Quadrimestrale di cultura civile

Realtà aumentata. Il futuro che ci aspetta

di Donato De Ieso / CEO Dilium srl

Sensorama. È questo il nome con cui nel lontano 1966 il fotografo Morton Heilig brevettò il primo simulatore, in un certo senso, di “realtà aumentata”, dando inizio a una storia lunga e intrecciata che ancora oggi ci sorprende e stupisce.
Fu solo nel 1990 con Tom Caudell, ricercatore della Boing, a essere messo nero su bianco il significato di “realtà aumentata”: l’interazione di elementi grafici, audio e altri miglioramenti sovrapposti a un ambiente reale che vengono visualizzati in tempo reale.
Pensare che all’epoca ero solo un adolescente affamato di conoscenza e pronto a immergermi in un mondo fatto di diciture e sigle “affascinanti”...
Sono passati oltre 20 anni, uno dopo l’altro sono passati “pc” e si sono susseguiti “software” sempre più belli e performanti (so già che solo quella specie protetta come me, “i nerd”, potrà comprendere tutta questa magia). Durante questi anni, il mondo che conoscevo diventava vecchio ogni anno che passava ed era inarrestabile. Con decorrenza semestrale rimanevo a guardare ciò che non c’era più, ma soprattutto mi tuffavo in ciò che sarebbe arrivato, il futuro che ci aspettava.
I primi veri contatti con la realtà aumentata e le tecnologie che rendevano la realtà aumentata una realtà, risalgono al 2008. I primi lavori grezzi, fatti di solidi proiettati nel salotto di casa, con amici e conoscenti incuriositi, sembravano non avere alcun senso, eppure qualcosa mi diceva che c’era più di un semplice cubo in salotto.
È stata la passione e i continui stimoli provenienti dai ragazzi a cui insegnavo che mi hanno dato il coraggio di lanciarmi in un’avventura, di cui oggi sono fiero e orgoglioso. Una realtà che si chiama Dilium, dove ogni collaboratore, ogni nuovo ragazzo che entra, può sentirsi libero di esprimersi e sperimentare ciò che la tecnologia d’avanguardia propone e la realtà aumentata è sicuramente una di queste. Un pillar in Dilium in cui crediamo e in cui ci siamo specializzati.
Ieri si parlava di realtà aumentata come di una scommessa. Oggi si parla di realtà aumentata come di un futuro che sta per avverarsi e i dati convalidano tale ipotesi.
A oggi gli investimenti nel comparto AR (hardware e software) superano i 10 miliardi di dollari e passeranno a oltre i 210 miliardi di dollari del 2021. Le industries più promettenti e recettive? Tutte, nessuna esclusa. Sulla AR stanno scommettendo alcune tra le più grandi multinazionali del mondo tecnologico come Google, Samsung, Microsoft e Facebook.
Il successo dell’AR, sta nella sua naturale capacità di modellarsi a qualsiasi necessità o bisogno. Le sue applicazioni sono tante e diverse. È utilissima nella vita quotidiana. Puoi vedere come starebbero in casa tua i mobili, oppure puoi orientarti in spazi complessi senza mai guardare la mappa. Trovare nuovi modi per risolvere i piccoli problemi di ogni giorno. Con la Realtà Aumentata la quotidianità può diventare speciale, può rendere più divertente e accattivante ciò che già di meraviglioso ci circonda.
Al centro di ogni soluzione in AR c’è una persona, considerata in tutte le sue sfaccettature. Ed è per questo che le soluzioni non sono invadenti, ma semplicemente permettono agli utenti di connettersi con il mondo che li circonda in modi differenti, accattivanti e stimolanti, se lo desiderano. Abbiamo assistito all’applicazione utilitaristica della tecnologia dell’AR in medicina, con un progetto pilota che ha migliorato i processi negli interventi invasivi. Abbiamo presentato soluzioni che rendessero più sicuro il lavoro di manutenzione di cabine elettriche o facilitassero l’installazione e la manutenzione di impianti sanitari. Le applicazioni sono tante e diverse e hanno ribaltato quel tanto discusso slogan dell’Esposizione Universale di Chicago del 1933: “La scienza trova, l’industria applica, l’uomo si adegua”.
La realtà aumentata è una realtà che si adegua e disponibile a tutti, ora sta all’immaginazione. Are you ready?
 

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