Questo numero di Atlantide è dedicato al delicato momento di transizione del nostro Paese – in cui convivono la crisi economica ancora perdurante e sprazzi di ripresa – che si documenta, soprattutto a livello umano, nella ricerca di un significato per affrontare le circostanze senza esserne sopraffatti.
La proposta che emerge dai molteplici contributi della rivista è innanzitutto quella di recuperare e approfondire le ragioni di un approccio “realista”, che chiami in causa un soggetto umano responsabile.
Gli spunti che vengono offerti intendono favorire un incontro adeguato (e all’altezza della sfida attuale) tra soggetto e realtà, declinati in tre ambiti peculiari: l’educazione, l’impresa e il livello istituzionale.
“Cosa implica per un sistema educativo il riferimento a un modo di conoscere realista?”. Da questo interrogativo parte la ricognizione descritta nella prima parte della rivista: dalla prospettiva che l’attuale società delinea per i giovani, sempre pericolosamente spinti a non abbandonare l’età dell’adolescenza, eppure inarrestabilmente avviati a essere adulti in un mondo non semplice, fino ai modelli educativi e ai maestri necessari per superare le colonne d’Ercole e accompagnare i giovani verso una “vita buona”.
Anche il mondo imprenditoriale è oggetto di interrogativi fondamentali: “Come si coniuga il proprio bene con il bene comune? Qual è il ruolo dell’impresa nel contesto sociale?”. A queste e ad altre domande risponde la seconda parte di Atlantide, che descrive il lavoro come ambito privilegiato dell’uomo, soggetto e protagonista di ogni cambiamento e di sviluppo sociale.
La situazione attuale delle aziende italiane varia tra sofferenza e nuove architetture, ma cosa fa sì che alcune imprese vadano bene e altre no? Quali novità e quali collaborazioni si prospettano per il mondo del lavoro?
Esempi virtuosi e prospettive internazionali emergono dalla realtà e ci vengono incontro in una prospettiva sussidiaria, che va compresa in tutta la sua portata storica e attualizzata alla luce dei continui cambiamenti sociali e politici, e che deve trovare voce in ambito istituzionale.
I corpi intermedi e il loro ruolo nella società, l’assetto dello Stato e l’immagine di uomo che ne deriva, tutto questo contribuisce a puntare i riflettori sul percorso di crescita della persona, sulla positività necessaria per il progredire della vita sociale e per il bene comune.
Editoriale. Italia in transizione. Spunti per una ripresa
di Redazione /
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