L’argomento che vorrei affrontare è di grande attualità: la sicurezza alimentare nel mondo. Occorre innanzitutto non darsi per vinti a priori, ma piuttosto organizzarsi al meglio e mettere in gioco tutte le possibilità umane e materiali per vincere la minaccia della fame intorno a noi e nel mondo. La terra è in grado di nutrire ragionevolmente tutti i suoi abitanti Questa convinzione contraddice le teorie di Malthus che affermano l’impossibilità che la terra possa nutrire tutti i suoi abitanti. Non c’è bisogno di impaurirsi e di cercare a tutti i costi di ridurre le nascite con qualsivoglia metodo. Giovani e adulti, singoli e collettività, nazioni si agitano ritenendosi minacciate. E siccome la paura è cattiva consigliera, qualcuno se la prende con i nascituri; altri, in nome del ben vivere, vogliono sopprimere gli handicappati, i malati ecc. I discepoli di Malthus non esitano a programmare l’eliminazione degli anziani, di quanti sono giudicati inutili ai processi produttivi, di quanti non sono più in grado di dar frutto economicamente. La povertà spirituale del mondo d’oggi tende ad assolutizzare la produttività materiale, al punto di non tenere in alcun conto la produttività mentale, morale e spirituale. Il materialismo sociale ha dato i suoi frutti nefasti; occorre cambiare. Un’organizzazione razionale e solidale può permettere di nutrire tutti gli uomini Coloro che lottano in maniera intelligente contro la fame utilizzando le risorse della terra nel campo dell’agricoltura sanno che per far rendere al massimo la terra praticando una buona agricoltura occorrono cinque condizioni indispensabili: - una terra utilizzabile che si possa rendere più feconda - la disponibilità di fonti d’acqua adoperabili - condizioni di sole favorevole - uomini e donne capaci e decisi a lavorare con strumenti adeguati - disponibilità di nutrimento adeguato per le piante, vale a dire concimi utili per la terra e le piante stesse. La terra a disposizione deve essere curata e protetta. Non è necessario aggredire e distruggere la foresta per l’agricoltura nomade tipica dei paesi del Terzo Mondo. L’utilizzo razionale del maggese unito a concimi appropriati aiuta a migliorare i rendimenti agricoli. Il problema dei concimi biologici va affrontato molto seriamente La ricerca e il commercio internazionale hanno imposto l’uso indiscriminato e generalizzato dei concimi chimici. Procedendo con il loro impiego, tuttavia, consumatori e ricercatori si rendono conto che i concimi chimici ad alto rendimento presentano oggi degli importanti inconvenienti. I loro caratteri nocivi colpiscono tanto la terra quanto gli alimenti ricavati dalle piante che essi fanno crescere. Nel lungo periodo colpiscono la terra, impoverendola e rendendola dura. Perciò la loro quantità erogata annualmente deve essere aumentata. Alla lunga, il consumo dei frutti e dei legumi prodotti con concimi chimici mina la salute dei consumatori. Le conseguenze sui corsi d’acqua e sulle falde acquifere sotterranee diventano pericolose. L’acqua potabile diventa più rara a causa dell’abbondanza di prodotti chimici. Attualmente, e un po’ in tutti i continenti, a poco a poco i concimi biologici cominciano a suscitare l’attenzione dei consumatori, che ne vedono i vantaggi per loro stessi e per la terra. Sono anche disposti a pagare di più per acquistare dei prodotti “bio”. La ricerca a 360 gradi dei concimi biologici è al suo culmine ovunque nel mondo. Anche l’Africa è impegnata in questo processo. Gli agricoltori e i ricercatori vanno dalla realizzazione di concimi a base di rifiuti organici (piante, frutti, escrementi animali) alla fabbricazione di fertilizzanti biologici in granuli o liquidi. I risultati divengono di giorno in giorno più soddisfacenti. Non rimane che trasferirli sul piano industriale e diffonderne la conoscenza. Una collaborazione leale ed efficace fra ricercatori sfocerebbe in uno scambio di tecnologie benefico per tutti. A cosa si potrebbe paragonare questo passaggio obbligato dai concimi chimici a quelli biologici? Penso alle macchine da scrivere con memorie sempre più capaci. Tutta questa tecnologia avanzata per arrivare all’uso quasi universale dei computer. In questa gara di fondo fra concimi chimici e concimi biologici, è sempre più evidente che saranno questi ultimi a prevalere per via di una migliore salvaguardia della terra e di maggiori garanzie per la salute di uomini e animali. La progressiva sparizione dei concimi chimici – riconosciuti nocivi da una parte sempre maggiore dell’opinione pubblica mondiale – a favore di quelli biologici, dagli effetti più positivi sulla terra e sui consumatori, uomini e animali, è di buon auspicio per l’agricoltura e per l’allevamento di pollame e bestiame, piccolo o grosso. Per quanto riguarda l’allevamento, prima di intraprenderlo occorre interrogarsi se si possiede il nutrimento per tutte le bestie, perché in caso contrario è certo che l’allevatore, chiunque esso sia, dovrà destinare i due terzi del proprio guadagno a quanti gli forniscono il cibo per i propri polli, il bestiame, i pesci. In altre parole, è destinato a diventare un impiegato del proprio fornitore. Parlo per esperienza. Ecco perché, ovunque nel mondo, diventa urgente moltiplicare le ricerche sulla produzione in grandi quantità. Una buona alimentazione degli animali verrà senza dubbio da cereali e da piante ad alto tenore di proteine, vitamine e oligoelementi. È importante conoscere le molteplici virtù delle piante. Ve ne sono, per esempio, che sono più ricche di proteine rispetto al latte, più ricche di vitamina A rispetto alle carote, più ricche di vitamina C rispetto alle arance. Dei mangimi prodotti con la polvere di queste piante e di certi cereali sarebbero la soluzione più opportuna per diversi tipi di allevamento. Si tratta di produrre in grande quantità queste piante e questi cereali, e fornire i macchinari adeguati per la loro trasformazione. Una collaborazione efficace e rispettosa fra nord e sud, se ricercata da tutti, creerebbe una vera rivoluzione dell’agricoltura e dell’allevamento biologico. La trasformazione dei prodotti agricoli Abbracciando con decisione l’opzione “bio”, si conferisce un grande valore aggiunto ai frutti dell’agricoltura e dell’allevamento. Mangiare abbondantemente e sanamente in ogni stagione e in ogni parte del mondo diviene un obiettivo realizzabile e realizzato. La terra, se ben lavorata e ben protetta, non tradisce mai. Le sue risorse, molte e diversificate all’infinito, possono e devono nutrire tutti gli uomini e portar loro un bene maggiore attraverso un lavoro serio e fecondo. Questo necessita di una buona dose di ottimismo, di un picco di creatività nel rispetto dell’uomo e di una solidarietà in azione. In questo mondo diventato famiglia, nessuno deve mancare del necessario, almeno nel campo dell’alimentazione.
La terra non tradisce l’uomo
di Bernard Agré / Cardinale, Arcivescovo Emerito di Abidjan (Costa d’Avorio)
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