Quadrimestrale di cultura civile

ASLAM: vieni con noi a imparare

di Angelo Candiani / Presidente di ASLAM

Aslam nasce vent’anni fa per una provocazione molto evidente: mancano tornitori, fresatori, operatori su macchine utensili. Siamo a metà degli anni Novanta e chi lavora sulle macchine utensili si trova a dover imparare a lavorare utilizzando il controllo numerico. Le aziende chiedono giovani che intraprendano questo mestiere, ma i giovani non colgono questa opportunità. I loro padri, o i loro nonni, che hanno imparato “da soli” questo mestiere, assieme al bello che hanno vissuto, spesso hanno augurato ai ragazzi di riuscire a studiare, in modo da poter poi evitare la fatica e praticare un lavoro “pulito”.
Per anni abbiamo assistito all’arrivo, presso la nostra sede di Samarate, di giovani che facendo fatica a studiare, si sentono già condannati alla fatica e allo sporco. Quando entrano hanno lo sguardo rivolto in basso, la schiena curva e la faccia triste. Inoltre c’è (spesso) la mamma che li accompagna…
Già entrando, l’occhio si tira su, perché il luogo è bello, è una vecchia filanda abbandonata, ristrutturata a nuovo. Le aule sono luminose, le persone che incontrano sono accoglienti. Quando li accompagniamo in laboratorio, mostriamo loro la macchina utensile a controllo numerico più evoluta che abbiamo. Mentre la macchina esegue una qualsiasi lavorazione, il ragazzo non può fare a meno di domandare: “Ma come fa?” Ecco! Perfetto! “Vieni con noi a imparare come fa!”. Sembra così che abbiamo avuto successo, ma spesso è la mamma che ci aiuta a fare un altro passo: “Vedo che ti piace… attento eh, cerca di impegnarti, perché questa è l’ultima possibilità, guarda che se sbagli qui è finita, andrai a lavorare!!”
“Eh no signora – diciamo noi – se riuscirà, andrà a lavorare! Il lavoro non è una condanna, è la nostra collaborazione alla costruzione del mondo, è il nostro modo di collaborare con chi l’ha creato. Qui si impara un mestiere per andare a lavorare, se non ce la fa, abbiamo altre possibilità!”
Così sono nate altre sedi di ASLAM.
A Magenta i ragazzi possono imparare la termoidraulica e possono diventare frigoristi. Il mondo della refrigerazione non ha scuole specializzate e sta affrontando una trasformazione importantissima, perché non è più possibile utilizzare gas chimici nei circuiti refrigeranti. La collaborazione con Assofrigoristi ci permette di preparare tecnici esperti in grado di gestire sia le attuali attrezzature, sia le nuove macchine non inquinanti. Nei nostri laboratori è già istallato un circuito refrigerante con gas che si disperdono nell’atmosfera senza lasciare residui. Ancora non abbiamo completato il primo corso e abbiamo già decine e decine di aziende che ci chiedono i ragazzi che hanno appena iniziato a frequentare.
Sempre a Magenta abbiamo anche un percorso per saldatori. Stessa cosa: sessanta ragazzi che imparano questo mestiere e cento aziende che li vorrebbero subito.
Dentro l’aeroporto di Malpensa, a Somma Lombardo, i ragazzi imparano le pratiche di manutenzione aeronautica e la logistica che permette la movimentazione delle merci nel mondo attraverso il trasporto aereo. Due professioni che richiedono moltissime competenze. Lì i ragazzi hanno anche la possibilità di accedere all’ITS (formazione terziaria non universitaria) per l’ottenimento di più alte qualifiche e competenze con certificazioni di valore europeo (Categoria B1.1 EASA Part 66).
A Lentate sul Seveso, assieme a FederlegnoArredo, ASLAM propone ai giovani di riscoprire il fascino della lavorazione del legno, attraverso un meraviglioso e moderno laboratorio.
A Cagliari da alcuni anni, in collaborazione con Uniform Servizi, proponiamo ai giovani di imparare a gestire la logistica che permette alla splendida isola di lavorare otto mesi all’anno per essere pronta ad accogliere centinaia di migliaia di turisti nei quattro mesi estivi.
Da pochi mesi anche a Milano si muovono i primi passi nella logistica e nella pelletteria…
In ogni sede, quindi, un mestiere che nasce dal bisogno di quel territorio, e in ogni sede i ragazzi sono accolti e sfidati. Sfidati a mettersi in gioco. Tutti noi siamo molto attenti perché ciò avvenga, curiamo ogni particolare, ad esempio ripristiniamo tutti i guasti o i piccoli danni alle pareti, cerchiamo di mantenere i laboratori puliti e attrezzati e al passo con i cambiamenti.
Chiunque viene nelle nostre sedi, esclama: ”Che bello!” Di tanto in tanto, quando succede e lì vicino ci sono dei ragazzi, noi ne chiamiamo uno a caso e a lui domandiamo. “Qual è la cosa più bella che c’è qui dentro?” Lui risponde. “Io!!” Che gioia!
Ma voi uomini di impresa, quanti ne vorreste di ragazzi così?