Quadrimestrale di cultura civile

Editoriale. L'Italia che cambia. Creazione e distruzione di posti di lavoro

di Redazione /

Che cosa sappiamo e che cosa dovremmo sapere sulla creazione e la distruzione dei posti di lavoro in Italia, al fine di mettere in atto politiche economiche efficaci? Questo numero di Atlantide intende fornire una risposta ben meditata a tale urgente quesito.
Consapevoli che non può essere la rivista a fornire una risposta risolutiva, gli autori dei contributi raccolti in questo numero di Atlantide intendono offrire una base di partenza per una riflessione e per una ricerca ulteriore in grado di correggere, in qualche modo, quella sorta di “strabismo” che a partire dagli anni Sessanta ha viziato la visione dei mercati del lavoro in Italia.
L’ideazione di questo numero è stata propiziata dalle riflessioni che hanno avuto luogo inizialmente nell’ambito del CRISP tra diversi autori dei contributi raccolti in esso. Gilberto Antonelli ha poi sviluppato l’idea iniziale coinvolgendo altri autori che si sono impegnati a richiamare l’attenzione dei lettori e dei diversi attori istituzionali sui processi di creazione e di distruzione dei posti di lavoro, che incidono così drammaticamente sul presente dell’occupazione in Italia e che sono destinati a condizionarne ancor più profondamente il futuro.
I contributi qui pubblicati offrono un primo quadro d’insieme sufficientemente strutturato e armonico. Tutti fissano l’attenzione su un periodo medio-lungo, il che permette un’analisi della situazione dell’occupazione a cavallo della crisi globale che ha investito il mondo dall’estate del 2007.
Nella prospettiva di una ricerca di soluzioni adeguate alla crisi del lavoro in Italia, i diversi interventi cercano di rispondere, a partire da diversi punti di vista, ad alcuni quesiti ritenuti decisivi per attivare nuovi posti di lavoro in una situazione profondamente mutata rispetto ai contesti produttivi del passato anche recente.
Da che cosa dipende la carenza di analisi retrospettive sull’evoluzione della struttura dei posti di lavoro? Perché in Italia si è formata una trappola di scarsità di capitale umano e sviluppo umano? Qual è il profilo temporale appropriato su cui ragionare per poter far condividere i costi di investimento nei nuovi posti di lavoro tra datori di lavoro, lavoratori e governi?
È evidente, infatti, che solo il concorso di tutti i soggetti coinvolti nei processi che comportano creazione e distruzione dei posti di lavori può favorire un’uscita dalla crisi che non dimentichi nessuno e non sacrifichi la persona alle cosiddette ferree leggi del mercato, con i danni che sono sotto gli occhi di tutti.
Così come è chiaro che occorre mettere mano alla disponibilità di nuove banche-dati e il loro accesso democratico, come prerequisito di un processo di ripensamento dei meccanismi che regolano i mercati del lavoro in Italia, al fine di evitare che la speranza nel futuro non si riduca a un sogno irraggiungibile.
Chi firma questo numero di Atlantide è convinto che la speranza può essere fondata su qualcosa di reale che va scoperto – o riscoperto, ove sia stato smarrito – insieme.