Riportiamo di seguito una relazione sintetica delle posizioni che il ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schäuble ha espresso, circa la crisi economica e i mercati finanziari in Europa, durante il Seminario dell’European Ideas Network, dei think tank di centrodestra e delle fondazioni politiche in Europa, svoltosi a Berlino dal 19 al 20 gennaio 2012. Sintesi dell’intervento del ministro Schäuble Wolfgang Schäuble rintraccia le origini della crisi finanziaria e dell’euro nella mancanza di regole che pongano limiti pratici di spesa. Attualmente l’importanza della spesa pubblica è di per sé evidente. Nelle prime fasi della Repubblica Federale tedesca c’era l’idea che non ci dovesse essere una regolamentazione, ma in seguito la necessità di norme concrete e di più alti tassi di liquidità sono diventate evidenti. Il ministro ha sostenuto fermamente che le maggioranze democratiche non possono legittimare l’eccessiva spesa pubblica, poiché, senza dubbio, è stato questo atteggiamento la causa principale della crisi economica in corso. L’Europa ha bisogno di fare un passo in più e creare strutture per una vera unione economica. Questa è una delle pietre miliari della Democrazia cristiana tedesca. Il ministro ha apprezzato che le banche europee si siano adattate molto bene a Basilea III, nonostante ciò non sia stato sempre accolto positivamente da alcuni mercati finanziari. Le istituzioni europee devono essere maggiormente valorizzate e ciò sarà reso possibile superando progressivamente la crisi. Ci deve essere un approccio più coerente dell’integrazione europea. Il ministro ha fatto l’esempio dei sistemi remunerativi. Dopo il G20 il grande obiettivo è la trasparenza, soprattutto per quando riguarda le banche. L’UE deve basarsi sull’economia reale. Schäuble ritiene poco lusinghiero che i servizi finanziari rappresentino il 25% dell’economia inglese. Secondo il ministro, l’UE deve perseguire una crescita più lenta, ma più sostenibile, per sopravvivere nell’epoca della globalizzazione. Domande e risposte A proposito della notizia secondo cui la Cina vorrebbe co-finanziare il debito europeo solo nel caso in cui potesse prender parte alle decisioni. Wolfgang Schäuble: È normale che alcuni Paesi non partecipino – o non vogliano farlo – alle manovre dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale), per ragioni di politica interna o per altri motivi. Se i principali Stati membri trovano un accordo fra loro, avranno anche il rispetto degli altri membri dell’FMI. L’UE è un paziente che soffre di un attacco di cuore? WS: Una riforma del sistema è necessaria. I fondi regionali devono continuare a essere indirizzati verso le zone più deboli dell’Europa. Una nazione come la Grecia potrebbe accrescere la propria competitività attraverso fondi regionali. Tuttavia, se si inviano sussidi per troppi anni, l’economia del Paese può uscirne danneggiata, perché la motivazione allo sviluppo viene a mancare. Sulla situazione dell’Italia. WS: Per gli italiani sarebbe saggio sostenere Mario Monti e le riforme strutturali che sta mettendo in atto, perché vanno nella giusta direzione. L’Italia è assolutamente indispensabile per l’Europa; la sua situazione differisce da quella degli altri Paesi che stanno affrontando una crisi del debito sovrano, nella quale il debito estero è relativamente basso. La soluzione della crisi consiste in una maggiore comunicazione per far sì che i cittadini acquisiscano consapevolezza di quello che l’UE e i loro governi sostengono. Infatti il governo Monti non ha solo bisogno dell’appoggio del Parlamento, ma soprattutto di quello dell’opinione pubblica. In questo momento, l’interesse prioritario per l’UE è bloccare i livelli eccessivamente alti del debito sovrano. Se una soluzione è buona per l’UE, lo è anche per l’intera Europa. A proposito della forte pressione che le agenzie di rating stanno esercitando sulla Spagna – e che il Paese contrasta –, e sull’agenzia europea di rating. WS: Come l’Italia, anche la Spagna si sta comportando bene. I mercati non reagiscono sempre come le agenzie di rating e noi dovremmo dar loro meno importanza. L’agenzia europea di rating non risolve sicuramente tutti i problemi. Il centrodestra italiano in passato ha avuto un partner euroscettico nel governo (ora non più), ma tutti i leader dell’EPP (European People’s Party) sembrano mossi dalla paura più che dal coraggio. Quali caratteristiche dovrebbe avere una vera leadership pro Europa? WS: I capi di governo devono stare di fronte agli gli elettori, e questo è di fondamentale importanza per rendere salde le maggioranze. Ciò ha portato a varie manovre. È chiaro, d’altra parte, che l’UE, a livello simbolico, è concepita come il comune destino di tutti gli Stati membri. Inoltre, è evidente che le istituzioni europee devono giocare un ruolo più importante. Devono esserci più sfide di cooperazione nelle decisioni pratiche dell’UE.
Il comune destino degli Stati membri
di Wolfgang Schäuble / Ministro tedesco delle finanze
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