Lasciatemi cominciare con una dichiarazione di principio fondamentale: credo che la Carta delle Nazioni Unite riecheggi quasi perfettamente il concetto di un “mondo armonioso”, una immagine di popoli e nazioni unite per affrontare le sfide globali e per adoperarsi per la sicurezza collettiva e per la pace. La Carta si fonda sulla consapevolezza che la vera pace dipende da una migliore comprensione tra le nazioni e tra le comunità, dalla realizzazione del loro sviluppo economico e sociale e dal rispetto dei diritti umani. So che tanti di voi hanno dedicato molto tempo presso la Scuola del partito in Cina alla riflessione sulla global governance nel nostro mondo che cambia. Sono curioso di ascoltare le vostre osservazioni. Se siete d’accordo, mi piacerebbe avere un dialogo, uno scambio di opinioni su come vediamo il mondo e come vediamo la strada di una collaborazione fra Cina e Nazioni Unite, chiamate a un lavoro comune in quest’epoca di grandi cambiamenti. Come sapete, ho viaggiato molto in questa settimana – Thailandia, Cambogia, Vietnam e, qui in Cina, Shanghai, Nanchino e ora Pechino. Devo dirvi che sono molto colpito. Ogni volta che vengo in Cina constato straordinari cambiamenti. Domenica ho preso il nuovo treno ad alta velocità Huning per Nanchino – 300 chilometri in poco più di un’ora. E questo non è neppure il vostro treno più veloce. E ho visitato Expo 2010 a Shanghai – la prima Expo in un Paese in via di sviluppo. È stata uno straordinario successo sotto ogni punto di vista, una grande testimonianza della multiformità della società globale, che ha evidenziato una nuova collocazione della Cina nel mondo. È chiaro, la Cina è in crescita. La sua trasformazione è stata profonda e la sua influenza è sempre più grande a livello mondiale. Credo che questa crescita sia un bene per il mondo. Questo è ciò di cui vorrei parlarvi oggi. Perché la crescita della Cina, questo notevole progresso, porta con sé grandi aspettative e grandi responsabilità. Viviamo in un’era di sfide globali – crisi globali che nessuna nazione può risolvere da sola. Ci troviamo di fronte alle sfide dei cambiamenti climatici, alla minaccia del terrorismo globale, agli attentati al nostro sistema dei trasporti, delle comunicazioni, dell’informazione – così come alle più tradizionali minacce delle malattie infettive, della proliferazione di armi di distruzione di massa, delle guerre civili e dei conflitti fra Stati. Nell’odierno mondo globalizzato, queste minacce sono sempre più intrecciate fra loro, e richiedono azioni condivise e coordinate. Nessun Paese o Stato può agire da solo. Affinché noi, le Nazioni Unite, possiamo affrontare efficacemente queste innumerevoli sfide, abbiamo bisogno di una più stretta cooperazione tra gli Stati membri, del rafforzamento della collaborazione con le organizzazioni regionali, di un maggiore coordinamento con gruppi come il G20 e con la società civile. Abbiamo altresì bisogno di un migliore quadro normativo e istituzionale per la gestione dei molti problemi che superano i confini nazionali, e di un migliore coordinamento sul piano dell’azione. In tutto questo, abbiamo bisogno di un pieno impegno della Cina. Abbiamo bisogno della leadership cinese. Voi che siete in quest’aula, i migliori e più brillanti esponenti cinesi, farete la vostra parte. Sono certo che la farete con forza, con la coscienza e il pieno impegno intorno ai valori comuni che ci uniscono. Mi riferisco ovviamente ai valori e principi condivisi della Carta delle Nazioni Unite, così come all’insieme di leggi e accordi internazionali che costituiscono il fondamento della nostra comune ricerca dello sviluppo, della pace, della sicurezza e dei diritti umani. I valori contenuti nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sono senza tempo e condivisi, anche se non ancora realizzati in troppa parte del globo. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per rendere tali diritti reali nella vita delle persone. Ciò richiederà uno sforzo globale. La voce e l’esempio della Cina sono decisivi. A questo proposito, accolgo con favore l’impegno della Cina a costruire una società basata sul diritto e i suoi notevoli progressi su questa strada. La Cina sta contribuendo in modo molto costruttivo a tutta una serie di questioni sul tavolo delle Nazioni Unite. E voglio che sappiate che io sono determinato a rendere questa partnership fra le Nazioni Unite e la Cina ancora più forte. Vorrei ora toccare, molto brevemente, solo alcuni aspetti su cui si è incentrato il mio dialogo con il vostro governo. In primo luogo, i cambiamenti climatici. Come sapete bene, la conferenza dello scorso anno a Copenaghen non ha soddisfatto tutte le aspettative. Detto questo, abbiamo messo delle solide fondamenta per il progresso. Alla prossima riunione di Cancun, e da lì in poi, la nostra sfida è di portare avanti tale progresso. A questo proposito, ho ringraziato il vostro governo per aver ospitato l’ultima sessione di colloqui nell’ambito della Convenzione dell’ONU sui cambiamenti climatici a Tianjin. Sono anche fiducioso che, con l’impegno della Cina, saremo in grado di compiere ulteriori progressi su questioni importanti, fra cui i finanziamenti per l’adattamento, la cooperazione tecnologica e la deforestazione. Come per ogni grande sforzo multilaterale, l’importante è non perdere slancio. La Cina conosce fin troppo bene i pericoli dei cambiamenti climatici. Non abbiamo più tempo da perdere. In secondo luogo, l’evoluzione della situazione internazionale. Abbiamo dedicato ampie discussioni alla delicata situazione in Sudan. Con il prossimo referendum, previsto per i primi di gennaio, siamo a un punto cruciale. Ho chiesto l’aiuto del vostro governo per aiutare le due parti a trovare la loro via per un futuro di pace, riconoscendo i loro interessi comuni. Abbiamo anche riconosciuto che la Cina ha un forte interesse a rafforzare il suo ruolo nell’azione delle Nazioni Unite per il mantenimento e la costruzione della pace. A questo proposito, il Sudan rappresenta un passaggio importante nello sviluppo della nostra partnership. Oltre all’impegno diplomatico, quindi, ho anche chiesto l’aiuto della Cina sulle questioni logistiche di trasporto e assistenza tecnica nel voto imminente. Abbiamo parlato a lungo anche delle elezioni della prossima settimana in Myanmar. Io lo vedo come un test importante. Il voto perpetuerà un insostenibile status quo? O indirizzerà il Paese sulla strada verso un futuro più aperto e pienamente democratico? In quanto Paese vicino e amico fidato, il ruolo della Cina sarà fondamentale perché le Nazioni Unite possano aiutare Myanmar a trovare la sua strada. Abbiamo parlato anche della situazione nella penisola coreana. Penso che ci sia un grande potenziale per la Cina e le Nazioni Unite: lavorare insieme per calmare le tensioni, far riprendere i colloqui a sei e gradualmente portare la Corea del Nord in una relazione più aperta di reciproca collaborazione con la comunità internazionale. Infine, lo sviluppo economico, che ha catalizzato l’attenzione della maggior parte delle nostre discussioni. Siete ben consapevoli dell’impegno delle Nazioni Unite per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Questa è stata una delle mie priorità, giorno e notte, da quando ho assunto l’incarico quattro anni fa. Questi obiettivi rappresentano il programma mondiale per sollevare centinaia di milioni di persone dalla povertà, per portare una migliore istruzione, sanità e sicurezza sociale per le persone più povere e vulnerabili del mondo. Sono passati dieci anni da quando abbiamo fissato questi obiettivi. Rimangono cinque anni alla data limite che ci eravamo dati per la loro realizzazione, il 2015. Per questo motivo, nel mese di settembre in occasione dell’apertura annuale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ho convocato un vertice speciale sull’argomento. Il premier Wen è venuto e ha rinnovato l’impegno a progredire verso gli obiettivi, e lo stesso hanno fatto i leader di molte altre nazioni. La Cina, ovviamente, è in buona posizione per raggiungere tutti gli obiettivi. Possiamo raggiungerli in molte altre nazioni, ma ci vorrà uno sforzo particolare. Abbiamo imparato molte lezioni nel corso dell’ultimo decennio, riguardo a che cosa funziona e cosa no. Con il giusto mix di politiche, indirizzate alle giuste esigenze e alle giuste persone, possiamo creare un “effetto moltiplicatore” in grado di accelerare notevolmente il progresso sociale ed economico. Una cosa abbiamo bisogno prima di tutto, ed è una leadership – una volontà politica e una leadership impegnata. Come leader globale del ventunesimo secolo, la Cina può contribuire a guidare questa campagna. La Cina può aiutare gli altri Paesi a risollevarsi dalla povertà, così come ha fatto nei confronti del suo stesso popolo. Davvero, io vedo questa come la responsabilità della Cina, commisurata al suo nuovo posto nel mondo. Una possibilità di esercitare tale leadership si presenterà al vertice del G20 a Seul, a partire dalla prossima settimana. La crisi finanziaria globale, con effetti negativi che colpiscono tanti Paesi più poveri, ci ha costretto a rivalutare le istituzioni globali. Sentiamo alcuni Paesi parlare di risolvere i problemi senza consultazioni ad ampio raggio, alcuni addirittura mettono in discussione l’importanza strategica delle Nazioni Unite. Ecco perché il vertice a Seul è così importante. Per la prima volta, i leader del G20 hanno posto all’ordine del giorno le questioni dello sviluppo. Il pericolo, come in passato, è che queste discussioni siano messe in secondo piano dal dibattito in corso sulla crisi finanziaria. Nei miei incontri con il vostro governo, ho sottolineato l’importanza di parlare a fondo dei bisogni dei Paesi in via di sviluppo in questo periodo molto difficile. Vedo questo come un elemento necessario e vitale nella visione della Cina della “società armoniosa”. Nessun Paese può vantare un risultato perfetto. Ovunque, c’ è spazio per migliorare. Via via che procediamo, riconosciamo che il raggiungimento degli obiettivi condivisi riguardo ai diritti umani in tutto il mondo è più che un’aspirazione, è il fondamento della pace e dell’armonia nel nostro mondo moderno. Così è anche per ciò che riguarda la libertà di espressione e la protezione di quanti la difendono. Nel nostro mondo moderno, dove tutto e tutti sono collegati tra loro e la società è globale, è più che mai un imperativo pratico e morale aiutare chi è meno fortunato, in modo direttamente proporzionale alle nostre capacità. So che la Cina si considera ancora come un Paese in via di sviluppo, e giustamente. Ma la Cina oggi è anche molto, molto di più di questo – non diversamente dal mio Paese, la Repubblica di Corea. Per questo motivo contiamo sulla leadership della Cina. Le Nazioni Unite e la Cina hanno numerose strade per una maggiore cooperazione nel miglioramento della governance globale, basato su valori comuni e condivisi. L’ONU è la più importante organizzazione internazionale. Il mondo ha bisogno che l’ONU sia forte. Ma l’ONU può essere forte solo con il pieno appoggio dei suoi membri più forti. Sono molto felice di condividere con voi, dopo l’incontro con la leadership cinese, la constatazione che siamo pienamente d’accordo. Il modo per risolvere tutte le questioni che abbiamo discusso è attraverso un ruolo maggiore e una maggiore autorità delle Nazioni Unite. Sono fiducioso che, insieme con la Cina e al resto della comunità internazionale, faremo progressi verso una maggiore armonia globale nella governance e verso un mondo migliore per tutti. Intervento alla tavola rotonda su Governo mondiale e armonia della società alla Scuola del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, Beijing, China, 3 novembre 2010
Una global governance per lo sviluppo mondiale
di Ban Ki-moon / Segretario Generale delle Nazioni Unite
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