Negli ultimi anni le vicende che hanno coinvolto l’economia e l’intera società hanno mutato profondamente il mercato del lavoro. La crisi finanziaria, esplosa negli Stati Uniti nell’estate 2008 e diffusasi rapidamente in tutto il mondo, ha provocato traumatici contraccolpi sull’occupazione. Atlantide ha raccolto una serie di contributi a livello internazionale − dal ministro del lavoro statunitense a quello inglese − con lo scopo di documentare i mutamenti prodotti e quelli auspicabili nel contesto di un sistema economico caratterizzato da una elevata dinamicità, derivante dalla libertà di circolazione dei capitali, dall’aumentata concorrenza internazionale, dal passaggio da una economia prevalentemente industriale a una basata sempre più sui servizi e dall’introduzione delle nuove tecnologie. Gli interventi qui raccolti mostrano come il lavoro sta cambiando sia nella forma che nel contenuto e come le legislazioni dei vari Paesi e le direttive internazionali favoriscono o meno l’occupazione. Ciò che si osserva oggi, e che probabilmente caratterizzerà il futuro, è un aumento della mobilità occupazionale e professionale tra settori, tra imprese e all’interno della medesima organizzazione. Il cambiamento nella forma del lavoro non si esaurisce in un incremento della mobilità a tutti i livelli, ma si manifesta anche dal punto di vista dell’organizzazione stessa del lavoro. La flessibilità nella gestione delle risorse umane da parte dellle imprese, sotto il vincolo delle norme esistenti, modifica le posizioni, la durata del rapporto, l’impegno temporale, i luoghi e la retribuzione, rendendola più variabile e correlata agli esiti personali e aziendali. Inoltre, il continuo bisogno di innovare per fare fronte ai nuovi scenari internazionali richiede nuove professionalità e nuovi mestieri. In queste pagine politici, imprenditori, sindacalisti e docenti universitari cercano di descrivere, documentare e riflettere sui cambiamenti in atto per rispondere all’urgenza di costruire il futuro della nostra società in termini adeguati alla persona, protagonista del lavoro che cambia, e che mai può essere sacrificata alle pure leggi del mercato. Il lavoro, infatti, è uno dei fattori fondamentali che definiscono la natura di una persona − per questo la disoccupazione è un’ingiustizia e un attentato alla dignità dell’uomo − e l’utilità del suo manipolare la realtà in vista di un bene comune e di un benessere anche materiale della società. Da diversi punti di vista − sia disciplinari che territoriali (contesto italiano, europeo e internazionale) −, studiosi e opinion leader forniscono un quadro dei cambiamenti in atto e un apporto culturale al dibattito sulla delicata materia del mercato del lavoro.
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