Quadrimestrale di cultura civile

Editoriale. L'Italia che verrà

di Redazione /

Con questo primo numero del 2013 Atlantide, il periodico della Fondazione per la Sussidiarietà, diventa uno strumento online e gratuito, ospitato nel portale de ilsussidiario.net. La scelta è dettata dalla volontà di rendere accessibili al mondo della rete, e quindi a un numero sempre maggiore di persone, i contenuti di quello che negli anni è stato riconosciuto come uno spazio libero in cui dibattere contenuti e avanzare proposte alla luce del principio di sussidiarietà. Interamente scaricabile nei formati epub e pdf, la rivista mette a disposizione i singoli articoli, che vengono caricati come anticipazioni, prima dell’uscita del numero completo. L’entrata nella rete dilata enormemente la possibilità di realizzare lo scopo per cui è nato Atlantide, cioè quello di essere «un mondo che fa parlare altri mondi».

In questo numero, Atlantide offre una serie di contributi sul tema “L’Italia che verrà”, dando voce a personalità che si sono cimentate in un’ardua impresa: identificare le urgenze e le emergenze che il Parlamento uscito dalle urne di febbraio dovrà affrontare per superare una crisi tra le più drammatiche della nostra storia. Una sorta di agenda comune per guardare realisticamente al futuro.
L’esito elettorale, con la frammentazione del quadro generale che ha espresso, non ha certo facilitato il compito degli autori di Atlantide, eppure ha reso ancora più necessario uno sguardo di prospettiva, più attento alle questioni di fondo che non alle alchimie del momento. Paradossalmente, proprio la situazione drammatica che sta attraversando l’Italia è propizia per l’emergere di persone che sfondino l’orizzonte del prevedibile e lascino intravvedere una strada nella nebbia, mostrando che un dialogo sincero e una collaborazione in vista del bene comune sono ancora possibili. Purché ciascuno sia disponibile a rinunciare a quella «dittatura del relativismo» di cui parlava Benedetto XVI e ripresa da Papa Francesco, «che lascia ognuno misura di se stesso e mette in pericolo la convivenza tra gli uomini [...] se ciascuno può rivendicare sempre e solo il proprio diritto, senza curarsi allo stesso tempo del bene degli altri, di tutti» (Discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 22 marzo 2013)
I contributi proposti in questo numero di Atlantide convergono ? a partire da punti di osservazione molto diversi l’uno dall’altro ? sulla comune consapevolezza che un programma di cambiamento che non ci allontani dall’Europa e da uno stato di reale democrazia e libertà deve rimettere al centro la persona, come singolo e nelle formazioni sociali in cui si esprime il desiderio di ciascuno di costruire un autentico bene comune. Questo deve valere a ogni livello della vita pubblica, da quello sociale a quello politico-istituzionale.
È altamente significativo che le parole “giovani” ed “educazione” siano tra le più ricorrenti negli articoli, segno che la sfida del futuro deve partire necessariamente da un investimento ? ideale, sociale ed economico ? sulle giovani generazioni. Ogni altra manovra che ne prescinda rischia di condannare il nostro Paese all’autoestinzione. L’educazione dei giovani, infatti, misura il grado di civiltà di un popolo e la sua capacità di sacrificio per un bene che supera l’interesse del presente.
Questo numero di Atlantide offre uno spaccato delle problematiche con le quali il nuovo Parlamento e il governo dovranno cimentarsi, se non vogliono cedere il passo alla logica degli interessi di parte e delle emergenze del momento. Gli autori degli articoli della rivista mostrano quella lungimiranza necessaria per immaginare risposte all’altezza delle domande che l’attuale situazione di confusione esige.