Quadrimestrale di cultura civile

Approfondimento. Il compendio della Dottrina sociale della Chiesa

di Ser. Card. Sergio Raffaele Martino / Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

«Nel corso della sua storia, e in particolare negli ultimi cento anni, la Chiesa non ha mai rinunciato – secondo le parole del Papa Leone XIII – a dire la “parola che le spetta” sulle questioni della vita sociale. Continuando ad elaborare e ad aggiornare la ricca eredità della Dottrina Sociale cattolica, il Papa Giovanni Paolo II ha pubblicato, per parte sua, tre grandi Encicliche - Laborem exercens, Sollicitudo rei socialis, Centesimus annus -, che costituiscono tappe fondamentali del pensiero cattolico sull’argomento. (…) Era quindi auspicabile che si provvedesse a redigere un compendio di tutta la materia, presentando in modo sistematico i capisaldi della dottrina sociale cattolica. Di ciò si è fatto lodevolmente carico il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dedicando all’iniziativa un intenso lavoro nel corso degli ultimi anni»1. 320 pagine di contenuto, 25 di indice dei riferimenti, 156 di indice analitico, 13 di indice generale per trovare raccolto in sistematica articolazione l’insegnamento sociale della Chiesa, ricondotto alle sue premesse bibliche, filosofiche, teologiche ed antropologiche. Ma c’è anche un valore dottrinale poiché, oltre a riportare i testi ufficiali del Magistero sui diversi argomenti, se ne traggono anche tutte le conseguenze con non poche novità. Tra le più importanti, di enorme valore pratico è la sistematizzazione di tutto il vasto insegnamento sociale, perché finora non era mai stata tentata a livello ufficiale. Poi ci sono tutte le “res novae” nel mondo del lavoro e dell’economia, in particolare riguardanti la globalizzazione, il valore della famiglia come realtà sociale, il ruolo della società civile nella promozione del lavoro, di un sano sistema economico, di una corretta vitalizzazione del sistema democratico, il consumo e il risparmio, la guerra preventiva, il fisco e la spesa pubblica, le forme nuove di proprietà, eccetera.È facile da consultare: a parte l’organica articolazione degli argomenti, nei principi ispiratori, nei contenuti e nelle prospettive pastorali, c’è poi un ampio indice analitico con decine e decine di voci generali e centinaia di sottovoci, un fornitissimo indice dei riferimenti e un indice generale che soddisfa ogni necessità e curiosità. Anche la suddivisione degli argomenti facilita la consultazione: dopo i 4 capitoli sui fondamenti, ci sono sette capitoli riguardanti la famiglia, il lavoro, la vita economica, la comunità politica, quella internazionale, la salvaguardia dell’ambiente e la promozione della pace, ed infine un capitolo sulla dottrina sociale e l’azione pastorale. Questa opera risponde al crescente interesse per il Magistero ecclesiale e specialmente per i documenti del Papa e dei vescovi in campo sociale, poiché mancava uno strumento adatto alla consultazione facile e completa dell’insegnamento della Chiesa. Il volume cerca anche di far fronte al fatto che la Chiesa è sì impegnata nel sociale ma sono ancora in tanti coloro che vogliono relegarla nelle sacrestie. Il laicismo intollerante, le sempre rinascenti accuse di interferenze politiche ogni volta che la Chiesa alza la voce perché i diritti dei più deboli ed indifesi siano garantiti anche dalle leggi degli Stati, l’ostracismo in alte istanze contro chi professa apertamente eppur senza fondamentalismi o integralismi i principi cristiani li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. La Chiesa non può non far sentire la sua voce, che vuole essere quella di Gesù, quando sono in discussione la dignità della persona umana, i suoi diritti fondamentali, il retto ordinamento della vita economica e sociale, nazionale e internazionale, soprattutto quando è in gioco il bene supremo della pace. Mancherebbe ad un suo preciso dovere: «Ciò che avete udito all’orecchio, predicatelo dai tetti». Del resto, la Chiesa, che viene accusata di ingerenze, è proprio Lei a difendere la laicità dello Stato, incitando tutti a dare a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare. Le principali preoccupazioni della Chiesa riguardo alle questioni sociali si concentrano fondamentalmente attorno all’uomo, alla sua dignità, al fatto che i suoi diritti fondamentali siano sempre scopo e fine, mai mezzo o strumento della convivenza civile, sociale e politica. Ciò avviene quando alla base della vita economica e politica, nazionale e internazionale dominano il relativismo morale e l’opportunismo egoistico, anziché solidi principi etici e indiscussi fondamenti razionali. Il Papa ha ribadito, anche recentemente, l’importanza della partecipazione dei cattolici in politica poiché l’astensionismo e la disaffezione verso tutto ciò che concerne la vita sociale e politica è quanto mai nocivo al corretto funzionamento della democrazia e costituisce una mancanza grave di carità verso sé stessi e gli altri, ed è una delle forme peggiori di egoismo, tra l’altro miope e autolesionista. L’autonomia dei cattolici in campo sociale va armonizzata con la dottrina sociale della Chiesa con una retta impostazione del rapporto tra Magistero, che compete ai Pastori e che riguarda l’enunciazione dei principi e delle verità dottrinali, e fedeli laici, cui compete l’applicazione pratica di tali principi nella vita privata, sociale e politica. C’è ovviamente sempre il rischio di sconfinamenti da una parte e dell’altra, quando i laici pretendono certi silenzi che il Magistero non può permettersi e quando i pastori esercitando a volte indebite pressioni sui fedeli. Ma è il rischio della vita. Come diceva il Beato Cardinale Ferrari di Milano: «Chi fa può sbagliare, chi non fa sbaglia sempre».

Note

1. Dalla lettera del Card. Angelo Sodano a S.E.R. Card. Renato Raffaele Martino, Compendio della dottrina sociale della Chiesa, Libreria Editrice Vaticana, 2004, p. XI.