocheremo una riunione dei capi di stato per definire l’obiettivo e i termini di questa strategia, incluso un sistema forte e trasparente per la misurazione dei nostri progressi verso l’obbiettivo che ci siamo prefissati. Ciò richiederà lo sforzo comune di tutti i nostri Paesi. Soltanto facendo il lavoro necessario quest’anno sarà possibile raggiungere nel 2009 un consenso generale alle Nazioni Unite. Ogni nazione deciderà le proprie strategie per realizzare l’obiettivo di lungo termine, prendendo in considerazione le differenti risorse energetiche, le differenti fasi di sviluppo e i diversi bisogni economici di ogni Paese. Esistono molti strumenti politici per incentivare imprese e consumatori a investire in fonti di energia con bassi livelli di emissione, compresa una grande varietà di meccanismi di mercato. Ogni Paese deve decidere da sé la giusta combinazione di strumenti e tecnologie per raggiungere risultati misurabili ed efficaci per l’ambiente. Mentre le strategie possono essere differenziate, rimane comune la responsabilità di ridurre le emissioni di gas serra senza frenare la crescita delle nostre economie. Il cardine di questo sforzo sarà il sempre maggior impiego di tecnologie pulite per la produzione di energia. Da quando sono presidente, il governo degli Stati Uniti ha investito quasi 18 miliardi di dollari per la ricerca, lo sviluppo e la promozione di tecnologie pulite ed efficienti. Il settore privato del nostro Paese ha risposto con investimenti significativi, dalla ricerca e sviluppo nelle società al venture capital. Nuove tecnologie ed energia pulita L’epoca dell’energia pulita richiede che venga cambiato il modo in cui l’elettricità viene prodotta. Le centrali elettriche a carbone sono la causa principale delle emissioni di gas serra a livello mondiale. L’offerta di carbone è abbondante e sicura: dobbiamo approfittare di questa vantaggiosa opportunità, mantenendo al contempo il nostro impegno per l’ambiente. Una soluzione promettente è l’avanzata tecnologia a carbone pulito, che permetterà di catturare e immagazzinare le emissioni di carbonio e sostanze inquinanti prodotte bruciando il carbone. Dal 2001, gli Stati Uniti hanno investito più di 2,5 miliardi di dollari per ricerche sul carbone pulito e, insieme ad altri Paesi e al settore privato, siamo vicini a raggiungere un traguardo storico: produrre energia dal primo impianto a carbone al mondo con zero emissioni. Inoltre, dobbiamo approfittare dell’energia nucleare, sicura e pulita. Quella nucleare è, attualmente, la fonte di energia che può generare grandi quantità di elettricità senza causare inquinamento atmosferico o emissioni di gas serra. Senza i 439 impianti nucleari esistenti al mondo, ci sarebbero ogni anno quasi due miliardi di tonnellate di anidride carbonica in più nell’atmosfera. Estendendo l’uso di energia nucleare, possiamo perciò ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra. Stiamo lavorando per diminuire gli ostacoli che si oppongono alla costruzione di nuove centrali nucleari nel nostro Paese, salvaguardando al contempo la sicurezza. Proprio la scorsa settimana, una società ha richiesto l’autorizzazione per costruire un nuovo reattore nucleare, che sarà il primo a essere realizzato in America a partire dagli anni Settanta. Intanto che costruiamo nuovi reattori negli Stati Uniti, lavoriamo anche per portare ad altri Paesi i benefici dell’energia nucleare. La mia amministrazione ha dato vita a una nuova iniziativa denominata Global Nuclear Energy Partnership, che lavorerà insieme alle nazioni che hanno elaborato programmi avanzati di energia nucleare a scopo civile, quali Francia, Giappone, Cina e Russia. Insieme aiuteremo i Paesi in via di sviluppo a ottenere energia nucleare sicura e redditizia, immune da rischi di proliferazione, così da avere a disposizione una fonte affidabile di energia a zero emissioni. Dovremo anche aumentare l’uso di altre due promettenti fonti di energia senza emissioni, l’energia eolica e quella solare. L’energia eolica sta diventando economicamente conveniente in molte zone dell’America, e la sua produzione è aumentata più del 300%. Inoltre abbiamo lanciato la Solar America Initiative allo scopo di abbassare il costo dell’energia solare, per rendere questa tecnologia realmente competitiva. Considerate insieme, queste due tecnologie potrebbero potenzialmente coprire un giorno fino al 20% della produzione di elettricità in America. L’era dell’energia pulita richiede inoltre di cambiare il modo in cui alimentiamo le nostre automobili e gli altri mezzi di trasporto. Quasi tutti i nostri veicoli funzionano a benzina o a diesel, il che significa che produciamo emissioni di gas serra ogni volta che ci mettiamo al volante. I trasporti rappresentano circa il 20% delle emissioni annuali di gas serra del mondo; per ridurre queste dobbiamo diminuire la nostra dipendenza dal petrolio. Per questo l’America sta investendo milioni di dollari per sviluppare una nuova generazione di biocarburanti come l’etanolo cellulosico. Stiamo offrendo crediti fiscali per incoraggiare gli americani a guidare automobili ibride e siamo sulla strada per rispettare la nostra promessa di investire 1,2 miliardi di dollari nello sviluppo di veicoli a idrogeno. Per assicurare l’arrivo sul mercato di queste nuove tecnologie, abbiamo chiesto al Congresso di emanare nuovi regolamenti obbligatori sui carburanti, che prevedano l’utilizzo di carburanti rinnovabili e alternativi. Tali interventi dovrebbero aiutare a tagliare il consumo di benzina del 20% in 10 anni, motivo per cui ho denominato questa iniziativa “20 in 10”. Dobbiamo anche lavorare per rendere queste tecnologie maggiormente disponibili, particolarmente nei Paesi in via di sviluppo; per questa ragione propongo che ci si unisca per creare un nuovo fondo monetario internazionale per le tecnologie pulite, promuovendo contemporaneamente il libero scambio di tecnologie per l’energia. L’azione più immediata ed efficace che possiamo intraprendere è l’eliminazione delle barriere, tariffarie e non, su beni e servizi prodotti con energia pulita. Foreste, strumento contro i gas serra Mentre lavoriamo per trasformare il nostro modo di produrre energia, dobbiamo anche affrontare un altro fattore importante per il cambiamento climatico: il disboscamento. Le foreste, immagazzinando anidride carbonica, contribuiscono a ridurre la quantità di gas serra nell’atmosfera, ma se le foreste spariscono i livelli di concentrazione dei gas serra nell’atmosfera aumentano. Gli scienziati valutano che quasi il 20% di emissioni di gas serra sono attribuibili al disboscamento. Insieme ad altri Paesi stiamo promuovendo la conservazione e la gestione delle foreste in tutto il mondo, e finora la mia amministrazione ha concluso 12 accordi che riguardano 50 milioni di acri di foresta. Naturalmente abbiamo preso iniziative per difendere anche le nostre foreste, impegnando, al 2001, più di tre miliardi di dollari per ricostituirle e proteggerle da incendi catastrofici. Scelte fondamentali per i nostri figli Abbiamo già visto in passato cosa succede quando ci uniamo tutti per perseguire una causa comune, e possiamo farlo ancora. Gli Stati Uniti faranno la loro parte, perché prendiamo molto seriamente questo argomento. Lavorando insieme potremo attuare politiche sagge ed efficaci. Abbiamo identificato il problema, risolviamolo insieme. Per raggiungere l’obiettivo dovremo sostenere sforzi per decenni, questo problema non si risolve in un giorno. Tuttavia, in futuro i nostri figli guarderanno alle scelte che stiamo compiendo oggi, in questo momento decisivo: un momento in cui sceglieremo di aumentare la prosperità invece di accettare la stagnazione, di andare contro le emissioni di gas serra invece di permettere che il problema cresca, di respingere le previsioni catastrofiche per stabilire la rotta verso un futuro di speranza.
Discorso al Dipartimento di Stato del 28/09/2007, in occasione del vertice Major Economies Meeting on Energy Security and Climate Change.