Quadrimestrale di cultura civile

Editoriale. Da tanti, uno

di Redazione /

Il titolo di questo numero di Atlantide è uno dei motti nazionali degli Stati Uniti: E pluribus, unum (letteralmente, «Da tanti, uno»). Le tredici lettere latine simboleggiano le colonie che si proclamarono indipendenti il 4 luglio 1776 e da cui nacquero gli USA. Atlantide è dedicato al tema del rapporto tra pluralità e unità in ambito pubblico. L’occasione è offerta dalla scadenza elettorale, che nel marzo del 2010 chiamerà i cittadini italiani al voto per scegliere governatori e consiglieri di tredici regioni. Atlantide offre interventi per un giudizio critico e consapevole di che cosa è in gioco, in un contesto sempre più globalizzato e percorso da spinte particolaristiche. In primo piano, la presentazione delle possibilità offerte alle politiche regionali dal Trattato di Lisbona e una valutazione del “modello Lombardia” così come si è venuto delineando negli ultimi quindici anni. Come scrive uno dei massimi esperti mondiali di non profit, Lester Salamon, a riguardo della sussidiarietà orizzontale: «Nell’utilizzo che ne ha fatto la Regione Lombardia non vi è separazione (tra i ruoli sociali, ndr), bensì collaborazione, condivisione di responsabilità tra settore pubblico e non profit», come esempio di newgovernance, a dispetto di qualche editorialista italiano che in nome di uno statalismo onnivoro bolla tutto ciò come uno svuotamento dello Stato dall’interno. È possibile realizzare un’unità che non mortifichi le realtà etniche, religiose e culturali che concorrono alla formazione dello Stato, sia esso unitario o federale, e della stessa Unione europea? A tale proposito, Atlantide ospita contributi internazionali, primo fra tutti quello del neo presidente del Parlamento europeo, Jerzy Karol Buzek, che mettono sotto i riflettori natura e caratteristiche dello Stato e delle sue articolazioni: in particolare, è stata fissata l’attenzione su USA, Germania, Regno Unito e Spagna. Nel nostro Paese si è già cominciato a parlare delle celebrazioni del 2011 per i 150 anni dell’Unità d’Italia e Atlantide apre un dialogo sulla possibilità di pensare un’idea di nazione che valorizzi le realtà religiose, culturali e sociali che concorrono al bene e allo sviluppo del nostro popolo, quelle stesse che ne hanno fatto la storia. Data la rilevanza del tema per la convivenza civile, abbiamo raccolto alcuni contributi comparsi su ilsussidiario.net a riguardo della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sui crocifissi nelle aule scolastiche, che ha riproposto l’interrogativo circa la possibilità per la religione di mostrare la sua portata umana e culturale nello “spazio pubblico”. Anticipiamo, infine, un brano del Rapporto 2009 della Fondazione per la Sussidiarietà, dal titolo Sussidiarietà e… Pubblica Amministrazione Locale, che sarà pubblicato all’inizio del 2010.