Quadrimestrale di cultura civile

Nelle politiche attive la chiave per la ripresa

di Marco Ceresa / Managing Director di Randstad Italia

Se le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice, cosa rende davvero concreto e utile il nostro impegno per risolvere le questioni che affrontiamo tutti i giorni nella sfera individuale e in quella mondiale?
Parto da questo spunto per interrogarmi sul ruolo come persone, come lavoratori, come azienda e gruppo multinazionale che si occupa di risorse umane e dà lavoro a oltre 668.000 persone, ogni giorno in tutto il mondo.
È possibile considerare il lavoro come una forza che influisce sulla storia? Dati oggettivi e percezioni personali possono farci dichiararare che il lavoro, certamente, contribuisce alla costruzione di una società migliore, più inclusiva e coesa, con minori disuguaglianze economiche e sociali.
Oggi, per la prima volta nella storia, la popolazione urbana mondiale ha superato la popolazione rurale e, entro il 2050, ci si aspetta che due terzi della popolazione a livello globale abiteranno nelle aree urbane.
Secondo quanto pubblicato nella ricerca flexibility@work – presentata da Randstad all’OECD Forum tenutosi a Parigi il 29 e 30 maggio 2018 – la pianificazione urbana, il sistema di trasporto, l’accesso alle informazioni, l’educazione e il lavoro sono i fattori chiave per uno sviluppo urbano sostenibile e inclusivo. Le città sono passate da un modello di scarsa condivisione alla creazione di complessi ecosistemi. Possiamo trovare un modello simile nello sviluppo delle imprese, dei cittadini e degli stessi rapporti di lavoro? Sì, le reti che collegano le persone attraverso i continenti stanno diventando sempre più dense, più veloci e più estese ogni anno. La dipendenza reciproca e le connessioni transnazionali di città, imprese e cittadini portano a una necessità di politiche che soddisfino questi complessi ecosistemi.
Le città sono attrattive per gli individui sia ad alto che a basso reddito. Questo è il motivo per cui le grandi città spesso hanno alti livelli di disuguaglianza. Gran parte di questa disuguaglianza può essere ricondotta al potenziale dei propri residenti nel mercato del lavoro, che è fortemente influenzato dai progressi tecnologici. Se i lavori di routine risultano essere i più vulnerabili in relazione ai progressi tecnologici, il lavoro non di routine altamente qualificato è aumentato considerevolmente nella maggior parte delle economie avanzate. Tuttavia, è interessante notare che anche i lavori a basso costo non di routine sono in aumento, in particolare nei settori che sono ancora difficili da automatizzare, come i servizi di assistenza e personali.
Il progresso tecnologico è una minaccia per lo sviluppo di una società coesa e inclusiva? No, stimiamo che ogni nuovo lavoro altamente specializzato nella tecnologia possa essere essere un catalizzatore di cinque nuovi posti di lavoro, di media-bassa specializzazione. La maggior parte di questi nuovi posti di lavoro è creata nelle città in cui è presente una forza lavoro a bassa specializzazione che può essere formata e qualificata.
La chiave per lo sviluppo della società è, in stretta connessione con il lavoro, l’istruzione. L’investimento in questo settore deve sostituirsi alla logica dell’assistenzialismo e della ri-qualificazione. L’inclusività della città e della comunità deve necessariamente passare dal processo di istruzione e di accrescimento delle competenze. Solo così potremo creare una forza lavoro qualificata e un mercato del lavoro inclusivo e agile che sarà la chiave per uno sviluppo urbano sostenibile.
Il leitmotiv di questo ragionamento è il concetto di “connessione”: delle nuove modalità di lavoro, delle relazioni tra le persone e delle modalità di sviluppo del nuovo ecosistema urbano. Si potrebbe quindi parlare di forze, in stretta connessione, che muovono la storia e che – rispondendo e modellandosi sui bisogni dell’uomo – lo rendono felice. Attraverso il lavoro, le persone soddisfano i propri bisogni e realizzano i propri sogni, per sé e per le loro famiglie. La società, che può dare un lavoro, dev’essere inclusiva e coesa, con minori diseguaglianze economiche e sociali.
Connessioni è anche il titolo del report integrato Randstad: il documento, disponibile sul nostro sito www.randstad.it, sancisce il nostro impegno ad agire in coerenza con la nostra identità, raccontando in maniera trasparente come abbiamo fatto a perseguire i nostri obiettivi, nel pieno rispetto delle istanze dei nostri interlocutori. La nostra è un’azienda fatta di persone ed è per le persone che lavoriamo. Tutto questo è racchiuso nell’ambition di tutto il mondo Randstad: entro il 2030 entrare in contatto con 500 milioni di persone. Sono convinto che non sarebbe possibile raggiungere specifiche performance socio-ambientali senza valutazioni economiche ben ponderate e responsabili ma è altresì vero che le performance economiche dipendono, nel contesto attuale, dall’attenzione posta ai temi sociali e ambientali. Queste connessioni indirizzano il lavoro aziendale verso un nuovo modo di “pensare integrato” che deve essere accompagnato da un messaggio coerente, unico e completo in grado di raggiungere ogni tipo di stakeholder.
Motore della nostra attività è la costante ricerca del valore condiviso: per i giovani, i lavoratori, i dipendenti e le realtà produttive del territorio. A noi di Randstad non interessa che le persone abbiano “solo” un lavoro. Noi lavoriamo per il “buon lavoro”, quello che concilia i bisogni dei clienti e le competenze dei lavoratori, ma anche le loro aspirazioni. Ecco perché parliamo di valore condiviso: se facessimo l’interesse solo di alcuni interlocutori, tralasciandone altri, tradiremmo la nostra missione. Da questo preciso intento derivano strategie, progetti e comportamenti che si pongono il duplice obiettivo della sostenibilità economica e sociale. Obiettivi inscindibili tra loro perché connessi nei contenuti, così come negli impatti. Coinvolgere gli studenti in attività di orientamento e formazione per facilitare il difficile passaggio dalla scuola al mondo del lavoro, investire in percorsi di formazione continua dei propri lavoratori per aumentare la loro employability, impegnarsi per garantire i più elevati standard di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, legalità, trasparenza e tutele nel mondo degli appalti, valorizzare i talenti a prescindere dal genere, sono tutte iniziative che certamente contribuiscono alla profittabilità e continuità della nostra azienda ma allo stesso tempo creano valore per la società di domani.
 

Nello stesso numero