Quadrimestrale di cultura civile

La vocazione italiana al cambiamento

di James Murdoch / Deputy COO, Chairman and CEO International News Corporation

Sky Italia è un’azienda che si è distinta per la sua capacità di innovare, investire, creare occupazione e dare un contributo importante alla crescita del settore dei media in Italia. Il mio rapporto con l’Italia ha radici profonde. Durante i miei studi ho trascorso un anno a Roma. In quell’anno ho imparato molto del patrimonio storico-culturale di questo Paese. Ma ho anche imparato molte cose fuori dall’aula. Nella mia esperienza personale, la vita di tutti i giorni mi ha dimostrato che le capacità straordinarie degli italiani, la loro creatività e capacità di innovazione, sono molto più che un fatto della storia. Sono un tratto caratteristico della vita italiana moderna. Da allora, guidando il management team di Sky Italia di cui sono presidente, ho avuto il privilegio di conoscere un altro aspetto della realtà italiana. Tutto ciò che ho visto conferma la mia convinzione che le caratteristiche innate dell’Italia e degli italiani siano le più adatte ad affrontare questa era della globalizzazione rispetto alla quale credo che debbano ancora arrivare contributi significativi. Proprio questo potenziale è l’argomento che vorrei trattare in questo articolo. Mai come in questo momento l’economia mondiale gioca a favore dei punti di forza di questo Paese. Questa opportunità nell’editoria, nell’intrattenimento e nell’informazione è molto ampia. Oggi vi parlerò delle potenzialità che il digitale sta generando per l’Italia, di come alcuni italiani stiano sfruttando queste opportunità per lasciare il loro segno nel mondo e dei blocchi strutturali che impediscono a questo Paese di realizzare pienamente tutto il proprio potenziale. Il potenziale creativo dell’Italia c’è, è innegabile, e bisogna solo liberarlo in modo che possa stupire e meravigliare un mondo in attesa. Cambio di mentalità Cominciamo dalla prima sfida: il passaggio da una mentalità analogica a una digitale. Per farlo, dobbiamo smettere di parlare di futuro digitale. Se ci guardiamo intorno, vedremo che stiamo già vivendo in un presente digitale. I vecchi confini tra le diverse forme di comunicazione stanno sparendo. Persone di ogni età consumano contenuti in maniera sempre più fluida. Il mondo del business sta rispondendo di conseguenza. In passato, ai clienti veniva data una soluzione standard, non personalizzata. Adesso i clienti decidono quale media utilizzare e quando, quanto vogliono pagare, cosa preferiscono guardare, leggere e ascoltare. In breve, i clienti si stanno abituando a fare delle scelte e ciò fa crescere le loro aspettative. Noi di Sky Italia rispondiamo a queste aspettative con tecnologie che rendono i clienti più liberi. Prendiamo ad esempio i personal video recorder MySky. Con questi apparecchi, l’utente cambia le proprie abitudini di visione della TV per adattarle al proprio stile di vita, controlla il proprio tempo dedicato all’intrattenimento e decide quali programmi guardare e quando. Per portare queste innovazioni nelle case degli italiani abbiamo dovuto fare investimenti significativi nel corso degli anni. Investimenti fatti con la convinzione che la maggiore libertà e scelta che portiamo nella vita dei nostri clienti creerà un circolo virtuoso. Poniamo il tema in questo modo. Più scelta offriamo, più i nostri clienti ne chiederanno. Più ne chiedono, più dovremo trovare nuove idee e innovare per soddisfare i loro desideri. E più miglioreremo, maggiore sarà la fedeltà dei nostri clienti. Questa dinamica guida tutti i cambiamenti che quotidianamente realizziamo in Sky Italia. Il che mi porta al secondo punto: gli italiani stanno già mostrando al mondo cosa è possibile fare. Prendiamo, ad esempio, il successo di Romanzo criminale. La straordinaria fiction prodotta da Sky. Tutti sanno quanto la serie sia famosa in Italia. Quello che forse non si sa è che questa fiction è anche molto famosa all’estero ed è trasmessa in più di 40 Paesi. Per noi questo è fonte di grandissimo orgoglio, oltre che una promozione del genio creativo italiano a livello mondiale. Il cast scelto per questa produzione era interamente formato da giovani attori di talento, ma anche sconosciuti. Secondo i nostri concorrenti era una ricetta per il fallimento. In realtà, questo giovane cast ha dimostrato di essere un fattore chiave del successo di cui ha goduto Romanzo criminale. Questi attori, prima sconosciuti, oggi recitano in film importanti e sono riconosciuti come protagonisti della nuova industria italiana dell’intrattenimento. Un altro buon esempio è Buongiorno Afghanistan, l’emozionante documentario di Fabio Caressa che ha messo in evidenza il lavoro straordinario che le truppe italiane fanno quotidianamente in Afghanistan. Questa produzione continua a essere fonte di ispirazione in tutto il mondo. Ed è uno dei motivi per cui in Polonia è allo sviluppo un progetto simile. Per quanto riguarda il lato più leggero dell’intrattenimento, Sky Uno ha da poco venduto il suo ultimo talent show originale, Lady Burlesque, a case di produzione in Francia e in Spagna. E ci sono trattative in corso anche in America. Che lezione possiamo trarne? Che se si ha voglia di trovare persone di talento e di investire nelle loro idee, si otterrà di più di un successo italiano. Avrete un successo internazionale. L’Italia che desideriamo è l’Italia che ottiene riconoscimenti, l’Italia delle opportunità, l’Italia che indica la via, invece di seguire quella indicata da altri. E credo che tutto questo sia assolutamente alla nostra portata. Un’economia aperta Il che mi porta al terzo punto: l’importanza di un’economia aperta all’iniziativa e alla concorrenza. Non conosco nessun Paese che sia competitivo all’estero senza esserlo al suo interno. Sfortunatamente, una parte di questo Paese fa resistenza al successo su base meritocratica, fa resistenza alla creazione di opportunità per i giovani di talento che non appartengono all’establishment tradizionale, fa resistenza, in breve, a qualsiasi cosa che sappia di cambiamento. Una cosa è certa: la nostra azienda non si fa scoraggiare facilmente dagli ostacoli. La nostra fiducia in questo Paese e negli italiani si riflette negli oltre 10 miliardi di euro che News Corporation ha immesso nell’economia del Paese in questi anni. In precedenza, ho parlato di blocchi strutturali. Con questa espressione mi riferisco alle leggi italiane in materia di lavoro, notoriamente rigide, alle infrastrutture obsolete e a un contesto regolamentare quantomeno incerto. Più in generale, direi che questi aspetti riflettono un atteggiamento in alcuni settori dell’economia per cui la concorrenza è vista come una specie di intrusione. Questo potrebbe essere vero per chi trae benefici dallo status quo. Ma un atteggiamento che non vede di buon occhio la concorrenza limita anche le opportunità. La nostra esperienza ci insegna che la concorrenza è positiva non solo per la nostra azienda, ma anche per i Paesi in cui operiamo. La liberalizzazione crea posti di lavoro e libera l’energia dell’immaginazione e dell’inventiva. E ciò significa crescere, in un’epoca in cui l’economia italiana ha davvero bisogno di nuove fonti di slancio. Questa crescita porta molti vantaggi alla comunità. Conosco il detto italiano «in ogni città c’è una stazione dei carabinieri» e infatti questa presenza aiuta a definire una comunità. Beh, oggi, in ogni città italiana, c’è anche un negozio per l’installazione del decoder e della parabola Sky. In altre parole, in tutto il Paese abbiamo più di 5 mila luoghi fisici che si interfacciano con la realtà sociale, sono la manifestazione concreta di una rete che unisce quasi 5 milioni di famiglie italiane. Al tempo stesso, l’indotto occupazionale di Sky in Italia è di oltre 15 mila tra uomini e donne. Siamo partner di più di 350 aziende italiane, promuovendo il settore creativo, aiutando centinaia di giovani talenti a manifestare il proprio potenziale e portando innovazione e tecnologie all’avanguardia. In termini economici, l’impatto è altrettanto rilevante. Il recente rapporto di una fondazione indipendente ha stimato che i nostri investimenti in Italia nel corso degli ultimi 7 anni sono pari al l’1,31% del PIL annuale del Paese. Lo stesso rapporto indica che, senza il nostro impegno durante questo periodo, l’intero settore televisivo italiano non avrebbe registrato alcuna crescita. Sono orgoglioso di questi risultati. Spero che siano fonte di ispirazione per altri, compresa la concorrenza, per cercare di fare lo stesso, poiché credo che solo la concorrenza ci renderà tutti più forti. Ma, per quanto questi numeri siano impressionanti, la cosa che mi rende più orgoglioso è il modo in cui il talento di un gruppo di dipendenti di Sky Italia è riuscito a radicare la nostra azienda nel tessuto nazionale in soli otto anni. Se sono nel giusto, quello a cui abbiamo assistito con Sky Italia è solo l’inizio per questo Paese. Sempre che le porte restino aperte per la concorrenza, in modo da far emergere il merito. Una maggiore concorrenza creerà terreno fertile per le agenzie creative, per i pubblicitari, per i produttori televisivi e cinematografici, per gli editori digitali, le media agency, per i produttori di software, i web designer e gli sviluppatori di videogiochi. Una maggiore concorrenza farà sì che gli studenti di oggi, in un prossimo futuro possano essere allo stesso livello, se non migliore, dei loro pari in Germania, Spagna, India, Sudafrica e Canada. Soprattutto, una maggiore competizione vedrà l’Italia scalare velocemente le classifiche internazionali e trasformarsi in protagonista a livello mondiale nel presente digitale, raggiungendo la posizione che le spetta. Il sistema dell’informazione per una cultura aperta Per finire vorrei aggiungere qualche parola sul tema del giornalismo. Come il nome della nostra azienda, News Corporation, suggerisce, siamo nati con l’obiettivo di offrire un giornalismo d’eccellenza, e questo obiettivo è lo stesso ancora oggi. Abbiamo costruito il nostro successo sulla convinzione che un sano e vivace sistema dell’informazione sia prezioso non solo per i nostri clienti, ma svolga un ruolo fondamentale nel sostenere la crescita di quella cultura aperta di cui ogni Paese avanzato ha bisogno. Tutti voi comprendete che oggi il giornalismo ha davanti a sé sfide importanti, molte delle quali dovute a grandi cambiamenti tecnologici. Come nel caso dell’intrattenimento, tuttavia, ritengo che questo fermento comporti anche delle opportunità. I lettori, gli spettatori e gli ascoltatori che si muovono in una quantità enorme di dati, notizie e contenuti ora disponibili, hanno fame di soluzioni intelligenti che li aiutino ad accedere all’informazione di cui hanno bisogno. Si tratta di un ruolo troppo importante per lasciarlo solo a semplici blogger e ad altri canali di qualità e affidabilità variabili. È un ruolo da affidare a una nuova generazione di grandi giornalisti italiani. Certo, all’Italia non mancano scrittori di qualità. Come nel caso dell’intrattenimento, anche le menti più creative del giornalismo spesso si trovano di fronte a questo genere di ostacoli. Il mio messaggio è questo: non possono esistere media di successo senza grande giornalismo. Ancora una volta il nocciolo della questione è la mancanza di una vera e propria concorrenza e la lentezza con cui procedono le liberalizzazioni. L’esempio più ovvio è questo: in un modo o nell’altro, una parte importante dei media italiani è finanziata o riceve sussidi dallo Stato. Lasciate che vi chieda una cosa: vi vengono in mente altri settori finanziati dallo Stato che siano anche di livello internazionale? I sussidi statali, in tutte le loro forme, sono un segno di fallimento, non tanto del giornalismo, quanto delle realtà editoriali che creano e veicolano giornalismo vero. Quando il governo dà dei sussidi ai media, in cambio – alla fine – si aspetta di esercitare una qualche forma di controllo. Questo genera inevitabilmente un ambiente in cui il giornalismo stenta a essere libero e indipendente. Per un futuro davvero digitale, l’Italia ha bisogno di media che informino, siano competitivi e contribuiscano a fornire agli italiani le notizie e le informazioni di cui hanno bisogno per avere successo. Lasciatemi concludere con una storia che parla delle cose buone che succedono quando si dà fiducia al talento e alle energie degli italiani. Forse ricorderete quando Rai e Mediaset hanno deciso di criptare il proprio segnale impedendo a 5 milioni di famiglie di vedere con il decoder Sky alcuni dei loro programmi. Era una sfida che non potevamo ignorare, soprattutto perché riguardava anche i programmi di un’emittente pubblica, finanziata da canone obbligatorio per tutti i cittadini. La soluzione è arrivata da un ingegnere di Sky Italia, Paola Formenti, che ha inventato un nuovo strumento, che abbiamo chiamato digital key. Quando viene inserito in un decoder Sky, rende nuovamente visibili questi programmi, permettendo ai nostri clienti di ricevere il segnale digitale terrestre. Quando ci imbattiamo in ostacoli apparentemente impossibili da superare, penso a persone come Paola. Come gli altri successi italiani di cui ho parlato, anche la digital key ha una portata mondiale. Benché sia nata come una ingegnosa risposta italiana a un problema specificatamente italiano, questa semplice tecnologia si è rivelata tanto efficace che ora ci sono aziende in Germania, in Turchia e perfino in Australia che chiedono di poterla acquistare. Paola Formenti è stata anche a Monaco per presentare la propria invenzione a un gruppo di ingegneri tedeschi; lei è un esempio perfetto dei valori e delle persone che compongono la nostra azienda. Grazie alla sua creatività e alla sua inventiva ha contribuito a rimuovere barriere ingiuste per i nostri clienti, e ora sta lavorando per fare lo stesso per altri clienti in altre parti del mondo. La buona notizia è che Paola non è assolutamente sola. In tutto il mondo, la forza creativa e intellettuale italiana viene riconosciuta e ammirata: nella moda, nel design, nell’ingegneria e così via. Avete un DNA unico, che ha dimostrato una capacità straordinaria nel corso dei secoli, di adattarsi al cambiamento. Quindi la prossima volta che qualcuno vi contraddirà sostenendo che l’Italia non sarà mai protagonista nel digitale, vi chiedo di ricordare Paola. Lei è il volto di un futuro migliore. Di fronte a noi c’è una strada aperta. Basta dare a persone di talento come Paola la libertà di rendere pubbliche le proprie idee, lasciando che il cliente decida del loro successo o del loro fallimento. Vi prometto che noi a News Corporation continueremo a fare la nostra parte, affinché voi possiate farlo. Come diciamo a Sky: «Liberi di…».