Quadrimestrale di cultura civile

Il lavoro del giornalista e la sfida digitale

di Antonio Quaglio / Direttore editoriale di Atlantide

Se il lavoro deve ritrovare tutte le dimensioni del matching, dell’incontro – come suggerisce questo numero di Atlantide – nessun lavoro è più simbolicamente in crisi di quello di chi opera nei media: un mestiere che ha la sua ragione e la sua sostanza nell’incontro quotidiano con una realtà da raccontare, con persone, idee, avvenimenti che chiedono ogni istante di essere incontrati, letti e poi scritti.
Se n’è discusso a lungo alla fine di giugno, alla summer school promossa dalla Fondazione per la Sussidiarietà e dalla Fondazione Ceur. Nella società digitale – nella quale l’intelligenza naturale “dell’uomo” si ritrova ormai in competizione aperta con quella artificiale creata “dall’uomo” – la tecnologia comprime la necessità di intermediazione fin quasi a cancellarla. E fra le prime vittime designate spiccano i linguaggi tradizionali dell’informazione: cioé il lavoro di chi si propone di “dar forma” all’incontro fra la realtà e i suoi osservatori più attenti e interessati. Se tutti diventiamo storyteller e self-content-provider – laddove le piattaforme insistono sulla loro pretesa di essere social media egemoni – il lavoro del giornalista ha probabilità di sparire, anzi è già in parte sparito: non diversamente da come sono scomparsi i jobs nelle catene di montaggio industriali, nell’education o perfino nelle sale operatorie (e le prossime tappe potrebbero essere le aule di giustizia e infine le istituzioni politiche). La sfida lanciata a se stesso dall’uomo tecnologico non è predicibile nei suoi esiti: ma può, anzi deve, essere raccontata. E questa è una distinta sfida culturale ancora non ridotta e non riducibile alla semplice innovazione di processo e prodotto.
Questo numero di Atlantide raccoglie questa sfida in modo non differente da come MeshArea abbia lanciato la sua al Meeting di Rimini 2018. L’impegno di tutti coloro che parteciperanno per sei giorni a un continuo matching di esperienze sul lavoro è stato l’impegno di Atlantide a prepararlo. Nella misura in cui MeshArea raggiungerà i suoi obiettivi – generare lavoro svolgendo bene il proprio ruolo di medium socioculturale – Atlantide avrà contribuito a difendere le pretesa di un giornalismo non ridotto a bit: per il quale è sempre possibile porre una domanda in più e soprattutto è sempre lecito cercare una risposta sorprendente.
 

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