Tutto sta a partire dal primo filo,
lanciato come un lazo in cerca d’appoggio.
Il ragno lo percorre e lo rafforza con un secondo filo.
La costruzione geometrica prosegue,
formando una sorta di Y, che è l’ossatura della ragnatela.
Entrare in rete, incontrare gli stakeholders, essere competitivi, flessibili, trasversali: lavoro interinale, tirocini, società fluida, mobilità ma qual è il posto di un giovane nel groviglio di istruzione, formazione e lavoro? Sicuramente occorre partire da sé, dal presente, dagli indizi, dalle intuizioni, dai desideri trattenuti: occorre vedere, incontrare ed essere sollecitati e guidati nella scelta.
Negli ultimi anni la Regione Marche ha partecipato a eventi nazionali di orientamento (JOB&Orienta, Fiera Didacta Italia) al fine di dare l’opportunità alle nuove generazioni di conoscere esperienze significative e di acquisire strumenti critici utili a valorizzare il percorso formativo personale. Con lo stesso intento presentiamo nel padiglione MeshArea l’offerta formativa marchigiana, consapevoli di quanto l’emergenza educativa necessiti di una visione ben solida, di un giudizio storico-politico, di un accompagnamento affettivo e formativo del ragazzo che, ineludibilmente, precede e governa il mutamento strutturale del mercato del lavoro influenzato da una domanda sempre più frazionata e articolata dentro la rapida evoluzione dei sistemi produttivi.
L’operatività dell’assessorato nasce dall’analisi del contesto marchigiano, costellato di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, chiamate a misurarsi con il mercato globale. Un contesto complesso: diverse aree di crisi; suggestive aree interne a cui destinare una programmazione puntuale a garanzia dei servizi, per contrastare lo spopolamento e consolidare le comunità; eventi sismici che, dal 2016, hanno lacerato il nostro territorio e pongono oggi problemi non solo legati alla ricostruzione ma a una ridefinizione delle geografie e degli assetti territoriali.
Emerge altresì la forte consapevolezza delle tante eccellenze marchigiane, del Made in Italy generato dalla creatività di maestranze che non vanno perdute, artigiani che, innervando città e paesi con le loro botteghe, trasformano la materia e la rendono valore. La nostra attività muove dalla consapevolezza che, seppur esposte alla corrente della delocalizzazione industriale, ricerca e leaderhisp della trasformazione economica restano europee, perché poggiate sulla filiera del “capitale umano” (la persona), primo asse su cui investire.
I nuclei tematici su cui si sta lavorando sono molteplici.
Innovazione dentro la tradizione
Chi governa Industria 4.0? Come rispettare il primato manifatturiero della Regione Marche? Come recuperare le botteghe di mestiere, le vocazioni dei territori (tessile, calzaturiero, legno-mobile, agroalimentare...), l’opera dell’artigiano che rischia l’estinzione? La questione resta estremamente complessa. Tuttavia, il dato evidente è che la produzione marchigiana, in certi casi di nicchia, va distinta dalla produzione industriale di massa. Realizzare questo obiettivo significa favorire il ricambio generazionale coniugando, per il tramite di nuove competenze, l’unicità artigianale ai processi innovativi (sviluppo tecnologico e internazionalizzazione in primis).
Formazione mirata
Scuola e mondo del lavoro si stanno avvicinando grazie ai progetti di alternanza, apprendistato e sistema duale. La formazione è il collante: non formazione indistinta ma attenta, gestita come un bene raro, ora più che mai indispensabile. Da qui la necessità di ramificare il processo del sapere in varie direzioni: verso il lavoro, l’alta formazione, la ricerca, lo sviluppo. L’esigenza di strutturarlo in master, dottorati di ricerca e, da quest’anno, dottorati integrati, innovativi, sui cluster individuati come volano dell’economia regionale: Agrifood, e-Living, Marche Manufacturing, Disaster Risk Reduction. Su questi quattro macrotemi la Regione ha indicato tra le priorità di policy quella di promuovere gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione attraverso progetti collaborativi (imprese, università e centri tecnologici); azioni di sistema capaci di favorire l’allineamento delle politiche di sviluppo industriale con i processi formativi d’eccellenza.
Al fine di traghettare questa esigenza formativa l’assessorato ha avviato Orienta Marche, che ha coinvolto oltre duemila ragazzi nell’approfondimento dell’offerta formativa e delle best practices (spin-off startup, incubatori...), senza perdere di vista la formazione al teatro, al cinema, alla musica, da sempre segmenti costitutivi della creatività marchigiana.
Sviluppo locale: vocazione dei territori
Gli avvisi finanziati con risorse regionali, ministeriali e comunitarie scaturiscono dai fabbisogni emersi dal territorio: scuole, aziende, associazioni di categoria e parti sociali hanno evidenziato le urgenze e i profili professionali utili alla ripresa economica locale. Le Marche sono caratterizzate da distretti produttivi e a questi si è cercato di guardare, rivitalizzandone le filiere peculiari: meccanica, meccatronica, domotica, ergonomia, legno-mobile, gomma-plastica, edile, calzaturiero, agroalimentare, artigianato artistico. Per la filiera del turismo si è lavorato ad avvisi ispirati alla logica di rete tra Comuni per favorire percorsi ambientali, culturali e didattici capaci di coniugare ospitalità e valorizzazione del patrimonio.
Ricostruzione post-sisma
I sismi che dal 2016 a oggi hanno nuovamente colpito il territorio, provocando l’abbandono dei borghi, hanno portato la Regione Marche a una chiara strategia: ripartire dalle comunità, ricostruire le fabbriche in prossimità dei comuni distrutti dai terremoti. Una grande opera che ha già visto la costruzione di numerose scuole, ridivenute luoghi significativi della vita quotidiana.